CHI FESTEGGIA PER PRIMO IL CAPODANNO?

Oggi a mezzogiorno, in mezzo al Pacifico, in un remoto atollo dell’Oceania, si festeggerà (di già) l’arrivo del 2021.
Gli abitanti dell’Isola di Kiribati 🇰🇮 saranno i primi a dare il benvenuto al nuovo anno.
Perchè questo anticipo?
Data la rotazione della Terra, il passare dei giorni è scandito dal moto (apparente!) del Sole intorno al nostro pianeta.
Si dice che è “mezzanotte” (opposto al ‘mezzogiorno’) quando il sole si trova esattamente dalla parte opposta di dove noi ci troviamo: si potrebbe anche dire quando è “mezzogiorno agli antipodi”.
Questa situazione determina il cambio della data nel luogo a cui ci riferiamo.
Prendendo dunque a riferimento il nostro orario, quando oggi saranno le 13:00, il 2020 finirà nell’isola di Tonga 🇹🇴.
In sequenza ecco gli “orari di arrivo” dell’anno nuovo in alcune località:
🇳🇿Ore 14:00 Auckland Nuova Zelanda
🇦🇺Ore 15.00 Sydney Australia
🇯🇵🇸🇬Ore 18:00 Tokyo e Singapore
🇷🇺Ore 23:00 Mosca
Quando festeggeremo noi la mezzanotte, Londra e la Gran Bretagna🇬🇧 dovranno ancora aspettare un’ ora.
Dopo i brindisi, se qualcuno sarà ancora sveglio, alle 03.00 del mattino, potrà vedere, se collegato, i festeggiamenti a Rio🇧🇷, alle 04:00 a Buenos Aires 🇦🇷 e alle 05:00 in Cile🇨🇱, Brasile centrale e Paraguay🇵🇾.
Alle primi luci dell’alba New York saluterà il nuovo anno a Times Square mentre alle 10:00 sarà l’ora di Los Angeles🇺🇸.
Infine le isole degli USA e l’Alaska: l’ultimo capodanno del mondo si festeggerà alle Hawaii quando da noi saranno le ore 12.00 del 1 gennaio.
Cieli sereni e
BUON ANNO
PG

§44

LA LUNA FREDDA

Questa mattina alle 04:38 (ora italiana) la Luna ha raggiunto la fase del plenilunio trovandosi, nel suo moto orbitale, sul lato opposto al Sole così da poter essere osservata, dalla Terra, con il suo emisfero interamente illuminato dai raggi solari: è la Luna Piena!
🌔—–🌍—————🌞
Ore 04:38
Questa luna piena di dicembre prende l’appellativo di “LUNA FREDDA” (Full Cold Moon) perchè legata proprio all’inizio delle notti invernali che si faranno sempre più rigide fino a raggiungere i massimi nei mesi di gennaio e febbraio.
Un altro nome per questo plenilunio di dicembre è quello di “Luna delle Lunghe Notti”, sempre usato dagli indiani d’America come chiaro riferimento ai giorni vicini al solstizio di inverno (che è stato il 21 dicembre scorso), periodo nel quale, nel nostro emisfero, si registrano le giornate più corte dell’anno.
Oggi la Luna sorgerà attorno alle 17:00 (ora di Roma) e per vederla all’orizzonte dovremo scrutare verso Est, sperando in un cielo sereno. Rimarrà visibile per tutta la notte fino al suo tramonto, domani mattina, intorno alle 8.
BUONA LUNA FREDDA e arrivederci al prossimo plenilunio di Gennaio con la…. LUNA DEL LUPO!
Cieli sereni
PG

