UN ALLINEAMENTO DI 6 PIANETI

Oggi, 28 febbraio 2026, 6 pianeti saranno contemporaneamente visibili nel cielo serale poco dopo il tramonto: Mercurio, Venere, Giove, Saturno, Urano e Nettuno.
I primi quattro potranno essere osservati a occhio nudo (anche se individuare Mercurio potrà risultare difficile), mentre Urano e Nettuno richiederanno un binocolo o un telescopio.
Lo spettacolo inizierà al tramonto del Sole (intorno alle 18) con Mercurio e Venere, poi verso le 18:30 arriveranno gli altri pianeti e tutti saranno visibili fino alle 19 circa. (L’orario esatto di osservazione dipenderà dalla località).
Per ammirare il fenomeno basterà recarsi in una zona con orizzonte sgombro verso ovest, dal momento che quattro dei sei pianeti quando appariranno sullo sfondo crepuscolare saranno già abbastanza prossimi a tramontare in quella parte dell’orizzonte.
Ricordiamo che il termine “allineamento” planetario è abbastanza improprio poiché i sei pianeti non saranno allineati su una linea retta nello spazio, ma appariranno semplicemente disposti ‘ad arco’ nel cielo.
Quello di questa sera sarà il primo di due allineamenti che si verificheranno nel corso del 2026.
Il prossimo è atteso per agosto, a cavallo del periodo della prevista eclissi totale di Sole in Europa.
Cieli sereni
PG
Il disegno sotto mostra come è disposto l’allineamento planetario visto dall’alto delle orbite.
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§591

Venerdì 27 febbraio 2026

Oggi, 27 febbraio, Giove e la Luna (illuminata all’80%) saranno osservabili al tramonto, vicini l’uno all’altra, ben alti sopra l’orizzonte ad est/sud-est.
Anche nelle città con inquinamento luminoso, entrambi gli oggetti saranno visibili a occhio nudo vicino alle stelle brillanti Castore e Polluce.
CURIOSITÀ
L’immagine descrive dove apparirà Giove; Se osservato con un binocolo, intorno alle ore 18:00, i 4 satelliti principali (Callisto, Io, Europa e Ganimede) si mostreranno in orbita disposti a coppia in maniera quasi simmetrica rispetto al pianeta, ma è solamente per una questione di … prospettiva.
C I E G
° ° G ° °
Cieli sereni
PG

§589

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…il 26 febbraio 1606
420 anni fa, il 26 febbraio 1606, il navigatore ed esploratore olandese Willem Janszoon, per conto della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC), sbarca sulla Costa occidentale della Penisola di Capo York in Australia: si tratta del primo sbarco documentato di un europeo sul continente australiano.
A bordo del Duyfken (“piccola colomba” in italiano), un brigantino a palo di 60 tonnellate, tracciò la mappa dell’area, credendo che si trattasse di una estensione verso sud della Nuova Guinea.
Ribattezzò la terra appena scoperta Nieu Zelandt in onore della provincia olandese della Zelanda ma la denominazione non ebbe successo e fu successivamente sostituita con quella di Australia mentre il primo nome venne riutilizzato in seguito da Abel Tasman per designare la Nuova Zelanda.
CURIOSITÀ
Alcuni storici ritengono che, prima ancora, altri navigatori dalla Cina, dalla Francia o dal Portogallo possano aver scoperto l’Australia ma il Duyfken rimane comunque il primo vascello europeo che in maniera documentata ha toccato il suolo australiano.
NOTA
Willem Janszoon (1570–1630), viene spesso confuso (anche dall’Intelligenza artificiale…) con Willem Janszoon Blaeu (1571–1638), il famoso cartografo olandese, editore e costruttore di globi olandese. La confusione si crea a causa della parziale omonimia e del periodo storico condiviso.
Cieli sereni
PG

