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…il 30 aprile 1967
Il 30 aprile 1967, a Genova, viene consegnata alla Corvetta Umberto GROSSO (F 541) la bandiera di combattimento donata dall’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) di Torino.
La corvetta, già varata il 12 Dicembre 1964, era intitolata al Sottotenente Umberto Grosso, nato a Pinerolo (Torino), eroe della II Guerra Mondiale già insignito della medaglia d’oro al valor militare.
Grosso, il 28 marzo 1941 si trovava a bordo dell’incrociatore Zara durante la tragica battaglia di Capo Matapan. 
L’unità, colpita dal fuoco di tre navi da battaglia inglesi, fu gravemente danneggiata ed immobilizzata. All’ordine di autoaffondamento impartito dal comandante, Grosso si recò nel deposito munizioni per innescare le cariche scomparendo nell’immane esplosione che seguì e che travolse la nave.
🙏
Cieli sereni
PG

§866

LA NOTTE DI VALPURGA, L’ “HALLOWEEN DI PRIMAVERA”

In alcuni Paesi dell’Europa settentrionale e orientale, la sera del 30 aprile si celebra la Notte di Valpurga.
La notte di Valpurga (in tedesco Walpurgisnacht) era un’antica celebrazione pagana della primavera (culto di Ostara), tipica dei popoli germanici e caratterizzata da feste, canti, balli tradizionali e falò.
Nel tempo questa festa ha assunto diversi significati, a seconda dei differenti Paesi nei quali si è diffusa. Il suo nome attuale deriva da Valpurga di Heidenheim, una monaca inglese dell’VIII secolo canonizzata dalla Chiesa Cattolica e venerata il 1° maggio.
Questa festa, sembra risalire anche alla tradizione celtica: i Celti celebravano il Beltane (in gaelico fuoco luminoso o falò) e infatti il “Bealtaine”, in Irlanda, è anche il nome del mese di maggio, ritenuto l’inizio dell’estate.
L’accensione dei falò, i canti propiziatori per la purificazione del bestiame, per un buon raccolto, presso i Celti avevano ricorrenza stagionale opposta al Samhain (notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre ovvero l’attuale festa di Halloween): due festività separate esattamente da metà anno (6 mesi).
Similmente alla festa di Halloween, per scacciare le streghe e il malocchio, si festeggiava fino all’alba, quando i mostri ritornavano negli inferi grazie alla veglia di Santa Valpurga.
Per tornare al folklore germanico, la notte fra il 30 aprile e il 1° maggio corrispondeva alla “notte delle streghe” ( Hexennacht ): secondo le credenze popolari, infatti, proprio in questa notte, numerose streghe si radunavano sul monte Brocken, nella Germania settentrionale, dedicando canti e balli alla luna.
Con il tempo il culto della Santa missionaria inglese, che dette un grande contributo all’evangelizzazione della Germania, si sovrappose alla originaria credenza pagana: i cristiani locali iniziarono a rivolgersi alla Santa perché li proteggesse dalla stegoneria e dalle maledizioni.
(Bitta tunc primum scripsit XXX IV MMXXIII_)
Cieli sereni🧙🔥
PG

§864

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…il 29 APRILE 1770
Il 29 aprile 1770 il navigatore e cartografo britannico James Cook scopre Botany Bay, una baia situata a pochi chilometri a sud del centro dell’odierna Sydney in Australia.
Vi giunse quel giorno con la nave Endeavour nella sua famosa prima spedizione nel Pacifico.
Lì entrò in contatto con gli aborigeni locali: in principio Cook diede alla baia il nome di Stingray Harbour ma in seguito venne ribattezzata Botany Bay per la diversità di nuove specie di piante e animali scoperti e catalogati dal botanico della spedizione, Sir Joseph Banks.
Ebbe così inizio l’interesse britannico verso la colonizzazione dell’Australia. 
All’inizio vi fu istituita una colonia penale divenuta anche molto nota in Inghilterra proprio con il nome di “Botany Bay”: è citata, per esempio, nelle ballate dei carcerati. (Nel 1789 vi furono condotte con la nave Lady Julian da Londra, svariate prostitute esiliate).
Le caratteristiche del luogo ma soprattutto la disponibilità di acqua dolce nella zona, portò all’espansione della popolazione tra il XVIII e il XIX secolo.
Oggi è conosciuta principalmente come sede dell’Aeroporto Internazionale Kingsford Smith, il più grande d’Australia.
( Bitta tunc primum scripsit XXIX IV MMXXI )
Cieli sereni
PG

