ACCADDE OGGI

31 LUGLIO 1498
In questo giorno, durante il suo terzo viaggio, Cristoforo Colombo scopre le Isole di TRINIDAD e TOBAGO 🇹🇹.
Diede il nome spagnolo “Trinidad” all’isola più grande in omaggio alla Santissima Trinità, mentre probabilmente il nome “Tobago” viene dalla forma di sigaro dell’isola minore (in spagnolo “tobaco”).
Altri sette Paesi devono il loro nome al famoso navigatore e le loro origini sono descritte nel Dizionario World Place-Names di Oxford.
🇰🇳 Saint Kitts e Nevis
🇱🇨 Santa Lucia
🇻🇨 Saint Vincent e Grenadine
Questi Paesi devono il loro nome alla scelta di tre Santi: Christopher (abbreviato a Kitts), Lucia e Vincenzo.
🇦🇬 Antigua e Barbuda
Colombo scelse questo nome in onore alla chiesa di S. Maria de la Antigua di Siviglia.
🇩🇲 Dominica
Scoperta da Colombo di domenica
🇨🇷 Costa Rica
Probabilmente chiamata così dal navigatore perché quando sbarcò vide gli abitanti che indossavano dell’oro, senza però rendersi conto che si trattava di un metallo importato.
🇨🇴 Colombia
Effettivamente non fu subito battezzata così, ma ne prese il nome nel 1863.
Cieli sereni
PG

§188

“Coloro che eliminano dalla vita l’amicizia, eliminano il sole dal mondo”.

L’importanza degli amici, nella nostra vita, era già chiara secoli fa a Cicerone.
Secondo lui siamo nati affinché ci fosse fra tutti una sorte di legame e l’amicizia non è nient’altro che una grande armonia di tutte le cose umane e divine, insieme con la benevolenza e l’affetto.
L’affetto più disinteressato, la famiglia che ti scegli.
OGGI 30 LUGLIO, si celebra la “Giornata Mondiale dell’Amicizia” per promuovere questo sentimento tra persone, Paesi, culture ed ispirare sforzi di pace.
In alcuni Paesi la Giornata cade in altri giorni dell’anno: in India è la prima domenica di agosto mentre in Argentina, Brasile, Spagna e Uruguay viene celebrata il 20 luglio.
Cieli sereni
PG

§187

STELLE CADENTI DI FINE LUGLIO

Per gli appassionati le prossime notti si riveleranno interessanti per il probabile avvistamento di due distinti sciami meteorici.
Il fenomeno è dovuto al fatto che la Terra in questo periodo (in un tratto della sua orbita annuale) attraversa una zona dello spazio dove fluttuano detriti lasciati da comete che orbitano intorno al Sole. Ciò determina il fenomeno delle cosiddette “stelle cadenti”, che altro non sono che frammenti che si incendiano nell’impatto con la nostra atmosfera.
DELTA ACQUARIDI
Il primo sciame, come suggerisce il nome DELTA ACQUARIDI, sembra provenire dalla costellazione dell’Acquario che si trova nel cielo in direzione sud-est, tra il Capricorno e i Pesci. Si tratta delle ‘tracce’ della cometa (96P-MACHHOLZ) che orbita intorno al Sole in 5 anni.
Il periodo di osservazione va dal 12 luglio al 19 agosto di ogni anno, ma il picco si registra in queste notti di fine mese.
È prevista una frequenza di circa 20 meteore ogni ora ma lo spettacolo potrebbe essere in parte offuscato dalla presenza della Luna, che, pur in fase calante è ancora piuttosto luminosa nel cielo.
ALFA CAPRICORNIDI
I giorni a cavallo tra luglio e agosto non saranno caratterizzati solo dalle Delta Aquaridi, ma anche dalle ALFA CAPRICORNIDI visibili fino a metà agosto.
Queste meteore, a differenza delle altre, appaiono lente e brillanti e spesso sono caratterizzate da un’esplosione finale molto luminosa.
In questo caso i frammenti che vengono “investiti” dalla nostra atmosfera sono della cometa 169 P/NEAT individuata appena nel 2002.
La direzione di osservazione è nel Capricorno, proprio vicino all’Acquario e la frequenza di osservazione molto più bassa: circa 5 meteore all’ora.
CONSIGLI
– Per godersi lo spettacolo sarebbe ideale recarsi in un luogo elevato o poco abitato, con scarso inquinamento luminoso e con un’ampia visuale dell’orizzonte.
– Dare agli occhi un tempo di adattamento all’oscurità, spegnendo lo smart phone e ogni altra fonte di luce per almeno mezz’ora.
– Infine confidare, come sempre, in un…
…. cielo sereno!
PG

§186

ACCADDE OGGI…. 155 anni fa!

