… il 30 maggio 1564
Il 30 maggio 1564 il Mars, un vascello di 50 metri, tra i più grandi della flotta svedese, dotato di 107 cannoni e con quasi 700 persone di equipaggio, si inabissa nel Mar Baltico, dopo uno scontro con la flotta danese nel corso della Guerra dei Sette Anni (detta anche delle Tre Corone) che si svolse tra la Svezia di Erik XIV e la Danimarca di Federico II alleata con la città di Lubecca.
Quella fu la prima battaglia navale in cui i cannoni, di cui il Mars era fornitissimo, furono usati per affondare le navi nemiche, invece di limitarsi a sparare per “spazzare” i ponti e facilitare l’abbordaggio, come si era fatto sino ad allora.
Per l’ironia della sorte, proprio il Mars fu vittima di questa ‘nuova tattica’.
LA SCOPERTA
Dopo anni di ininterrotte ricerche, nel 2011, il relitto fu individuato a 75 metri di profondità al largo dell’isola di Öland grazie al lavoro di
un team di professionisti e archeologi marini dell’Università di Södertörn in Svezia.
La nave risultò incredibilmente ben conservata, dopo quasi 450 anni, grazie a particolari condizioni ambientali come la scarsità di sedimenti e le deboli correnti.
LA LEGGENDA
Si narra che re Erik XIV – colui che commissionò la Mars – diede ordine di confiscare le campane delle chiese, di fonderle e utilizzare il metallo per forgiare i cannoni della nave da guerra.
Secondo la leggenda, proprio la “nuova vita” di quelle che erano soltanto campane, portò la nave verso la rovina.
Si crede che dopo l’affondamento uno spettro si alzò dalle profondità degli abissi per proteggere il relitto in modo che non fosse mai più scoperto.
(Bitta scripsit XXX V MMXXV)
Cieli sereni
PG
§1032