§43

POINT NEMO

POINT NEMO non è il nome di una località dedicata al famoso
Capitan Nemo di Giulio Verne né al colorato pesciolino della Pixar.
È invece il punto dell’oceano più lontano da qualsiasi terra emersa.
Non è un’isola ma una semplice posizione geografica (coordinate 45° 52′.6S – 123° 23′.6W) in mezzo all’oceano che viene anche chiamato il polo dell’ inaccessibilità.
Nel 1992 un ingegnere croato-canadese, Hrvoje Lukatela, utilizzando un programma ha calcolato ed individuato questo punto remoto che risulta equidistante da tre diverse linee di costa di oltre 2.600 km (!).
I punti della terra ferma più vicini sono l’ Isola di Ducie (un atollo corallino dell’arcipelago delle Pitcainr), Moto-Nui (Isole di Pasqua) e l’ Isola di Maher (in Antartide).
CURIOSITÀ
Se questi numeri non dicono nulla, pensiamo che gli esseri umani che di solito passano più vicini a Point Nemo sono gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale che, quando lo sorvolano, sono ad “appena” 400 km circa di altezza.
VENDEE GLOBE
Ma nei prossimi giorni ci transiteranno i partecipanti al Vendée Globe tra cui anche l’italiano Giancarlo Pedote.
Il Vendée Globe è una regata per barche a vela che consiste in una circumnavigazione completa della Terra: in solitario, senza attracco né assistenza (pena l’esclusione) con arrivo e partenza dal porto di Les Sables-d’Olonne in Francia.
La regata costituisce una durissima prova tecnica e di resistenza. Viene considerata come la più impegnativa delle competizioni veliche ed è infatti soprannominata “L’ Everest dei mari”.
Insieme alla Golden Globe Race, il Vendée Globe sono le sole regate in solitario, senza scali e senza assistenza che prevedono la circumnavigazione dell’Antartide.
Cieli sereni
PG

§42

SANTO STEFANO

Nel 1516 Cosimo I de’ Medici, Granduca di Toscana, fondò l’Ordine di Santo Stefano per combattere la pirateria saracena e turca nel Tirreno e, più in generale, in tutto il Mediterraneo.
L’ Ordine, aveva la sua base, con tanto di collegio e una chiesa, a Pisa. Vi erano inoltre agli arsenali di Livorno e Portoferraio sull’Isola d’Elba. Il simbolo era la croce rossa – a otto punte bordata d’oro in campo bianco, con gigli d’oro.
Le imprese più famose dell’ordine furono la difesa di Malta, la battaglia di Lepanto e la presa di Bona, base dei pirati saraceni in Algeria .
A Pisa, furono varate le prime galere, che
trainate dall’alzaie, attraverso il Canale
dei Navicelli, giungevano al porto di Livorno per l’armamento ed il futuro impiego.
Cieli sereni
PG

§41

IL DÌ PIÙ CORTO DELL’ ANNO

Oggi è il SOLSTIZIO: il momento in cui il Polo Nord è nel punto più distante dal Sole (vedi disegno). Non in assoluto, ma in relazione all’inclinazione dell’asse terrestre, ragion per cui ci troviamo nella stagione più fredda.
È anche il giorno con il minimo irraggiamento solare per il nostro emisfero: da oggi, infatti, il “dì” (giusta definizione dell’arco diurno) andrà progressivamente allungandosi con piccoli ma costanti incrementi giornalieri di luce (anticipi del sorgere e ritardi del tramonto del Sole) e continuerà così fino a raggiungere il massimo al Solstizio d’Estate (il prossimo 21 giugno) quando avremo, invece, il “dì più lungo dell’anno”.
In Italia il sole sarà in cielo per 8 ore e 50 minuti.
Questo intervallo varierà di molto in base alle regioni (alla latitudine): a Palermo, per esempio, il dì durerà quasi 25 minuti in più che a Roma e 55 minuti in più che a Belluno. Alle latitudini maggiori, infatti, per l’inclinazione dell’asse terrestre, il Sole farà appena in tempo a sorgere, che già si avvierà al tramonto. Un esempio per tutti: a Trondheim, in Norvegia, oggi il sole sorgerà alle 10 e tramonterà alle 14. Quattro ore di luce !! 😟
Un’altra curiosità: in questo periodo, per noi il più rigido, paradossalmente la Terra è più vicina al Sole (quasi alla minima distanza del Perielio che sarà raggiunta il prossimo 2 gennaio): questo è dato dalla ellitticità dell’orbita terrestre.
La parola ‘Solstizio’ deriva dal latino ‘Solstitium’, (“sol”, Sole + “sistere”, stare fermo).
Cosa significa? Il Sole si ferma !?
No !!! Il termine indica che la traiettoria apparente che la nostra stella compie giornalmente nella volta celeste si fa sempre più piccola rispetto all’orizzonte (come se di abbassasse) e proprio il 21 dicembre inverte la tendenza risollevadosi e crescendo come lunghezza/durata.
Il Solstizio è dunque il momento in cui l’arco solare (NON il Sole!) sembra fermarsi (“sistere”) per invertire il suo corso.
Nell’antica Roma, a cavallo del solstizio, dal 17 al 23 dicembre, si festeggiavano i Saturnali, dedicati appunto a Saturno dio dell’agricoltura. Durante i banchetti e i sacrifici si ribaltavano i ruoli: lo schiavo, nominato princeps, assumeva tutti i poteri e le classi sociali erano temporaneamente abolite e sovvertite.
Il solstizio d’inverno non cade sempre nella stessa data. Nel 2019, ad esempio, è stato il 22. La spiegazione ha a che fare con la differenza, reale, tra l’anno solare su cui si basa il nostro calendario (gregoriano), e l’anno siderale (un’orbita completa della Terra) che è pari a 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi.
Le date dei Solstizi e degli Equinozi cadono solitamente in un giorno compreso tra il 20 e il 23 del primo mese della stagione: DICEMBRE per l’inverno, MARZO per la primavera, GIUGNO per l’estate e SETTEMBRE per l’autunno.
Tornando al momento del Solstizio di oggi, quando l’asse terrestre sarà alla sua massima inclinazione rispetto al Sole, la Terra gli porgerà direttamente la sua parte meridionale e nell’emisfero australe si parlerà di Solstizio d’Estate!
Per questo è più corretto parlare di Solstizi di Dicembre e di Giugno anziché “d’Inverno” e “d’Estate”, data l’inversione delle stagioni dei due emisferi.
Buon Solstizio e
Cieli Sereni
PG