27 luglio 1866
Viene completata la stesura del primo cavo transatlantico che consentirà le trasmissioni via telegrafo.
L’opera fu realizzata dal transatlantico GREAT EASTERN. Al momento del suo varo (1858) la nave era la più grande del mondo: lunga 210 metri e una stazza superiore alle 20.000 tonnellate.
Fu modificata come nave posacavo e partì dalla costa occidentale dell’Irlanda verso il Canada. Raggiunse la costa di Terranova, il 27 luglio 1866 (155 anni fa!).
Con questo cavo lungo circa 3430 km (1850 miglia nautiche) l’Europa e l’ America potevano finalmente comunicare in tempo reale.
CURIOSITÀ:
Dopo la prima trasmissione transoceanica – l’evento fu celebrato come l’ “ottava meraviglia del mondo”.
Appena entrata in servizio, la stazione telegrafica trasmetteva 3 mila messaggi al giorno, ad un costo medio di 5 dollari a parola e rimase operativa fino al 1965.
Il Great Eastern costituisce l’ambientazione del romanzo di Giulio Verne Una città galleggiante del 1870.
Cieli sereni
PG

§185

LE BANANE A BORDO

Una superstizione marinara, tipicamente inglese, riguarda le banane da evitare a bordo delle navi!
Perché proprio le banane?
Sappiamo dalla nostra esperienza quotidiana che le banane sono sempre le prime a maturare in un cesto di frutta. Se immaginiamo le stive calde e umide delle antiche navi mercantili adibite al loro trasporto, possiamo immaginare come maturassero a vista d’occhio. Il comandante, per questo, doveva necessariamente navigare il più velocemente possibile per evitare la marcescenza del carico.
Di conseguenza le rotte tracciate per il porto di scarico erano le più veloci MA, di certo, NON le più sicure!
Fatto sta che la maggior parte delle navi naufragate nel 1700 avevano le banane nella lista delle merci in stiva.
Altre due teorie sul perché i marinai non amino avere banane a bordo sono le seguenti:
La prima è che queste possono fermentare producendo gas tossici.
La seconda è perché nelle banane si nasconde il temutissimo “Ragno delle Banane” (nome scientifico Phoneutria Nigriventer): è un ragno particolarmente aggressivo il cui morso velenoso può, in alcuni casi, provocare la morte. Un pericolo da evitare!
Cieli sereni
PG

§184

IL COLORE VERDE A BORDO

Una delle più strane superstizioni diffuse tra chi va per mare riguarda il colore VERDE. Si dice infatti che una nave verde, oppure avere a bordo oggetti e indumenti di questo colore, porti sfortuna!
Ma come mai il verde dovrebbe essere di cattivo auspicio in mare?
Qualcuno crede che la sfortuna legata a questo colore derivi dal fatto che un tempo gli ufficiali di marina che morivano a bordo, venivano riportati a casa solo dopo giorni di navigazione
e il loro corpo assumeva il tipico colore verdastro di un cadavere in stato di decomposizione.
Per altri, invece, questo colore è associato alla muffa o all’ossido che si poteva formare sui materiali di costruzione della nave (scafo, alberi ecc.) e sul cibo. È facile intuire quanto potesse essere sconveniente rilevarne la presenza durante la navigazione: il legno delle navi di una volta veniva attaccato dalle teredini e dai denti di cane i quali apparivano verdi se visti da bordo.
[Nella foto il brigantino a palo Alexander von Humboldt, inconfondibile con le sue vele verdi..].
Cieli sereni
PG

§183

🇯🇵 BANZAI ! 🇯🇵

万歳
La locuzione 万歳 (banzai) è una esclamazione giapponese comune in numerose lingue e culture dell’Estremo Oriente che trae la sua origine dall’antica espressione cinese wànsuì (萬歲).
Il suo significato letterale “Diecimila anni!” è reso in italiano come “Lunga vita!” o “Che tu possa vivere a lungo!”, essendo il numero diecimila utilizzato in Cina per esprimere, in generale, una grossa quantità, infinita.
Originariamente utilizzata come un augurio rivolto all’Imperatore, oggi vuole esprimere genericamente gioia, incoraggiamento o entusiasmo.
Cieli sereni e.. 万歳!
PG

§182

PERCHÈ I MARINAI PORTAVANO GLI ORECCHINI?