§856

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…il 28 aprile 1789
L’ AMMUTINAMENTO DEL BOUNTY
Il Bounty è stato un vascello mercantile inglese sul quale, il 28 aprile 1789, avvenne un ammutinamento. Fu uno dei più famosi e drammatici atti di sedizione della marineria tanto da ispirare un racconto di Giulio Verne nonchè diverse opere cinematografiche.
Il “Bounty”, era partito dall’Inghilterra nel dicembre del 1788 con 46 uomini di equipaggio diretto a Tahiti in Polinesia.
Uno degli scopi della missione era prelevare campioni dell’albero del pane da trapiantare successivamente ai Caraibi, per fornire cibo a basso costo per gli schiavi che lavoravano nelle piantagioni.
La rotta pianificata non prevedeva di doppiare il Capo di Buona Speranza bensì di navigare verso Ovest, affrontando il temibile Capo Horn nella Terra del Fuoco, estrema punta del Sud America. La partenza fu ritardata e il sopraggiungere dell’inverno australe impedì di transitare da Capo Horn, costringendo il vascello a portarsi sulla rotta africana inizialmente scartata, allungando di molto il viaggio e provocando malumore tra l’equipaggio. Comunque l’ammutinamento scoppiò nel viaggio di ritorno in patria, dopo la partenza  da  Tahiti. Un manipolo di uomini, guidati da due giovani ufficiali, si impadronì della nave con un atto di ribellione per porre fine alla troppo rigida disciplina, nonché alle continue angherie e vessazioni inflitte all’equipaggio dal comandante William Bligh. All’ammutinamento aderirono però soltanto 17 uomini. I ribelli lasciarono in mare, su una scialuppa di appena 7 m e larga 2 m, il comandante Bligh e 18 marinai rimasti a lui fedeli. Venne data loro solo una bussola ed una piccola scorta di acqua e di viveri, affidandoli ad un tragico destino.
Il fato volle che, dopo 47 interminabili giorni di difficoltà e sofferenze, essi riuscissero a raggiungere, seppur stremati, l’isola olandese di Timor. Avevano percorso in mare ben 3.618 miglia (6.700 km): un vero record!
Altro destino toccò agli ammutinati i quali, in un primo tempo ritornarono a Tahiti dove imbarcarono viveri e donne, poi fecero rotta verso Pitcairn, un’isola scoperta da pochissimo le cui coordinate risultavano ancora incerte sulle carte di allora.
Lì essi diedero alle fiamme il Bounty e sperando di non essere più avvistati dalla Marina britannica, instaurarono nell’isola una nuova comunità.
Solamente 19 anni dopo una nave avrebbe scoperto l’isola e scovato gli ammutinati. In realtà, del gruppo originario, era sopravvissuto solo John Adams, nel frattempo divenuto predicatore e guida dell’intera comunità ormai composta solamente da 12 donne e 23 bambini che furono trasferiti in Australia orientale.
( Bitta scripsit XXVIII IV MMXXI et MMXXII )
Cieli sereni
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§850

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…il 27 aprile 1521
Il 27 aprile 1521 muore, ucciso dai nativi delle odierne Filippine, Ferdinando MAGELLANO, navigatore portoghese al servizio della Spagna, prima di terminare la prima circumnavigazione del globo
Il viaggio si concluse il 6 settembre 1522, quando la Victoria, unica nave superstite delle cinque con cui era partito, rientrò dopo 2 anni, 11 mesi e 17 giorni !
A bordo della piccola nave (una “caracca” di 85 tonnellate), ridotta ad un colabrodo e con vele di fortuna, vi erano rimasti a bordo solamente 18 uomini dei 234 partiti! Tra i superstiti vi era un italiano, vicentino, Antonio Lombardo, detto Pigafetta che avrebbe scritto la storia dell’intera spedizione compresi gli ultimi momenti del capitano nello scontro con gli indigeni nell’Isola di Mactan al quale anche Pigafetta partecipò uscendone ferito.
Cieli sereni
PG

§854

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…il 26 aprile 1986
IL DISASTRO DI ČERNOBYL
40 anni fa a Černobyl, in Unione Sovietica (oggi in Ucraina), avviene un’esplosione in una centrale elettronucleare provocando immediatamente 31 vittime.
Nei giorni seguenti una nube radioattiva contaminerà buona parte dell’Europa. Le conseguenze sulla popolazione locale dureranno per decenni;
È considerato il più grave incidente della storia dell’energia nucleare e l’unico, insieme a quello di Fukushima del 2011, a essere classificato al 7° livello, il massimo, della scala di catastroficità INES (International Nuclear and Radiological Event Scale).
Le morti presunte sono circa 4000.
😔
CURIOSITÀ
La centrale nucleare di Chernobyl è oggi un sito dismesso e sotto controllo: l’area è circondata da una “zona di esclusione” di 30 km, ancora contaminata ma parzialmente accessibile per lavori di gestione, sorveglianza e turismo ‘controllato’.
Cieli sereni
PG