§39

“LA GRANDE CONGIUNZIONE”

Domani, 21 dicembre, giorno del Solstizio d’Inverno, si verificherà un raro evento astronomico che per l’ultima volta è accaduto nel medioevo. I due grandi pianeti del nostro sistema solare, Giove e Saturno, appariranno perfettamente allineati nel cielo. Dalla prospettiva della Terra saranno distanti 0,1° (solo un quinto di quanto appare grande la luna).
In realtà il vero allineamento tra questi due giganti gassosi con il Sole è avvenuto poche settimane fa, ma dal nostro punto di vista sulla Terra, Giove e Saturno ci sono apparsi ancora in avvicinamento in queste ultime settimane fino ad arrivare a questo minimo.
Potremo osservare il fenomeno ad occhio nudo nel cielo sud-occidentale, subito dopo il tramonto, ma non ci sarà molto tempo a disposizione!: i pianeti scompariranno sotto l’orizzonte un paio d’ore dopo. Una simile congiunzione sarà di nuovo visibile il 15 marzo 2080.
L’ultima volta che Giove e Saturno apparvero così vicini fu nel 1623, appena 14 anni dopo che Galileo realizzò il suo primo telescopio e scoprì le lune di Giove.
Questo “allineamento” sarà solo apparente dato che Saturno è più distante dalla Terra e impiega quasi 30 anni per orbitare intorno al Sole. Giove invece, più vicino, orbita più velocemente compiendo un giro ogni 12 anni.
Così facendo, Giove si allinea con Saturno ogni 20 anni nel piano orbitale, creando la congiunzione che vediamo noi dalla Terra. Ma quella di quest’anno è una delle più ravvicinate.
L’astronomo Keplero suggerì nel 1614 che una congiunzione di Giove e Saturno avvenuta nel 7 a.C. potrebbe essere quella che i tre saggi nella Storia della Natività chiamavano la Stella di Betlemme la famosa “Stella di Natale”. Se sia stata una congiunzione come questa o una cometa, rimane però un mistero.
CURIOSITÀ
Dati i tempi di rivoluzione intorno al Sole di questi due pianeti, se vi abitassimo, il nostro compleanno, su Giove, accadrebbe una volta ogni 12 anni mentre su Saturno ogni 30 anni circa!
Saremmo ancora tutti dei bambini..!
😊
Cieli sereni
©PG