Leggendo vari testi e consultando il web, capita di imbattersi nelle più svariate teorie sul perché i marinai, nel passato, indossassero gli orecchini.
Secondo le usanze della vecchia marineria, per qualsiasi pirata, l’orecchino, insieme alla benda e alla bandana, costituiva un ‘accessorio’ fondamentale perchè si credeva portasse fortuna e proteggesse dall’annegamento oltre che tener lontano lo scorbuto.
Si diffuse in Inghilterra nella seconda metà del ‘500 quando, attraverso le rotte per l’Asia, i marinai europei conobbero pratiche come il ‘body piercing’ e l’agopuntura (con le relative mappe dei punti di pressione).
L’ orecchino (in oro) rappresentava il loro tesoro: se fossero morti in navigazione e gettati in mare, i marinai avrebbero trovato la pace nell’aldilà solo se il loro corpo fosse stato seppellito a terra: l’orecchino rappresentava la ricompensa per chi mai, trovato il loro cadavere restituito dal mare, si fosse occupato della sepoltura.
Alcuni vi incidevano addirittura il nome della loro città natale (come si usa nelle piastrine dei militari) per far si che potessero essere sepolti in patria.
Alcuni hanno scritto, invece, che per assicurarsi una degna sepoltura i marinai portavano delle monete nella cintura.
Si pensava anche che il buco all’orecchio potesse migliorare la vista, fondamentale in mare, per individuare scogli pericolosi e vascelli nemici.
(Gli agopunturisti di oggi utilizzano i punti di pressione sui lobi delle orecchie proprio per la cura dei problemi di vista).
Secondo alcune versioni, i marinai portavano un solo orecchino d’oro, mentre secondo altre, ne portavano più di uno in ricordo di navigazioni importanti, come l’attraversamento dell’Equatore o il doppiaggio di Capo Horn.
In quest’ultimo caso se il passaggio era avvenuto da Ovest verso Est si forava l’orecchio sinistro (quello rivolto verso il Capo), mentre il destro si forava per il passaggio da Est verso Ovest (assai più arduo contro venti e correnti predominanti).
Il massimo numero di orecchini era 4, due per lobo, e venivano indossati dopo aver doppiato ciascuno dei seguenti 4 Capi: 
Capo HORN (Sud America)
Capo di BUONA SPERANZA (Sud Africa)
Capo FINISTERRE (Nord della Spagna)
Capo LEUWEEN (Sud Australia). 
Piu’ orecchini venivano sfoggiati, più si dimostrava di essere un “Lupo di Mare” così da incutere timore e ottenere rispetto dai subalterni oltre che darsi un’ aria… furbesca.
Si legge, inoltre, che “i marinai omosessuali dichiaravano la loro disponibilità a rapporti al resto dell’equipaggio con l’orecchino indossato sul lobo destro”.
Ma qualunque sia la verità, gli orecchini dei marinai, erano sempre a forma di anello per testimoniare, infine, il loro…….sposalizio con il mare!
Cieli sereni
PG

§180

Giorgio Armani veste i nostri atleti ai giochi olimpici, come ormai fa ininterrottamente dal 2012.

«Per il team Italia a Tokyo ho creato capi con dettagli visivi che sono un omaggio al Giappone.. », ha dichiarato lo stilista.
Evidente, nella grafica, l’omaggio al Giappone. Il disco tricolore posto sul davanti di tute e polo riprende la bandiera del Paese del sol levante, e i caratteri della scritta Italia che percorre in verticale la parte posteriore dei capi, con la lettera T a forma di torii, il tradizionale portale simbolo di ingresso alle aree sacre.
Giorgio Armani ha firmato anche la divisa ufficiale indossata dagli atleti nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici.
Non ho niente contro G. ARMANI ma, secondo voi, si poteva fare meglio? 😉

§179