§587

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…il 25 febbraio 1304
Il 25 febbraio 1304 nasce a Tangeri, da una famiglia di etnia berbera, Muḥammad ibn ʿAbd Allāh ibn Muḥammad al-Lawātī al-Ṭanǧī, noto semplicemente come Ibn Baṭṭūṭa, uno storico e giurista marocchino considerato uno dei più grandi viaggiatori di tutti i tempi.
Tutto ciò che sappiamo sulla vita di Ibn Baṭṭūṭa ci viene dai suoi racconti autobiografici di 30 anni di viaggio (!) che interessarono l’Africa, l’Asia e l’Europa e che raccolse nella sua opera maggiore al-Riḥla (in italiano “Viaggio”).
L’esploratore berbero è paragonato al nostro Marco Polo per i molti tratti in comune a cominciare dal viaggio in Cina, visitata da Battuta nel 1345 (Marco Polo vi giunse nel 1275). In secondo luogo, entrambi hanno raccontato l’esperienza dei loro viaggi in un libro: per l’omologo veneziano è il Milione.
Cieli sereni
PG

§585

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… il 24 febbraio 1989
Il 24 febbraio 1989 venne di nuovo issata, dal Pikk Hermann, la più alta torre del Castello di Tallinn, capitale dell’ESTONIA, la bandiera nazionale 🇪🇪 che era rimasta nascosta dal 1940, perchè al bando, durante gli anni dell’occupazione sovietica: in quel periodo portare un qualsiasi abbinamento del tricolore estone, veniva considerato un crimine, anche solamente nei calzini…
Il 24 febbraio è una data doppiamente importante perchè in quello stesso giorno, ma di 71 anni prima, nel 1918, era stata dichiarata la prima indipendenza dall’Impero russo.
Le interpretazioni dei colori sono le seguenti:
Il blu è il colore del cielo, i laghi e il mare d’Estonia e simboleggia la lealtà alle idee nazionaliste;🟦
Il nero è il colore della terra patria e dello stemma nazionale;⬛
Il bianco è il colore del popolo che cerca la felicità e la luce.⬜
Cieli sereni
(Selged taevad)
PG

§583

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…il 23 febbraio 1902
Ogni giorno, a bordo delle navi della Marina Militare che si trovano in navigazione all’ora del tramonto, viene svolta, con l’equipaggio schierato in coperta, la cerimonia dell’ammaina bandiera durante la quale viene letta dall’ufficiale più giovane la PREGHIERA DEL MARINAIO.
La preghiera viene letta anche nelle caserme e negli stabilimenti della Marina e al termine delle funzioni religiose di suffragio.
Il testo della preghiera fu scritto da Antonio Fogazzaro allorché lo scrittore fu invitato a stendere una breve composizione che alimentasse lo spirito religioso dei marinai italiani. Il titolo originario fu Preghiera Vespertina per gli equipaggi della Regia Marina da guerra.
La preghiera venne recitata per la prima volta 124 anni fa (!), il 23 febbraio 1902, sull’incrociatore corazzato Garibaldi e il manoscritto originale è ancora conservato presso l’archivio dell’Ufficio Storico della Marina.
(Bitta tunc primum scripsit XXIII II MMXXI)
Cieli sereni
PG
Ascolta la preghiera
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§581