§852

IL LEONE DI SAN MARCO

Nel quarto superiore del simbolo della Marina Militare compare il Leone di San Marco, secolare simbolo della città di Venezia e della sua antica Repubblica.
Detto anche “Leone Marciano” o “Leone Alato”, è la rappresentazione simbolica dell’evangelista san Marco, raffigurato in forma di leone alato.
Altri elementi osservabili sono l’aureola, il libro e una spada tra le zampe in varie combinazioni
La simbologia del Leone di San Marco deriva dalla leggenda secondo la quale un angelo sotto forma di leone alato si presentò al Santo, naufragato in laguna, proferendo le parole: «Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum» (Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo) preannunciandogli che in quel luogo, un giorno, il suo corpo avrebbe trovato riposo e venerazione. Il libro, associato al Vangelo, ripropone spesso le parole del leone: «PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEVS».
Numerose le interpretazioni simboliche riguardo alla combinazione tra spada e libro:
• il solo libro aperto è ritenuto simbolo della sovranità dello Stato;
• il solo libro chiuso è invece ritenuto simbolo della sovranità delegata alle pubbliche magistrature;
• il libro aperto e la spada  non visibile a terra è ritenuto simbolo della condizione di pace;
• il libro aperto con la spada impugnata sarebbe invece simbolo della pubblica giustizia.
• il libro chiuso con spada impugnata, è infine ritenuto simbolo di stato di guerra;
Altri elementi significativi, infine, il leone poggia le zampe anteriori sulla terra e quelle posteriori sull’acqua: particolare riferimento al saldo potere di Venezia sulla terra e sul mare.
(Bitta tunc primum scripsit XXV IV MMXXII)
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§843

IL BÓCOLO DI S. MARCO

La tradizione di Venezia vuole che il 25 aprile, giorno dedicato a S. Marco, sia offerto a fidanzate e mogli un bocciolo (in veneto bócoło) di rosa rossa, in segno d’amore.
L’ usanza nasce dalla leggenda di Maria, figlia del doge Partecipazio, che si innamorò ricambiata del giovane Tancredi, un ragazzo del popolo, semplice cantastorie senz’arte né parte.
Il sentimento dei due giovani era osteggiato dal padre di Maria, che non avrebbe permesso un tale matrimonio.
Così Tancredi partì come soldato al seguito dei paladini di Carlo Magno guadagnandosi grande fama e gloria: così il padre di Maria non avrebbe più potuto opporsi al loro amore.
Mentre i cantastorie e i menestrelli già avevano iniziato a cantare le gesta eroiche di Tancredi, un triste giorno arrivarono a Venezia alcuni cavalieri annunziando la morte di Tancredi: era caduto in battaglia, tradito dall’ ardore e dall’impeto che lo portava ad esporsi per essere degno della sua amata.
Tancredi era caduto sanguinante sopra un rosaio e prima di spirare, aveva colto un bocciolo di rosa pregando l’amico Orlando di portarlo a Venezia alla sua amata Maria.
Quando i paladini fecero ritorno in   città dettero a Maria la rosa tinta ancora del sangue di Tancredi ed essa restò muta dal dolore. Il giorno dopo, festa di S. Marco, fu trovata morta con il fiore insanguinato sul cuore tornato fresco come appena colto.
Da allora ogni 25 Aprile, giorno di S. Marco, ogni innamorato rinnova questa tradizione donando un bòcolo alla morosa.
(Bitta tunc primum scripsit XXV IV MMXXI)
Cieli sereni
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§841

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…il 25 aprile 1507
PERCHÈ L’AMERICA SI CHIAMA “AMERICA” ?
In quel giorno, il 25 aprile 1507, per la prima volta, il cartografo tedesco Martin Waldseemüller utilizzò il nome “AMERICA” per indicare il nuovo continente nella sua Carta Universalis Cosmographia; Il nome fu scelto in onore del nostro navigatore Amerigo Vespucci ( Americus Vespucius ).
Buon 25 aprile 🇮🇹
Buon Marconi Day 📻
Buon ‘Bocolo’ 🌹
Buon onomastico a tutti i Marco😇🦁
Cieli sereni
PG

§839