S. SEBASTIANO

“I nostri piloti usavano chiamare le stelle coi nomi dei Santi del calendario, nel giorno dei quali esse stelle compariscono sull’orizzonte al cosmico punto ortivo.”
Così sciveva Obizzo Guidotti (1571 – 1638) un cavaliere bolognese del Santo Sepolcro imbarcato su una nave dell’ordine gerosolimitano.
CASTORE – La stella di San Sebastiano
Nei giorni prossimi alla festa di San Sebastiano, al tramonto del Sole, CASTORE sorge sull’orizzonte di levante.
Non è una stella singola ma un sistema di 3 coppie di stelle. È visibile in vicinanza di Polluce (la stella di S. Antonio) ed insieme formano la costellazione dei GEMELLI.
È la ventitreesima stella più luminosa del cielo notturno e si trova a circa 51 anni luce da noi.
I nomi delle due stelle e della costellazione stessa, derivano dai gemelli della mitologia greca, Castore e Polluce.
LA LEGGENDA
I gemelli erano noti anche come DIOSCURI, ovvero “figli di Zeus” ma non lo erano entrambi.
Si narra, infatti, che ZEUS si innamorò della bella LEDA, moglie del re TINDARO, e si unì a lei con l’inganno. A Leda nacquero poi due gemelli, Polluce e Castore, ma si dice che Castore fosse figlio di Tindaro (marito di Leda), unitosi di nuovo a lei dopo gli amori di questa con Zeus.
Pertanto Polluce, quale figlio di un dio, era immortale, a differenza del fratello “umano” Castore.
I due ragazzi crebbero molto uniti e diventarono forti e coraggiosi: qualsiasi decisione dovessero prendere lo facevano assieme, senza mai litigare.
Erano talmente coraggiosi da partecipare alla spedizione degli “ARGONAUTI”, quel gruppo di eroi che, sotto il comando di Giasone, compirono l’avventuroso viaggio a bordo della nave Argo per la riconquista del vello d’oro.
Per aver placato una tempesta durante la spedizione, i due gemelli furono considerati PROTETTORI DEI NAVIGANTI.
(Bitta scripsit XX I MMXXIV)
CURIOSITÀ
San Sebastiano è patrono delle forze dell’ordine, simbolo di fede e resistenza ed è invocato contro le epidemie (peste): è spesso raffigurato seminudo trafitto dalle frecce del martirio.
Nel passato il santo era una delle poche figure nude che avevano il diritto di stare esposte in una chiesa.
Cieli sereni
PG

§513

ACCADDE OGGI…

…il 19 gennaio 1840
Il capitano Charles WILKES della marina statunitense, al comando di una spedizione nei mari del Sud, raggiunge il continente antartico, esplora la costa reclamandone una parte che poi, in suo onore, verrà chiamata la Terra di Wilkes.
I rilievi costieri effettuati furono importanti per la conoscenza della geografia antartica che all’epoca era ancora molto approssimativa.
UN CRATERE SOTTO I GHIACCI
Nella regione allora esplorata è stato scoperto un enorme cratere che giace un chilometro e mezzo sotto i ghiacci: il Cratere della Terra di Wilkes.
Si ritiene che sia un cratere generato da un meteorite: ha un diametro di circa 500 km e un’età compresa tra i 250 milioni e 500 milioni di anni.
Il diametro del cratere è 6 volte (!) più grande di quello del Chicxulub (Messico), comunemente ritenuto il segno dell’impatto catastrofico che causò l’estinzione dei dinosauri. L’impatto nella Terra di Wilkes avrebbe cancellato il 90% delle forme di vita sulla Terra e la grande estinzione di specie viventi alla fine del periodo Permiano.
Un impatto così devastante dovette avere conseguenze sul clima dell’intero Pianeta. Per capire come l’evento abbia inciso sulla vita occorrerà analizzare le rocce più in profondità, in una missione tutt’altro che semplice.
(Bitta scripsit XIX I MMXXII).
Cieli sereni
PG

