Il Comandante Bitta è un curioso e stravagante personaggio uscito dalla penna di Paolo Giannetti (PG) che "osserva", dal suo "oblò virtuale", i porti visitati e le rotte percorse, cercando nell'ambiente circostante, le risposte a quesiti su chi, che cosa, dove, come, quando e perché...
Gli aneddoti e le curiosità possono riguardare la storia, la navigazione, la meteorologia, l'astronomia e... altro.
…il 16 settembre 1962
Il 16 settembre 1962 viene varata presso i Cantieri Navali Ansaldo di Sestri Ponente (Genova)
la maestosa turbonave Michelangelo della Società Italia di Navigazione.
La cerimonia del battesimo fu officiata da donna Laura Segni, moglie del Presidente della Repubblica.
Insieme alla sua gemella Raffaello, rappresentò l’ultimo grande transatlantico di linea italiano fino all’avvento dei voli commerciali a lungo raggio verso New York.
La Michelangelo rimase in servizio per soli 10 anni, dal 1965 al 1975, prima di essere posta in disarmo per via delle ormai insostenibili perdite economiche del servizio passeggeri transatlantico.
Venduta al governo iraniano per essere utilizzata come alloggio per il personale militare che seguiva la costruzione del porto di Bandar Abbas, vi rimase in stato di crescente abbandono fino al 1991, quando fu rimorchiata in Pakistan e demolita.
Cieli sereni
PG
…il 15 SETTEMBRE 1682
L’astronomo Edmund HALLEY osserva il passaggio di una cometa e dimostra che si tratta della stessa precedentemente avvistata nel 1456, nel 1531 e nel 1607 e ne predice il ritorno nel 1758.
Quando ciò, puntualmente, accadde, divenne nota come la Cometa di Halley. Purtroppo Halley non potè vedere confermate le sue previsioni essendo già morto nel 1742.
Andando a ritroso nel tempo si trovano testimonianze degli avvistamenti di questa cometa che ha un periodo orbitale di circa 76 anni: la più datata è rintracciabile nel testo ebraico Talmud dove un passaggio recita “esiste una stella che appare una volta ogni settanta anni, e rende confusa la volta celeste inducendo in errore i capitani delle navi” , riferendosi probabilmente al passaggio dell’anno 66 d. C.
Nel 1066 fu osservata ed interpretata come un presagio: quell’anno Aroldo II d’Inghilterra morì nella Battaglia di Hastings e fu rappresentata nel famoso Arazzo di Bayeux: i resoconti di allora la descrivono quattro volte più luminosa di Venere.
Nell’Adorazione dei Magi di Giotto, l’ affresco della Cappella degli Scrovegni a Padova, è visibile una stella cometa sulla capanna della Natività. Presumibilmente l’idea di dipingerla nacque dall’osservazione della stessa cometa che fece Giotto tra il 1301 e il 1302.
Arrivando ai nostri giorni, l’ultimo perielio (massimo avvicinamento al Sole) è avvenuto 40 anni fa (era il 9 febbraio 1986) e, a meno di perturbazioni interplanetarie, il prossimo passaggio è previsto per il prossimo 28 luglio 2061 !
(Bitta scripsit XVI IX MMXXII)
Cieli sereni
PG
“RADAZZA E FRATTAZZO !”
A bordo del Vespucci, la radazza e il frattazzo sono due storici e fondamentali attrezzi marinareschi ancora utilizzati per la pulizia, il lavaggio e l’asciugatura del ponte e delle sovrastrutture. IL FRATTAZZO
È uno spazzolone di legno con setole vegetali, innestato su un bastone.
Nell’italiano comune il frattazzo (o frettazzo) è lo strumento piatto dei muratori usato per l’intonaco.
A bordo, invece, la sua origine è completamente diversa ed è legata al verbo frettare (sfregare).
