ACCADDE OGGI…

…il 26 aprile 1986
IL DISASTRO DI ČERNOBYL
40 anni fa a Černobyl, in Unione Sovietica (oggi in Ucraina), avviene un’esplosione in una centrale elettronucleare provocando immediatamente 31 vittime.
Nei giorni seguenti una nube radioattiva contaminerà buona parte dell’Europa. Le conseguenze sulla popolazione locale dureranno per decenni;
È considerato il più grave incidente della storia dell’energia nucleare e l’unico, insieme a quello di Fukushima del 2011, a essere classificato al 7° livello, il massimo, della scala di catastroficità INES (International Nuclear and Radiological Event Scale).
Le morti presunte sono circa 4000.
😔
CURIOSITÀ
La centrale nucleare di Chernobyl è oggi un sito dismesso e sotto controllo: l’area è circondata da una “zona di esclusione” di 30 km, ancora contaminata ma parzialmente accessibile per lavori di gestione, sorveglianza e turismo ‘controllato’.
Cieli sereni
PG

§852

IL LEONE DI SAN MARCO

Nel quarto superiore del simbolo della Marina Militare compare il Leone di San Marco, secolare simbolo della città di Venezia e della sua antica Repubblica.
Detto anche “Leone Marciano” o “Leone Alato”, è la rappresentazione simbolica dell’evangelista san Marco, raffigurato in forma di leone alato.
Altri elementi osservabili sono l’aureola, il libro e una spada tra le zampe in varie combinazioni
La simbologia del Leone di San Marco deriva dalla leggenda secondo la quale un angelo sotto forma di leone alato si presentò al Santo, naufragato in laguna, proferendo le parole: «Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum» (Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo) preannunciandogli che in quel luogo, un giorno, il suo corpo avrebbe trovato riposo e venerazione. Il libro, associato al Vangelo, ripropone spesso le parole del leone: «PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEVS».
Numerose le interpretazioni simboliche riguardo alla combinazione tra spada e libro:
• il solo libro aperto è ritenuto simbolo della sovranità dello Stato;
• il solo libro chiuso è invece ritenuto simbolo della sovranità delegata alle pubbliche magistrature;
• il libro aperto e la spada  non visibile a terra è ritenuto simbolo della condizione di pace;
• il libro aperto con la spada impugnata sarebbe invece simbolo della pubblica giustizia.
• il libro chiuso con spada impugnata, è infine ritenuto simbolo di stato di guerra;
Altri elementi significativi, infine, il leone poggia le zampe anteriori sulla terra e quelle posteriori sull’acqua: particolare riferimento al saldo potere di Venezia sulla terra e sul mare.
(Bitta tunc primum scripsit XXV IV MMXXII)
Cieli sereni
PG

§843

IL BÓCOLO DI S. MARCO

La tradizione di Venezia vuole che il 25 aprile, giorno dedicato a S. Marco, sia offerto a fidanzate e mogli un bocciolo (in veneto bócoło) di rosa rossa, in segno d’amore.
L’ usanza nasce dalla leggenda di Maria, figlia del doge Partecipazio, che si innamorò ricambiata del giovane Tancredi, un ragazzo del popolo, semplice cantastorie senz’arte né parte.
Il sentimento dei due giovani era osteggiato dal padre di Maria, che non avrebbe permesso un tale matrimonio.
Così Tancredi partì come soldato al seguito dei paladini di Carlo Magno guadagnandosi grande fama e gloria: così il padre di Maria non avrebbe più potuto opporsi al loro amore.
Mentre i cantastorie e i menestrelli già avevano iniziato a cantare le gesta eroiche di Tancredi, un triste giorno arrivarono a Venezia alcuni cavalieri annunziando la morte di Tancredi: era caduto in battaglia, tradito dall’ ardore e dall’impeto che lo portava ad esporsi per essere degno della sua amata.
Tancredi era caduto sanguinante sopra un rosaio e prima di spirare, aveva colto un bocciolo di rosa pregando l’amico Orlando di portarlo a Venezia alla sua amata Maria.
Quando i paladini fecero ritorno in   città dettero a Maria la rosa tinta ancora del sangue di Tancredi ed essa restò muta dal dolore. Il giorno dopo, festa di S. Marco, fu trovata morta con il fiore insanguinato sul cuore tornato fresco come appena colto.
Da allora ogni 25 Aprile, giorno di S. Marco, ogni innamorato rinnova questa tradizione donando un bòcolo alla morosa.
(Bitta tunc primum scripsit XXV IV MMXXI)
Cieli sereni
PG