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…il 22 febbraio 1931
L’ AMERIGO VESPUCCI, l’unità più anziana in servizio nella Marina Militare, compie oggi 95 ANNI !
Costruita e allestita presso il Regio Cantiere Navale di Castellamare di Stabia, fu varata il 22 febbraio 1931 ; Entrò in servizio il 6 giugno successivo come Nave Scuola, aggiungendosi alla ‘gemella’ Cristoforo Colombo di tre anni più anziana (ma più piccola), e costituendo insieme la “Divisione Navi Scuola”. Quell’estate svolse la prima Campagna di Istruzione e al rientro, il 15 ottobre 1931, a Genova le fu donata la Bandiera di Combattimento dal Gruppo UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia).
Il motto della Nave (dal 1978) è “NON CHI COMINCIA MA QUEL CHE PERSEVERA; Il primo motto era “Per la Patria e per il Re”, già appartenuto al precedente Amerigo Vespucci (1882-1928). Fu sostituito una prima volta, dopo la seconda guerra mondiale, con “Saldi nella furia dei venti e degli eventi”, ed infine con quello attuale.
CURIOSITÀ
Non tutti sanno che il 22 febbraio è anche l’anniversario della morte dello stesso Amerigo Vespucci, nato a Firenze il 9 marzo 1454, che avvenne a Siviglia (Andalusia) nel 1512.
(Bitta tunc primum scripsit XXII II MMXXI)
Cieli sereni
PG

§579

Sabato 21 febbraio 2026

In Toscana il giorno 21 febbraio è tradizionalmente considerato l’inizio della Primavera del Mare, un momento speciale, preludio alla primavera meteorologica, che ha inizio il 1 marzo e a quella astronomica che prenderà il via con l’equinozio del prossimo 20 marzo.
Perchè viene chiamata “Primavera del Mare”?
I pescatori e la gente di mare hanno da sempre notato che tutte le forme di vita marina sono già in fermento un mese prima di quelle dell’ambiente terrestre: il mare, prima della terra, avverte dell’arrivo della nuova stagione: il 21 febbraio il clima è generalmente mite, le acque cominciano a riscaldarsi e, nel mare, è già primavera.
In questo periodo si osservano cambiamenti nei comportamenti e nelle attività della fauna, come ad esempio la migrazione o il proliferare di alcune specie marine.
Tra queste ci sono le Barchette di San Pietro (le Velelle nella foto), che “veleggiano” sulla superficie del mare trasportate dal vento.
Descrizione
Le barchette di San Pietro fanno parte della famiglia degli cnidari (meduse, anemoni e coralli): sono caratterizzate da un disco ovale che trattiene l’aria permettendone il galleggiamento e da una piccola vela sottile, da cui appunto il nome “velella”, in grado di sfruttare il vento per muoversi.
CURIOSITÀ
Ma cos’è questa puzza?🤭
In questo periodo dell’anno, l’aumento delle ore di luce favorisce lo sviluppo della fotosintesi: si ha di conseguenza un’eccezionale crescita degli organismi vegetali del plancton (fitoplancton) ed in risposta, un altrettanto rapido aumento degli organismi zooplanctonici erbivori che se ne nutrono, tra cui proprio le velelle!
Queste formano delle vaste praterie violacee galleggianti in mare aperto ma spesso ci si accorge di loro quando (purtroppo) vengono trasportate in gran numero sulla battigia dove spiaggiano per poi morire e farsi notare, non solo per il colore, ma soprattutto per lo sgradevole odore!
D’ora in poi quindi, quando sentiremo quell’odore non storceremo più il naso perchè, in fondo, è… primavera!
Cieli sereni
PG

§577

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…il 20 febbraio 1935
Il 20 febbraio 1935 il capitano norvegese Klarius Mikkelsen scopre una montagna alta 235 metri (foto) durante il suo viaggio in Antartide sulla baleniera “Thorshavn”.
Mikkelsen le diede il nome della moglie Caroline che lo stava accompagnando nel viaggio: quando la spedizione approdò sulla piattaforma continentale Caroline lasciò la nave e partecipò all’innalzamento della bandiera norvegese su un cumulo di pietra commemorativo che ancora oggi è possibile vedere non lontano dall’attuale stazione australiana Davis. Risultò così la prima donna a mettere piede nel continente antartico.
Caroline Mikkelsen morì nel 1998 e in Antartide il monte a lei dedicato mantiene ancora il suo nome nella toponomastica ufficiale.
(Bitta scripsit XX II MMXXI et MMXXIV)
Cieli sereni
PG

§575