Nella tradizione navale, era una spazzola fitta con setole corte e molto rigide, dotata di un blocco di legno e di un manico lungo. Oggi, sulle navi e imbarcazioni più moderne, esistono anche i frattazzi in materiale sintetico o in spugna.
Viene impiegato per sfregare e scrostare il ponte (specialmente i ponti in teak o le paratie) quando lo sporco, il sale o il grasso sono ostinati, prima di passare al risciacquo e all’asciugatura con la radazza. LA RADAZZA (o REDAZZA)
È una specie di grosso pennello o fascio di filacce di cotone o canapa (un tempo ricavate sfilacciando le vecchie cime esauste) fissate all’estremità di un lungo manico usato per asciugare la coperta o per lavarla con poca acqua.
CURIOSITÀ
La redazza nella sua forma moderna è chiamato MOCIO, un termine colloquiale che deriva dalla parola spagnola “mocho”.
Il mocio, fu brevettato nel 1837 negli Stati Uniti e perfezionato nel 1956 dallo spagnolo Manuel Jalón Corominas.
Cieli sereni
PG
Durante l’ultima tratta di navigazione atlantica che ha portato Nave Vespucci a Cadice, è nato un nuovo Corso dell’Accademia Navale!
Gli allievi del primo anno imbarcati, dopo un lungo conclave trascorso sottocoperta, sono saliti a riva e hanno gridato a pieni polmoni il nome scelto per il corso IMPERIO
È stata anche issata, sull’albero di maestra, la bandiera dallo sfondo grigio, il colore del corso. PERCHÈ IL CORSO “IMPERIO” HA IL COLORE GRIGIO?
Per tradizione i corsi dell’Accademia Navale hanno, a rotazione, un colore diverso dal precedente e dal successivo.
I colori sono, in sequenza, quattro: blu, verde, grigio, amaranto. Questa consuetudine accomuna spiritualmente gli appartenenti ai corsi dello stesso colore anche se distanti di generazioni. Ogni allievo (poi ufficiale) sarà sempre orgoglioso del colore del proprio corso ironizzando goliardicamente sui corsi di diverso colore.
Lo scorso anno si svolse la medesima cerimonia per gli allievi del corso verde battezzato Kydoimos.
Nei prossimi anni i successori dell’attuale Corso Imperio saranno amaranto, blu, verde e poi di nuovo grigio.
Di seguito i nomi dei corsi, con i rispettivi colori, ‘nati’ negli ultimi 4 anni:
2022: ⚪ Aghenor
2023: 🔴 Hurakan
2024: 🔵 Okeanos
2025: 🟢 Kydoimos
2026: ⚪ Imperio
Cieli sereni
PG
…il 2 settembre 1967
Il 2 settembre 1967 il PRINCIPATO DI SEALAND dichiara unilateralmente la propria indipendenza.
Molti penseranno ad un remoto lembo di terra, magari a ridosso di un lontano continente….invece NO!
Il Principato di Sealand (in inglese Principality of Sealand, “terra del mare”) è una “micronazione” situata a poche miglia dalla costa inglese. Si tratta di una struttura artificiale che durante la seconda guerra mondiale fu presidiata da circa 250 marinai della Royal Navy con funzione di difesa aerea e che vennero evacuati dopo la guerra.
Fu occupata dalla famiglia di Paddy Roy Bates, un ex maggiore dell’esercito e conduttore radiofonico britannico, e dai loro compagni, che la proclamarono un “principato con sovranità indipendente”.
Dopo la dichiarazione di indipendenza, la famiglia Bates issò la bandiera di Sealand, promettendo libertà e giustizia a tutti coloro che vivevano sotto di essa.
Il motto nazionale del paese è E Mare, Libertas (dal mare, la libertà), che riflette la sua strenua lotta per la libertà nel corso degli anni. I Bates governano il piccolo stato come sovrani reali ereditari ed ogni membro della famiglia ha il proprio titolo reale. Sealand ha la propria costituzione, composta da un preambolo e sette articoli.