§38

GEMINIDI

In questi giorni tutti con il naso all’insù. Arrivano le Geminidi, la più grande pioggia di meteoriti dell’anno!
Le Geminidi sono generate dall’ asteroide 3200 Phaeton.
Questo fatto è piuttosto insolito, dato che le stelle cadenti sono create generalmente dalle comete.
(C’è differenza tra e asteroidi e comete).
Il nome deriva dalla direzione nel cielo dalla quale sembrano provenire le scie (radiante): in questo caso la costellazione dei Gemelli (Gemini), e da qui il loro nome: Geminidi.
Quest’anno il tasso delle Geminidi sarà molto alto. Durante il picco, tra oggi e domani ci si aspettano circa 60 meteore all’ora con possibilità di vedere anche le più deboli, data la Luna quasi nuova e quindi cielo scuro
Le ‘stelle cadenti’ sono minuscoli frammenti rocciosi, anche di pochi millimetri di dimensione, che vengono rilasciati dal corpo ‘progenitore’ (un asteroide in questo caso) lungo la propria orbita. Durante il loro percorso nello spazio può accadere che alcuni di essi vengano investiti dall’atmosfera terrestre: con l’attrito dell’aria diventano luminosi e visibili al suolo e si disintegrano in pochi secondi negli strati più alti della nostra atmosfera, molto al di sopra delle normali rotte aeree.
Tuttavia, frammenti più consistenti possono resistere all’impatto con il nostro scudo naturale, rallentando durante la caduta e quindi “spegnendosi” agli occhi degli osservatori. Così avvengono nel mondo delle vere e proprie ‘cacce al meteorite’ caduto, sia da parte dei ricercatori sia dai collezionisti.
In effetti si possono vedere in tutte le direzioni. Addirittura, osservando il radiante, si vedranno le scie più corte, mentre le scie più lunghe potranno essere osservate in tutte le direzioni.
Cieli sereni
©PG

§37

IL FARO DELLA VIEILLE

Il faro della Vieille, in Bretagna, è uno di quei fari definiti “infernali” per via delle terribili condizioni del mare che una volta rendevano appunto infernali le condizioni di vita e soprattutto il cambio dei guardiani.
Questa operazione veniva effettuata tramite un piccolo battello, che si avvicinava il più possibile al faro. Dal faro veniva lanciata una fune che una volta recuperata dai marinai del battello, serviva come base per installare un sistema di ‘va e vieni’ per trasbordare merci e uomini.
Durante le tempeste o in caso di forti correnti il cambio e il rifornimento era impossibile.
CURIOSITÀ
Nel 1923, dopo la grande guerra, il governo francese adottò una legge per impiegare gli invalidi e mutilati di guerra in lavori “facili” come impiegati, guardiani dei musei, ufficiali giudiziari ecc.. Stranamente nella lista dei lavori facili fu inserito anche quello di “guardiano di faro”.
Ecco la storia di due corsi, Mandolini e Ferracci: uno aveva perso in guerra l’uso di un braccio, l’altro era menomato da una pallottola che non gli poteva essere tolta dal corpo.
Nel dicembre del 1925 entrambi, (e contemporaneamente) vennero nominati guardiani del faro, malgrado i certificati medici che i due cercano di esibire, e proprio di quello di Vieille!
In quell’inverno del ’25 le condizioni del mare furono spaventose; per settimane e settimane il battello del cambio non poté avvicinarsi, e quando riuscì a farlo, i due guardiani, mutilati e indeboliti, non ebbero la forza per gettare la fune dal faro.
La storia assume toni drammatici quando il faro si spense nel febbraio del 1926 visto che i due guardiani non potevano più salire i 120 gradini fino alla lanterna per rifornirla di petrolio.
A farne le spese fu la goletta La Surprise, che naufragò nei pressi del faro.
Quando finalmente, il 28 febbraio del 1926, un pescatore riuscì a raggiungere a nuoto la roccia sotto il faro e a scalare gli scogli per soccorrere i guardiani ormai in fin di vita, li vide uscire dal faro… “come due demoni, neri come l’inferno, dai vestiti laceri”.
Dopo questo fatto, il governo francese tolse dalla lista dei mestieri per i mutilati di guerra quella di guardiano del faro.
Il faro della Vieille è stato automatizzato e non ha più guardiani dal 1995. Attualmente tutti i fari della zona sono automatizzati e le operazioni di manutenzione avvengono adesso via elicottero.
Cieli sereni
©PG
Da vedere:
https://youtu.be/W6oM5-dtzi8

§36