§511

ACCADDE OGGI…

…il 18 gennaio 1911
Il 18 gennaio 1911 avviene il primo appontaggio della storia.
Lo esegue Eugene Ely sulla nave della Marina USA USS Pennsylvania ormeggiata nella baia di San Francisco dopo che sul ponte poppiero dell’ unità era stata montata una piattaforma provvisoria fatta di tavole di legno.
Il pilota riuscì a completare l’appontaggio con l’uso di un uncino installato al posto della ruota di coda.
Ely già deteneva il primato di aver effettuato il primo decollo da una nave, 2 mesi prima, il 14 novembre 1910, sulla USS Birmingham e i due eventi sono considerati il fondamento della nascita dell’aviazione di Marina e delle portaerei.
UN TRISTE EPILOGO
Nove mesi dopo, il 19 ottobre 1911, durante una esibizione, Ely perse il controllo del suo velivolo e si schiantò morendo sul colpo. Venne sepolto nel cimitero East York di Williamsburg, Iowa.
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🙏
Cieli sereni
PG

§509

OGGI E’ S. ANTONIO

Quale Sant’Antonio ?
Quello di Tebe eremita del deserto egiziano oppure il francescano portoghese morto a Padova? 🤔
Succede spesso che i fedeli facciano confusione nel distinguere questi due santi che sono tra i più popolari della Chiesa.
Nella tradizione, i modi di dire, le orazioni dialettali, i proverbi, non permettono di fare chiarezza sul santo a cui sono riferiti.
È fuori discussione che i detti Sant’Antòni chisolèr che al darsèt al vegn da snèr, Sant’Antòni dla barba bianca la nef l’an manca, Sant’Antòni eremita a le bestie al dà la vita, chiamano in causa il santo di Tebe (ricordato oggi 17 gennaio), mentre le invocazioni del tipo Sant’Antonio dal segheto portéme pane benedeto, Sant’Antonio padoano fème grasie tuto l’ano sono invece rivolte al santo francescano da Padova (13 giugno).
Non è invece possibile alcuna attribuzione a proverbi come questo: Sant’ Antòni vesti d’velù fèm trovà quel ch’ho perdù, Sant’Antòni protetor di matrimoni, Sant’ Antonio anima mia fatemi sta grazia e cosi sia.
Nelle rappresentazioni pittoriche è invece chiara la distinzione dei due santi.
Quello di Padova è solitamente con i gigli della prudenza e il Bambino Gesù mentre l’Antonio delle campagne, quello per il quale i contadini accendono i ‘burièi” e preparano sul desco pane a forma di sole con la croce incisa, è accompagnato da molti attributi: il porcellino, il fuoco, il bastone a tau con la campanella, il libro della Regola, a volte il rosario o il crocifisso, sempre la lunga barba bianca in riferimento alla sua longevità come eremita ovvero alla neve che spesso il 17 di gennaio imbianca la terra.
Gli artisti raramente hanno raffigurato insieme i due santi.
Uno dei pochi esempi è un dipinto di Giovan Francesco Nagli, detto il Centino, (1655 ca) conservato al Museo di Saludecio (RN) nel quale i due santi risultano in adorazione del Bambino Gesù (foto).
Cieli sereni
PG