§841

ACCADDE OGGI…

…il 25 aprile 1507
PERCHÈ L’AMERICA SI CHIAMA “AMERICA” ?
In quel giorno, il 25 aprile 1507, per la prima volta, il cartografo tedesco Martin Waldseemüller utilizzò il nome “AMERICA” per indicare il nuovo continente nella sua Carta Universalis Cosmographia; Il nome fu scelto in onore del nostro navigatore Amerigo Vespucci ( Americus Vespucius ).
Buon 25 aprile 🇮🇹
Buon Marconi Day 📻
Buon ‘Bocolo’ 🌹
Buon onomastico a tutti i Marco😇🦁
Cieli sereni
PG

§839

IL TRIANGOLO DI PRIMAVERA

Il Triangolo di Primavera è uno dei motivi stellari più facili da individuare nel cielo notturno di primavera: non è una costellazione ma un asterismo – una figura riconoscibile formata da stelle appartenenti a costellazioni diverse.
Le stelle del Triangolo di Primavera sono Arcturus nel Boote, Spica nella Vergine e Regulus nel Leone
Si individua prolungando la curvatura del “timone” del Grande Carro fino ad Arturo, per poi proseguire verso Spica e chiudere il triangolo con Regulus.
QUANTO È GRANDE IL TRIANGOLO DI PRIMAVERA ?
La distanza tra Spica e Regulus è di circa 40° gradi. Equivale approssimativamente a 2 volte la distanza tra il mignolo e il pollice, allargando il più possibile la mano (con il braccio teso).
Cieli sereni
PG

§837

Il 23 aprile si festeggia San Giorgio, il santo martire cristiano del IV secolo, noto soprattutto…

È protettore di cavalieri, arcieri, schermidori, scout, guide, esploratori e di numerose città italiane, tra cui le più note sono Genova, Ferrara, Ragusa, Reggio Calabria e Campobasso.
All’estero è patrono di Inghilterra 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿, Portogallo 🇵🇹, Georgia 🇬🇪, Lituania 🇱🇹, Etiopia 🇪🇹, Montenegro 🇲🇪 e Malta 🇲🇹.
Il 23 aprile è anche celebrata la Giornata mondiale del libro per promuovere la lettura e la pubblicazione dei libri.
PERCHÈ IL 23 APRILE ?
La data del 23 aprile è stata scelta in quanto è il giorno in cui sono morti (tutti nel 1616) tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega.
A Barcellona e in tutta la Catalogna si celebra Sant Jordi: è tradizione regalare libri, soprattutto agli uomini, e rose alle donne. Anche i librai, in questo giorno, donano una rosa a chi acquista un libro.
 
PERCHÈ ANCHE LA ROSA ?
Il perchè si trova nella leggenda di San Giorgio e il drago. Il Santo salvò la principessa uccidendo il drago, e dal suo sangue versato nacque una rosa, simbolo di amore vero e sincero.
CURIOSITÀ
William Shakespeare e Miguel de Cervantes morirono lo stesso giorno il 23 aprile 1616, ma…il primo di martedì e il secondo di sabato!
Com’è possibile !? 🤔
SCHERZI DEL CALENDARIO
A quell’epoca in Spagna vigeva il nuovo calendario gregoriano mentre l’Inghilterra conservava ancora quello giuliano e di conseguenza era indietro di 10 giorni rispetto agli altri paesi occidentali: il 23 aprile inglese corrispondeva dunque al 3 maggio spagnolo.
Così Shakespeare morì effettivamente dieci giorni dopo Cervantes …e avrebbe potuto teoricamente partecipare ai funerali dello spagnolo. 
I bizzari computi dei calendari sono riusciti a fare incrociare, in qualche modo, i destini di questi due grandi scrittori.
(Bitta tunc primum scripsit XXIII IV MMXXI)
Cieli sereni
PG

§819

ACCADDE OGGI…

…il 22 aprile 1969
Il 22 aprile 1969 lo skipper inglese William Robert (“Robin”) Knox-Johnston, all’età di 30 anni, diviene il primo uomo a compiere la circumnavigazione del globo senza scalo e in solitaria.
Era salpato circa 10 mesi prima, il 14 giugno 1968, dallo stesso porto di arrivo, Falmouth (UK), a bordo della sua barca a vela Suhaili, lunga 9,8 metri per partecipare alla Sunday Times Golden Globe Race. 
CURIOSITÀ
Nel 2007, all’età di 67 anni, ha stabilito un altro record come il velista più anziano a completare una (altra!) circumnavigazione del globo in solitaria.
Cieli sereni
PG