A seguito di ciò, Sealand ha rilasciato passaporti ai suoi cittadini, ha coniato valuta ufficiale e ha commissionato i propri francobolli.
Anche se i componenti della famiglia Bates, suoi custodi, la dichiarano essere una micronazione indipendente, Sealand in realtà non è riconosciuta come Stato sovrano da nessun Paese del mondo.
(Bitta scripsit II IX MMXXI)
Cieli sereni
PG
BUON 7535 !
Il 1° settembre, secondo il calendario bizantino, è Capodanno!
Questo calendario fu in uso nell’impero bizantino dall’anno 312, quando fu istituito dall’imperatore romano Costantino I (306-337), e continuò ad essere utilizzato anche dopo la caduta di Costantinopoli: in Russia, addirittura, fino al 1699.
Il calendario bizantino ricalca il calendario giuliano in uso nell’Impero Romano. Le uniche differenze riguardavano la data di inizio anno e la numerazione degli anni.
L’anno iniziava il 1 settembre e finiva il 31 agosto.
Da notare che tuttora in Sardegna il mese di settembre in lingua sarda è chiamato Cabudanni, un chiaro caso di eredità culturale dei bizantini nell’isola.
La numerazione degli anni iniziava dal 1 settembre del 5509 a.C., giorno in cui secondo i Bizantini fu creato il mondo.
Per ottenere l’anno bizantino dal calendario giuliano o gregoriano occorre dunque aggiungere 5508 per le date fino al 31 agosto, 5509 per quelle dal 1 settembre in poi.
Facendo i calcoli, secondo il calendario bizantino, ieri (31 agosto 2026) eravamo nell’anno 7534 (Anno Mundi) e oggi, 1° settembre 2026, comincia l’anno 7535.
CURIOSITA’
Ogni anno, a settembre, Amalfi (ex Repubblica Marinara), insieme alla vicina cittadina di Atrani , rievocano il Capodanno Bizantino dell’Impero d’Oriente del quale erano autonomie periferiche.
(Bitta scripsit I IX MMXXI)
Cieli sereni e Buon 7535 !
PG
…il 31 agosto 1665
Il 31 agosto 1665, Giovanni Domenico Cassini annuncia la scoperta della Grande Macchia Rossa di Giove.
GIOVE, il più grande tra gli otto pianeti del sistema solare, è un “gigante gassoso” formato principalmente da Idrogeno ed Elio e ha una massa di circa 2 volte quella di tutti gli altri pianeti messi insieme.
La “Grande Macchia Rossa”, conosciuta anche come l’ Occhio di Giove, è un enorme vortice atmosferico di una tempesta perenne che appare come una macchia ellittica di colore rossastro, lunga ben 25.000 Km: più di due volte la dimensione della Terra!
Questa regione di alta pressione ruota in senso antiorario (perchè si trova nell’emisfero sud del pianeta) e i venti al suo interno raggiungono velocità comprese tra i 300 e i 400 km/h !
Considerando poi che Giove non ha una superficie solida che oppone attrito, la tempesta dura da secoli.
(Bitta tunc primum scripsit XII IX MMXXII)
Cieli sereni
PG
ACCADDE OGGI… …il 30 agosto 1873
Gli esploratori austriaci Julius von Payer e Karl Weyprecht scoprono l’arcipelago poi chiamato TERRA DI FRANCESCO GIUSEPPE nel Mare Artico. Quel territorio oggi fa parte della Russia.
La nave della spedizione, la TEGETTHOFF, portava il nome del famoso ammiraglio austriaco Wilhelm von Tegetthoff.
Era un vascello a 3 alberi di 220 tonnellate, costruito con legno di quercia e legno africano resistente per le fiancate e la prua.
Dotato di un motore da 95 cavalli, era provvisto di un’elica che per essere protetta dagli urti del ghiaccio venne sistemata in un vano formato da un prolungamento in ferro della chiglia.