§507

ACCADDE OGGI…

…il 17 gennaio 1909
Il 17 gennaio 1909, nell’ambito della spedizione Nimrod (1908-1909) comandata da Ernest Henry Shackleton, il gruppo costituito da D. Mackay, E. David e A. Mawson (nella foto) rivendica il raggiungimento del Polo Sud Magnetico (latitudine 72° 15’ S e longitudine 155° 16’ E).
La spedizione, però, non riuscì a raggiungere il Polo Sud Geografico, fermandosi a 97 chilometri dalla meta (ci sarebbe arrivato Amundsen 3 anni dopo).
Furono comunque raggiunti altri notevoli risultati come il Farthest South a 88° 23′ S (latitudine più meridionale mai raggiunta prima) e la prima scalata del monte Erebus, il vulcano attivo dell’isola di Ross.
CURIOSITÀ
La NIMROD era un veliero utilizzato per la caccia alle foche che Shackleton scelse per la spedizione in Antartide acquistandola per 5000 sterline. Venne riadattata come goletta e dotata di un motore ausiliario. Inoltre, a causa della ridotta capienza della stiva, durante il viaggio dalla Nuova Zelanda all’Antartide, la nave venne accompagnata da un’altra unità di appoggio per il rifornimento di carbone che sarebbe stato necessario al viaggio di ritorno.
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PG

§505

ACCADDE OGGI…

…il 16 gennaio 1362
L’ ATLANTIDE DEL NORD
Il 16 gennaio del 1362, una delle più grandi mareggiate del Mare del Nord distrugge l’Isola di Strand e la città di Rungholt.
Situata lungo la costa della regione dell’attuale Frisia settentrionale (Germania), Rungholt ha una storia misteriosa, in cui si mescolano fatti reali e folklore tanto che in passato alcuni hanno messo in dubbio il fatto che la città sia davvero esistita. Per questa ragione è spesso definita l’ Atlantide del Nord.
Si trovano riferimenti a Rungholt in alcuni documenti antichi e su carte geografiche fino al medioevo, ma la posizione risulta così imprecisa che non era mai stato possibile ricavarne l’esatta collocazione.
Qualche anno fa un team di ricercatori, grazie a moderne tecniche di magnetometria associate a dei carotaggi e a degli scavi, ha ritrovato in prossimità dell’isola di Südfall una serie di 54 terp (cioè dei tumuli artificiali tipici delle pianure che servivano a rialzare il terreno per difendere gli insediamenti dall’alta marea, dalle mareggiate e dalle alluvioni) lunga circa due chilometri.
Su uno di questi, in particolare, sembra che siano state individuate le fondamenta di una chiesa che probabilmente costituiva il centro di un insediamento.
Allo stesso modo sono stati localizzati e mappati anche un porto e una serie di sistemi di drenaggio.
LA LEGGENDA
La leggenda narra che quella catastrofica distruzione fu una punizione divina per l’empietà e la lussuria dei suoi abitanti, che avevano costretto il parroco a usare il calice eucaristico per una festa pagana, e si narra che, ancora oggi, nelle notti di tempesta, si sentono le campane della sua chiesa sommersa.
Cieli sereni
PG

§503

ACCADDE OGGI…

…il 15 gennaio 2009
Il 15 gennaio 2009, l’Airbus A320 che opera il volo dall’aeroporto LaGuardia di New York a Charlotte e Seattle (USA), subisce un impatto con volatili (bird strike) poco dopo il decollo, perdendo potenza ad entrambi i motori.
Data la posizione rispetto agli aeroporti disponibili e la bassa quota, il comandante Chesley Sullenberger (soprannome “Sully”) e il primo pilota Jeffrey Skiles decisero di effettuare un ammaraggio di emergenza sul fiume Hudson. Tutte le 155 persone a bordo furono salvate con soltanto qualche ferito. Il tempo trascorso dall’impatto con gli uccelli all’ammaraggio fu di 208 secondi (3 minuti e 28 secondi !).
Su questa storia vera è basato il film del 2016 SULLY – Miracolo sull’Hudson interpretato da Tom Hanks nel ruolo di Sullenberger e da Aaron Eckhart nel ruolo di Skiles.
Cieli sereni
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§501