§816

NATALE DI ROMA

Oggi si festeggia il Natale di Roma che, secondo la leggenda, sarebbe stata fondata da Romolo il 21 aprile del 753 avanti Cristo.
Da questa data in poi derivava la cronologia romana, definita con la locuzione latina Ab Urbe condita, ovvero “dalla fondazione della Città”, che contava gli anni a partire da tale presunta fondazione.
CURIOSITÀ 
Nel festeggiare Roma, molti annunci (vedi immagine) indicano la data di oggi come il 2779° compleanno di Roma perchè vengono sommati, istintivamente, il numero dell’ “anno a. C.” e questo 2026 “d. C.” ottenendo, appunto, (753 + 2026) 2779. 
IN REALTÀ L’ ETÀ DELLA CITTÀ ETERNA È 2778 ANNI !!
L’operazione corretta da fare sarebbe invece:
(753 + 2026) – 1 = 2778 anni !
La sottrazione di un anno è dovuta per il semplice fatto che… NON ESISTE L’ ANNO 0 (“zero”)!: in altre parole tra la data del 21 aprile 1 a. C. e quella del 21 aprile 1 d. C. intercorre un anno e NON due!
(Bitta tunc primum scripsit XXI IV MMXX)
Cieli sereni e Buon Natale Roma! 
PG

§814

Giornata della Lingua Cinese

Il 20 APRILE di ogni anno si celebra la Giornata della Lingua Cinese così come istituito dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. 
Questa data viene associata alla mitica figura di Cangjie, il presunto inventore dei caratteri cinesi che, secondo la tradizione, sarebbe stato incaricato dal leggendario imperatore Huang Di, di inventare un sistema di scrittura. Per adempiere al suo compito, Cangjie trasse ispirazione dalla natura: studiò gli animali, i paesaggi e le stelle, cercando di coglierne le caratteristiche fondamentali e trasformandoli in simboli.
LA LEGGENDA
Una versione della leggenda di Cangjie racconta che l’Imperatore, dopo che aveva unificato il suo regno, gli ordinò di inventare un sistema di scrittura per sostituire il sistema di notazione delle corde annodate. Egli si stabilì vicino ad un fiume e rimase a lungo senza ottenere risultati. Un giorno, una fenice cinese fece cadere davanti a lui un pezzo di terra indurita che recava impressa un’impronta. In quel momento un cacciatore giungeva sulla strada, e Cangjie gli chiese se riconoscesse o meno l’animale che aveva lasciato quell’impronta. «È un pixiu» rispose senza esitare il cacciatore. Questa fu una rivelazione per Cangjie. Da quel momento, egli osservò qualsiasi cosa cercandovi un segno che la rendesse immediatamente riconoscibile.
L’Imperatore, soddisfatto, fece diffondere l’uso della sua scrittura in tutto il paese e fece costruire un tempio in riva al fiume in corrispondenza del luogo dove Cangjie lavorava.
Interpretiamo l’ideogramma della figura 德 (dé) che sta per Virtù, Moralità ed Etica.
La metà di sinistra del carattere è formata dall’ideogramma ㄔ, un carattere la cui origine risale a migliaia di anni fa e deriva dal simbolo che stava per “gamba e piede”. Esprime uno stile retto del cammino o del comportamento.
La metà di destra è composta da quattro simboli 十目一心 (shí mù yī xīn):
十 (shí),  è il simbolo che sta per il numero ‘dieci’, denota perfezione e compimento, mentre allo stesso tempo, implica l’assoluta perfezione degli dèi.
目 (mù), è la parola che simboleggia l’‘occhio’. 
一 (yī) sta per il numero ‘uno’, che riflette la generazione dell’universo attraverso la separazione dello Yin e dello Yang.
心 (xīn) è il ‘cuore umano’.
Quindi 十目一心, contiene il significato interiore che corrisponde al fatto che “le divinità osservano il cuore umano”.
Ricapitolando, l’ideogramma 德 visto nella sua interezza,  implica che le azioni degli uomini si debbano conformare alle leggi delle divinità, ossia che gli uomini debbano farsi carico di virtù.
Nella Cina antica, le persone spesso parlavano di “accumulare virtù”. A coloro che possedevano molta virtù e che si comportavano secondo un certo grado morale ed etico, era assicurata una reincarnazione coronata dal successo dopo la morte. Gli insegnamenti buddisti, che hanno profondamente influenzato la cultura cinese, dettavano che la vita di un individuo fosse determinata da quanta virtù 德 lui o lei avesse accumulato o da quante azioni buone o cattive lui o lei avesse commesso durante una delle vite precedenti.
CURIOSITÀ
Per chi non lo avesse notato, nella figura, Cangjie è rappresentato come vuole la tradizione: avente quattro occhi che gli permettevano di vedere i segreti del cielo e della terra.
(Bitta scripsit XX IV MMXXIII)
Cieli sereni
PG

§812