LA CERIMONIA DELLA MONETA

Capita spesso di leggere la notizia del varo di qualche grossa nave da crociera ma raramente, viene descritta l’antica “cerimonia della moneta” che spesso precede l’evento.
È una tradizione meno nota rispetto a quella della bottiglia di spumante (una volta di vino.. ) che si fa infrangere sul nuovo scafo, sia esso di una piccola imbarcazione sia di una grande unità.
IN CHE COSA CONSISTE?
Come per le importanti costruzioni edili, dove si pone la “prima pietra” con una cerimonia ufficiale, anche sulle navi si compie un particolare gesto all’inizio dei lavori.
Quando le navi erano costruite in legno si infilava una moneta tra lo scafo e la chiglia, proprio nel momento in cui avveniva la prima posa di quest’ultima. Queste monete a volte venivano trafugate e, per evitare questa eventualità, in tempi più recenti si cominciò a saldarle su parti metalliche.
Nei velieri la moneta era posta alla base dell’albero di maestra al momento del suo fissaggio nella scassa (chiamato “Mast Stepping”)

§24

LA NAVE DI SAN PIETRO

La “Nave di San Pietro”, è una tradizione popolare diffusa nel Nord Italia e in alcune zone della Toscana (Lucca, Pistoia, e Prato).
Nella notte fra il 28 e il 29 giugno (Festa dei SS Pietro e Paolo) è usanza porre un contenitore di vetro riempito d’acqua fredda a terra su di un prato, un giardino o all’ esterno di una finestra, e colare nell’acqua un albume d’uovo. Il contenitore viene poi lasciato all’aria aperta per tutta la notte.
Il mattino seguente si dovrebbero notare nell’acqua delle strutture, formate dall’albume, che ricordano una barca a vela o un veliero e che, secondo la credenza popolare, sarebbero prodotte dal soffio di San Pietro.
A seconda di come appaiono le “vele” si possono trarre i seguenti auspicii:
-vele aperte: sole
-vele chiuse: pioggia
Se poi si crea un bel veliero, sarà di auspicio per un buon raccolto
Negli anni dell’emigrazione, l’esito di questa pratica veniva interpretato anche come auspicio per il viaggio in mare di coloro che si apprestavano a partire per le Americhe
PERCHÈ SUCCEDE?
Il freddo-umido della notte fa aumentare leggermente la densità dell’albume che cade sul fondo del contenitore di vetro.
L’ acqua fredda si riscalda grazie al calore rilasciato dalla terra e attraverso piccoli moti convettivi trascina con sé l’albume creando l’effetto delle vele.
A ciò si aggiunge l’effetto del primo mattino: l’albume si scalda nuovamente, diminuisce la sua densità e risalendo verso l’alto, “issa”, per così dire, le “vele”.
Il fenomeno è dovuto alle variazioni termiche tra il giorno e la notte tipiche dei giorni di inizio estate e per vedere la nave, la giornata precedente deve essere ben assolata. (In alternativa si può provare anche in altri notti di questo periodo).
ALTRE LEGGENDE:
Nell’Ottocento era popolare la leggenda secondo cui al giorno di San Pietro debba seguire un temporale, perché il diavolo esce dall’inferno per quell’anniversario. Per questo motivo molti pescatori durante questa notte non escono in barca per timore di burrasche e temporali.
Da altre parti, invece, si pensa che questa notte sia proficua per la pesca e, secondo un’altra leggenda, la madre del santo è benevola nei confronti dei raccolti perché, nelle annate di siccità, il 29 giugno provvederebbe a far cadere un pioggia benefica.
Cieli sereni
PG

§648

LA BANDIERA DELLA MARINA PONTIFICIA

La bandiera della marina da guerra della Chiesa, fu istituita da papa Pio VII nel 1803 e dallo stesso adottata ufficialmente nel 1815. I Santi Pietro e Paolo, al centro del drappo, sono sormontati dalle chiavi e dalla tiara papale.
La bandiera restò in uso fino al 20 settembre 1870 con la presa di Roma quando le navi e le infrastrutture della marina pontificia vennero assorbiti nel Regno d’Italia. Ne sono esempio il piroscafo San Paolo che fu utilizzato dalla guardia doganale del nuovo stato e l’Arsenale di Roma, situato presso Porta Portese nel porto di Ripa Grande (via Portuense), che rimase ancora in uso fino a fine ottocento.
Cieli Sereni e
Buon SS Pietro e Paolo
PG

§874

COME SI MISURA LA TRASPARENZA DEL MARE ?

COME SI MISURA LA TRASPARENZA DEL MARE ?
La trasparenza dell’acqua di mare fornisce una valutazione della densità del materiale, sia organico che inorganico, sospeso. Per gli studi idrologici questo parametro ha valore soprattutto comparativo tra ambienti e stagioni ed è di supporto ad altre informazioni sulla qualità delle acque. Il metodo più antico per la determinazione della trasparenza, ed anche il più semplice, è basato sulla misura della profondità di scomparsa del cosiddetto “DISCO DEL SECCHI”, dal nome dell’abate astronomo Angelo Secchi che lo inventó nel 1865. Il metodo è ancora adottato ed accompagna le misurazioni più sofisticate come la fotometria che confronta i campioni di acqua da studiare con delle sospensioni standard.
Padre Angelo Secchi utilizzò per la prima volta il suo disco durante una crociera mediterranea della pirocorvetta Immacolata Concezione della Marina dello Stato Pontificio. Si tratta di un disco circolare di 30 cm di diametro, bianco o a quadranti bianchi e neri. Si immerge legato a una cima graduata (ogni 50 cm) finché non scompare dalla vista a quel punto si misura la “profondità di scomparsa del disco”.
A bordo delle moderne navi idro-oceanografiche della Marina Militare Italiana si effettuano nello stesso punto misure in successione con 4 dischi di diverso colore (BIANCO-GIALLO-ROSSO-NERO)
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Ció permette di misurare, oltre la trasparenza, anche la “cromaticità” delle acque in funzione del rapporto tra i diversi valori di profondità ottenuti per ciascun colore.
LE ACQUE PIU’ TRASPARENTI
Le acque più trasparenti al mondo sono stare registrate:
– Nel 1985 nel Mediterraneo Orientale: 53 metri
– Nel 1972 nel Mar dei Sargassi: 66 metri
Ma il RECORD fu raggiunto il 13 Ottobre 1986 nel Mare di Weddell (Antartide) con 80 metri !!!
Il disco del Secchi è ovviamente usato anche per la determinazione della trasparenza dei laghi. In quelli più produttivi (per esempio in estate) può anche essere inferiore ad 1 metro mentre nei laghi con scarsa massa biotica sospesa (autunno-inverno) può arrivare ad alcune decine di metri come, ad esempio, nel lago BAIKAL, dove è 40 metri circa.
IL LAGO PIÙ TRASPARENTE DEL MONDO
La visibilità, tra le più alte al mondo, è stata misurata nel Crater Lake (Oregon) con circa 50 metri ma il RECORD di “lago più limpido del Mondo” appartiene, con una visibilità di 80 metri, al BLUE LAKE (o Rotomairewhenua) in Nuova Zelanda.  Poiché è considerato sacro dai locali Maori, non vi è il permesso di immergersi.
Cieli sereni.. ed acque limpide!
PG

§657