14 GENNAIO

OGGI È CAPODANNO !
Oggi 14 GENNAIO è il capodanno del calendario giuliano (in russo Старый Новый Год, in serbo e macedone Стара Нова година, letteralmente “vecchio anno nuovo”).
È celebrato informalmente nei Paesi di religione cristiano-ortodossa: Russia, Serbia, Moldavia, Ucraina, Bielorussia, Macedonia del Nord e Georgia.
Per tutto questo XXI secolo, il vecchio nuovo anno è stato (sarà ancora) salutato nella notte tra il 13 e il 14 gennaio: questa differenza di 13 giorni con il nostro Capodanno (calendario gregoriano), persiste da fine febbraio 1900 e così rimarrà fino a fine febbraio 2100.
In quell’anno il Capodanno ortodosso cadrà 14 giorni dopo quello cattolico ovvero il 15 gennaio 2101 e rimarrà tale per tutto il XXII secolo.. fino al 2200!
(Bitta tunc primum scripsit XIV I MMXXIII)
Cieli sereni
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§499

ACCADDE OGGI…

…il 13 gennaio 2012
La nave da crociera Costa Concordia urta degli scogli a 500 metri dal porto dell’Isola del Giglio, provocando nello scafo una falla e causando 32 morti, 80 feriti e 2 dispersi, con la conseguente evacuazione totale delle 4229 persone, tra equipaggio e passeggeri, presenti a bordo della nave.
🫣
L’ “INCHINO”
Il cosiddetto “inchino”, del quale si è tanto parlato in seguito a quell’ incidente di 14 anni fa, altro non è che un passaggio sottocosta di una nave per omaggiare con luci e segnali acustici gli abitanti della zona.
NON è una regola, ma una tradizione marinaresca che affonda le proprie origini ai tempi delle repubbliche marinare: una tradizione radicata anche nella marina militare, a tal punto che anche Nave Vespucci talvolta fa sosta alla fonda di fronte alle cittadine costiere che incontra sulla sua rotta per omaggiarle e mostrarsi in tutta la sua bellezza.
L’ “inchino” oggi ha assunto un significato molto meno poetico: una “rotta turistica” sottocosta per passeggeri ed ospiti da intraprendere sulla base di valutazioni e considerazioni da parte del Comandante in base a svariati criteri che tengono conto, ad esempio, della pericolosità dei fondali, la conformazione della costa, il traffico, le condizioni meteo marine e altro. Tutto DEVE essere eseguito in conformità alle norme di SICUREZZA ed il cambio rotta va registrato come variazione al piano di navigazione.
COME E’ NATO L’INCHINO ?
Con il trascorrere degli anni, l’inchino ha avuto tante interpretazioni.
In passato, nel Golfo del Leone o nelle Bocche di Bonifacio, tanto per citare due esempi, in presenza di forte maestrale (vento da NW) la rotta più breve prevedeva di tagliare il golfo, facendo l’INCHINO, ovvero, navigare verso l’interno del golfo per prendere meno mare. Questo perché nei golfi, con il vento forte che soffia da terra, il mare a largo si ingrossa in maniera considerevole; quindi, fare l’INCHINO significava navigare in sicurezza evitando sollecitazioni allo scafo, danni all’equipaggio, alla nave e al carico.
Con il termine INCHINO, ci si riferiva anche all’usanza che i comandanti, quando sapevano di avere a bordo un membro dell’equipaggio di una località posta in prossimità della rotta, “tufavano”, cioè salutavano con il fischio (la sirena) le mogli e le famiglie di chi era a bordo.
Ma quale era la casa di questi marinai? Come facevano a riconoscere la propria?
Ebbene, un’altra usanza (tutt’oggi esistente) di molte località disseminate lungo le coste italiane, era quella di intonacare le proprie abitazioni con colori vivaci e diversi tra loro, così da poter riconoscere la propria anche a distanza.
Ma non fu il caso della Concordia.
Quel naufragio fa pensare invece che le manovre furono svolte senza criterio, e la bella nave rimase ‘inchinata’ per la responsabilità di persone che le regole scelsero di raggirarle.
(Bitta scripsit XIII I MMXXII)
Cieli sereni
PG

§497