OGGI E’ S. ANTONIO

Quale Sant’Antonio ?
Quello di Tebe eremita del deserto egiziano oppure il francescano portoghese morto a Padova? 🤔
Succede spesso che i fedeli facciano confusione nel distinguere questi due santi che sono tra i più popolari della Chiesa.
Nella tradizione, i modi di dire, le orazioni dialettali, i proverbi, non permettono di fare chiarezza sul santo a cui sono riferiti.
È fuori discussione che i detti Sant’Antòni chisolèr che al darsèt al vegn da snèr, Sant’Antòni dla barba bianca la nef l’an manca, Sant’Antòni eremita a le bestie al dà la vita, chiamano in causa il santo di Tebe (ricordato oggi 17 gennaio), mentre le invocazioni del tipo Sant’Antonio dal segheto portéme pane benedeto, Sant’Antonio padoano fème grasie tuto l’ano sono invece rivolte al santo francescano da Padova (13 giugno).
Non è invece possibile alcuna attribuzione a proverbi come questo: Sant’ Antòni vesti d’velù fèm trovà quel ch’ho perdù, Sant’Antòni protetor di matrimoni, Sant’ Antonio anima mia fatemi sta grazia e cosi sia.
Nelle rappresentazioni pittoriche è invece chiara la distinzione dei due santi.
Quello di Padova è solitamente con i gigli della prudenza e il Bambino Gesù mentre l’Antonio delle campagne, quello per il quale i contadini accendono i ‘burièi” e preparano sul desco pane a forma di sole con la croce incisa, è accompagnato da molti attributi: il porcellino, il fuoco, il bastone a tau con la campanella, il libro della Regola, a volte il rosario o il crocifisso, sempre la lunga barba bianca in riferimento alla sua longevità come eremita ovvero alla neve che spesso il 17 di gennaio imbianca la terra.
Gli artisti raramente hanno raffigurato insieme i due santi.
Uno dei pochi esempi è un dipinto di Giovan Francesco Nagli, detto il Centino, (1655 ca) conservato al Museo di Saludecio (RN) nel quale i due santi risultano in adorazione del Bambino Gesù (foto).
Cieli sereni
PG

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