La Tegetthoff con a bordo 24 uomini partì da Tromsø, in Norvegia, nel luglio del 1872 per esplorare le regioni polari ancora sconosciute all’epoca.
Dopo la navigazione nei mari del Nord, con l’arrivo dell’inverno, la Tegetthoff fu circondata da masse di ghiaccio con temperatura di 50 gradi sottozero e fu costretta a navigare nella perenne oscurità tra gli iceberg.
Nell’estate successiva le cose non migliorarono: la nave rimase incagliata nella banchisa dove rimase fino all’arrivo del secondo tragico inverno in cui alcuni uomini cominciarono ad ammalarsi.
Julius Payer, che era il comandante designato alle esplorazioni su terra, era comunque deciso a raggiungere la Franz Josef Land. Organizzò pertanto una spedizione con slitte, cani e alcuni volontari percorrendo 400 chilometri tra ghiacci, crepacci, dirupi in una continua sfida con la morte.
Alla fine il gruppo riuscì a raggiungere il punto più estremo a 82° latitudine nord in nome dell’ Imperatore Francesco Giuseppe.
Dopo ulteriori atroci 800 chilometri sulla via del ritorno, Prayer e compagni raggiunsero il relitto della nave che era ancora bloccato tra i ghiacci.
Neppure con l’arrivo della bella stagione la Tegetthoff riuscì a liberarsi dal ghiaccio e, valutando insufficienti le scorte di cibo per un ulteriore inverno, il comandante Carl Weyprecht diede ordine di abbandonare la nave tra i ghiacci del polo e di fare ritorno alla base con l’uso di slitte e barche. Il 14 agosto 1874 (due anni dopo la partenza!) la spedizione raggiunse il mare aperto per poi essere raccolta da un peschereccio russo. IL MESSAGGIO IN BOTTIGLIA*
Disperando ormai sulla riuscita dell’impresa per le terribili condizioni incontrate dalla spedizione, Carl Weyprecht scrisse una lettera raccontando gli eventi ed i risultati ottenuti, gettandola in mare all’interno di una bottiglia. Quella bottiglia venne ritrovata 104 anni più tardi ed è ora conservata presso l’Accademia Austriaca delle Scienze.
(Bitta scripsit XXX VIII MMXXI)
Cieli sereni
PG
Quante corde ci sono sul Vespucci?
Sulle navi NON ESISTONO ‘corde’!
Per la manovra delle vele si utilizzano “cime” o cavi che sul Vespucci ammontano, in totale, a circa 36 chilometri (!) di lunghezza.
L’unico cavo ammesso con il nome di corda è quello spezzone di qualche decina di centimetri che pende legato al batacchio della campana di bordo.
(Bitta scripsit IX XI MMXXIII)
Tutte le cime di bordo hanno un nome ed una posizione ben precisi ed inequivocabili: è molto importante saperla individuare immediatamente, una volta ricevuto l’ordine per le manovre.
La SÀRTIA (NON sartìa) è una cima, o cavo, utilizzata nelle imbarcazioni e nelle navi per sostenere l’albero (o gli alberi) lateralmente.
In passato erano fatti di canapa ma adesso, nelle imbarcazioni più grandi, sono in acciaio inossidabile.
La SAGOLA è una cima sottile non più spessa di 5 millimetri di solito sintetica come poliestere, nylon o kevlar.
La GOMENA è (era) un cavo di canapa, di grossa sezione, destinata all’ormeggio delle navi. Oggi si usano cavi sintetici che prendono il nome dalla funzione: cavo di ormeggio, cavo di rimorchio, di tonneggio, ecc.
La SCOTTA è una cima per bordare (orientare) le vele.
Il CANAPO è una cima di discreta sezione fatta, appunto, di canapa (ormai in disuso in marina).
CURIOSITÀ
Se tutte le cime del Vespucci venissero stese lungo una pista di atletica occorrerebbe fare 90 giri della stessa.
Cieli sereni
PG