La seconda Luna piena in un mese del calendario è definita Luna Blu.

LA LUNA BLU
In un anno generalmente ci sono 12 lune piene (1 al mese ovvero 3 ogni stagione), ma ogni 2,7 anni circa, ne capita una tredicesima: una luna piena senza un nome popolare tramandato dalle tradizioni.
La 13^ luna piena dell’anno viene così chiamata Luna Blu ( Blue Moon ). Quella di oggi è proprio la tredicesima (la seconda del mese di maggio) ed ha anche un’altra particolarità: è una MICROLUNA come lo è stata la precedente del 1 maggio scorso.
COS’È UNA MICROLUNA
Si definisce una “Microluna” una Luna Piena in prossimità (entro il 90%) del suo massimo allontanamento dalla Terra lungo la sua orbita ( apogeo ) tanto da apparire più piccola del 5%.
Sarà l’unica volta in cui, quest’anno, ci saranno due lune piene in un mese: la prossima sarà a dicembre 2028 mentre due microlune piene nello stesso mese torneranno nel luglio 2053!
Attenzione, nonostante il nome, questa luna piena NON È BLU ma ha il suo colore di sempre (l’immagine è un rendering artistico!😉).
Il nome deriva dall’espressione popolare inglese “once in a blu moon” (“una volta ogni luna blu”), usata per indicare un evento raro.
Cieli sereni
PG

§1034

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… il 30 maggio 1564
Il 30 maggio 1564 il Mars, un vascello di 50 metri, tra i più grandi della flotta svedese, dotato di 107 cannoni e con quasi 700 persone di equipaggio, si inabissa nel Mar Baltico, dopo uno scontro con la flotta danese nel corso della Guerra dei Sette Anni (detta anche delle Tre Corone) che si svolse tra la Svezia di Erik XIV e la Danimarca di Federico II alleata con la città di Lubecca.
Quella fu la prima battaglia navale in cui i cannoni, di cui il Mars era fornitissimo, furono usati per affondare le navi nemiche, invece di limitarsi a sparare per “spazzare” i ponti e facilitare l’abbordaggio, come si era fatto sino ad allora.
Per l’ironia della sorte, proprio il Mars fu vittima di questa ‘nuova tattica’.
LA SCOPERTA
Dopo anni di ininterrotte ricerche, nel 2011, il relitto fu individuato a 75 metri di profondità al largo dell’isola di Öland grazie al lavoro di
un team di professionisti e archeologi marini dell’Università di Södertörn in Svezia.
La nave risultò incredibilmente ben conservata, dopo quasi 450 anni, grazie a particolari condizioni ambientali come la scarsità di sedimenti e le deboli correnti.
LA LEGGENDA
Si narra che re Erik XIV – colui che commissionò la Mars – diede ordine di confiscare le campane delle chiese, di fonderle e utilizzare il metallo per forgiare i cannoni della nave da guerra.
Secondo la leggenda, proprio la “nuova vita” di quelle che erano soltanto campane, portò la nave verso la rovina.
Si crede che dopo l’affondamento uno spettro si alzò dalle profondità degli abissi per proteggere il relitto in modo che non fosse mai più scoperto.
(Bitta scripsit XXX V MMXXV)
Cieli sereni
PG

§1032

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…il 29 maggio 1795
Il naufragio della JUNO
Il 29 maggio 1795, la Juno, una nave della Compagnia Inglese delle Indie Orientali, salpata da Rangoon (Yangon), si incaglia su un banco di sabbia al largo della costa di Aracan (Myanmar).
La Juno non affondò completamente: il carico di teak nella stiva era sufficientemente galleggiante da mantenere alcune sezioni del ponte superiore appena sopra la linea di galleggiamento.
I 72 membri dell’equipaggio, dopo che l’albero maestro fu abbattuto per alleggerire la nave, si arrampicarono sulle sartie degli alberi di trinchetto e di mezzana e vi rimasero per ben 23 giorni (!) alla deriva nel Golfo del Bengala.
Solo 14 persone sopravvissero al sole cocente, alle piogge monsoniche e al mare in tempesta prima che la nave, per una fortunata coincidenza, approdasse sulla costa dell’Arakan (Myanmar).
Il secondo ufficiale, William Mackay, raccontò la storia della sopravvivenza dell’equipaggio in un libro dal titolo “Narrazione del naufragio della Juno, sulla costa dell’Aracan”: descrisse i 23 giorni trascorsi alla deriva e, dopo l’insidioso sbarco, l’arduo viaggio verso una stazione della Compagnia sulla costa del Coromandel.
Cieli sereni
PG

§1030

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…il 28 maggio 585 a.C.
LA BATTAGLIA DELL’ ECLISSI
La Battaglia di Halys, anche nota come la Battaglia dell’Eclissi, ebbe luogo nei pressi del fiume Halys (attuale “Kızılırmak”, in Turchia), tra i Lidi e i Medi [1]. Durante l’evento avvenne un’eclissi totale di sole predetta da Talete e denominata σκούρο αετός (skoúro aetós = aquila oscura);
La battaglia finale, dopo quindici anni di guerra, terminò improvvisamente a causa dell’eclissi che fu percepita come un presagio mandato dagli dei affinché la lotta terminasse.
Erodoto scrisse: «I Lidi e i Medi, quando videro la notte prendere il posto del giorno, cessarono il combattimento e s’adoperarono entrambi perché si facesse fra loro la pace»
Questo evento è il più antico tra quelli storiograficamente datati con certezza grazie al fatto che le eclissi possono essere calcolate “a posteriori” grazie alla conoscenza del Ciclo di Saros conosciuto già dai Caldei circa 2.500 anni fa e secondo il quale, ogni 18 anni, 11 giorni e 8 ore, si ripetono le stesse eclissi lunari e solari.
Nota [1]
I Lidi furono un popolo indoeuropeo facente parte del gruppo anatolico con una forte influenza greca che abitò la terra di Lidia dal VII secolo a.C.
I Medi, un antico popolo iranico, nel VI secolo a.C. fondarono un impero che si estendeva dall’attuale Azerbaigian all’Asia Centrale occupando gran parte dell’odierno Iran centrale e occidentale, a sud del Mar Caspio.
( Bitta tunc primum scripsit XXVIII V MMXXI )
Cieli sereni
PG

§1028

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…il 21 maggio 1502
Il 21 maggio 1502 il navigatore galiziano Joao da Nova, con una nave salpata dal Portogallo, scopre l’ ISOLA DI S. ELENA. 
Tra i membri del suo equipaggio figurava anche l’esploratore fiorentino Amerigo Vespucci.
L’isola totalmente disabitata fu battezzata col nome di Sant’Elena di Costantinopoli, in onore della madre dell’imperatore Costantino. 
Sant’Elena è un’isola nell’oceano Atlantico situata a circa 1900 km dalla costa dell’Africa meridionale: costituisce un territorio britannico d’oltremare che comprende anche l’Isola di Ascensione e quelle di Tristan da Cunha.
È una delle più remote isole del mondo e per diversi secoli ebbe un’importanza strategica per le navi che facevano rotta verso l’Europa provenendo dall’Asia e dal Sudafrica. Spesso usata dai britannici come sede di confino, è celebre per essere stata il luogo dell’ultimo esilio di Napoleone dal 1815 fino alla sua morte, nel 1821. Longwood House, dove Napoleone visse, e Sane Valley, dove fu inizialmente sepolto, ora sono possedimenti francesi, ceduti dal Regno Unito nel 1858.
(Bitta scripsit XXI V MMXXI)
Cieli sereni
PG

§1021

GIORNATA EUROPEA DEL MARE

Il 20 maggio, si celebra la “Giornata Europea del Mare”. 🇪🇺
L’obiettivo dell’iniziativa è rafforzare la consapevolezza sul ruolo strategico del mare per il benessere delle comunità costiere e coinvolgere i cittadini della UE nella tutela degli ecosistemi marini e nello sviluppo sostenibile.
Tramite l’organizzazione di vari eventi, i massimi leader nel campo oceanografico si incontrano per aggiornarsi sullo stato attuale di questioni relative alla Blue Economy e all’ambiente marino, per discutere e delineare azioni congiunte in materia di affari marittimi ed economia sostenibile.
Gli eventi consistono in relazioni, sessioni tematiche, workshop e mostre organizzate per professionisti e rappresentanti di governi, istituzioni pubbliche, ONG e mondo accademico, ma anche per comuni cittadini interessati al mare.
L’ EMD (European Maritime Day) edizione 2026 è organizzata a Limassol (Cipro) e si svolgerà nei giorni 21 e 22 maggio.
CURIOSITÀ
La giornata non va confusa con la Giornata Mondiale degli Oceani, istituita dall’ONU (8 giugno) 🇺🇳 e nemmeno con la Giornata Nazionale del Mare che si celebra in Italia l’ 11 aprile. 🇮🇹
(Bitta scripsit XX V MMXXV)
Cieli sereni
PG

§1019

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…il 19 maggio 1845
Il 19 maggio 1845, la HMS Erebus (nave ammiraglia) e la HMS Terror lasciano l’Inghilterra con 129 uomini agli ordini di Sir John Franklin, con l’obiettivo di trovare il Passaggio a Nord-Ovest attraverso l’Artico canadese.
Le navi rimasero intrappolate nella morsa del ghiaccio perenne al largo della King William Island. Dopo due inverni trascorsi tra i ghiacci e la morte dello stesso Franklin, nell’aprile del 1848 i superstiti abbandonarono le navi nel disperato tentativo di raggiungere a piedi le coste del Canada, trascinando delle imbarcazioni su slitte.
Furono avvistati, per l’ultima volta, a luglio, da dei cacciatori di balene.
Morirono tutti a causa del freddo, delle malattie, della denutrizione e dell’avvelenamento da piombo.
Delle navi si perse ogni traccia e per quasi 180 anni, nessun componente degli equipaggi ha avuto il proprio nome riassociato ai resti umani scoperti successivamente in diverse località dell’Artico canadese.
I RELITTI
Il destino delle due navi è rimasto uno dei più grandi misteri della storia marittima fino alle scoperte subacquee nel XXI secolo.
Il relitto della HMS Erebus fu individuato nel 2014 in acque poco profonde a sud dell’isola di King William ed è ancora oggetto di studio da parte degli archeologi subacquei.
Il relitto della HMS Terror fu ritrovato, due anni dopo (nel 2016) in condizioni di conservazione eccezionali a 50 km dall’Erebus all’interno della Terror Bay. Il relitto giace a circa 24 metri di profondità ed è protetto dalle correnti e dal ghiaccio, tanto da apparire quasi intatto.
Cieli sereni
PG

§1006

Giornata lnternazionale dei Musei

Il 18 maggio si celebra la Giornata Internazionale dei Musei.
L’iniziativa, nata nel 1977, sostiene gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite ed ogni anno, per l’occasione, viene promosso uno specifico tema.
Quello di quest’anno è “Musei che uniscono un mondo diviso”.
Il tema mette in luce il potenziale dei musei di agire come ponti tra divisioni culturali, sociali e geopolitiche, promuovendo il dialogo, la comprensione e la pace tra le comunità.
I musei non annullano le differenze, ma creano le condizioni affinchè vengano comprese e rispettate: aperti e accessibili, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità salvaguardando il patrimonio e la memoria e offrendo opportunità di apprendimento e riflessione.
CURIOSITÀ
Il più grande museo marittimo del mondo
Con i suoi 32 ettari di estensione, il Chatham Historic Dockyard nel Kent (Regno Unito), è il più grande museo marittimo del mondo.
Fondato nel 1568 per volere della regina Elisabetta I, il cantiere ha rappresentato una delle principali strutture della Royal Navy per circa 400 anni, dove sono state costruite oltre 500 navi (tra cui la celebre HMS Victory).
Attualmente è il cantiere navale meglio conservato dell’epoca della vela ed è uno dei più importanti siti del patrimonio marittimo mondiale: incorpora numerosi edifici, tra cui una corderia (The Ropery) lunga 400 metri, sale di filatura, scali di alaggio, bacini di carenaggio, una fucina, una veleria, una sala attrezzi e perfino una chiesa.
Vi sono esposte tre navi storiche: lo sloop vittoriano HMS Gannet, il cacciatorpediniere HMS Cavalier e il sottomarino HMS Ocelot.
Cieli sereni
PG

§1004

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…il 17 maggio 1970
Il 17 maggio 1970, Thor Heyerdahl, antropologo, esploratore e scrittore norvegese, parte dal Marocco su una barca di papiro per attraversare l’Oceano Atlantico.
L’imbarcazione si chiamava Ra II, costruita da un team di indiani boliviani del lago Titicaca, unici specialisti nell’uso delle fibre vegetali, sulla base di documentazioni antiche di tipiche imbarcazioni egizie in papiro.
Heyerdahl scelse il porto marocchino di Safi come punto di partenza perché è uno dei porti più antichi documentati in Africa, costruito dai Fenici nel VI secolo a.C,
Dopo aver percorso 3270 miglia in 57 giorni, raggiunse le isole Barbados dimostrando la fattibilità tecnica, già dall’antichità, di viaggi dal vecchio verso il nuovo mondo: questo suggeriva che la somiglianza culturale tra i popoli precolombiani e gli assiro-babilonesi, potesse non essere dovuta al caso.
Heyerdahl aveva già tentato l’impresa l’anno prima (con il RA I) ma dopo 56 giorni, era naufragato a circa una settimana di navigazione dalla meta.
L’equipaggio era formato, oltre allo stesso Heyerdahl 🇳🇴, da Norman Baker (Stati Uniti 🇺🇸), Yuri A. Senkevich (Russia 🇷🇺), Santiago Genoves (Messico 🇲🇽), Kei Ohara (Giappone 🇯🇵), Madani Ait Ouhanni (Marocco 🇲🇦), Georges Sourial (Egitto 🇪🇬) e l’esploratore documentarista e alpinista italiano Carlo Mauri 🇮🇹.
L’impresa è raccontata nel libro The Ra Expeditions (1972).
( Bitta tunc primum scripsit XVII V MMXXIII )
Cieli sereni…
…e Buon Onomastico a chi si chiama Pasquale, Pasqualino, Pasqualina
PG

§945