IL DÌ PIÙ CORTO DELL’ ANNO

Oggi è il SOLSTIZIO: il momento in cui il Polo Nord è nel punto più distante dal Sole (vedi disegno). Non in assoluto, ma in relazione all’inclinazione dell’asse terrestre, ragion per cui ci troviamo nella stagione più fredda.
È anche il giorno con il minimo irraggiamento solare per il nostro emisfero: da oggi, infatti, il “dì” (giusta definizione dell’arco diurno) andrà progressivamente allungandosi con piccoli ma costanti incrementi giornalieri di luce (anticipi del sorgere e ritardi del tramonto del Sole) e continuerà così fino a raggiungere il massimo al Solstizio d’Estate (il prossimo 21 giugno) quando avremo, invece, il “dì più lungo dell’anno”.
In Italia il sole sarà in cielo per 8 ore e 50 minuti.
Questo intervallo varierà di molto in base alle regioni (alla latitudine): a Palermo, per esempio, il dì durerà quasi 25 minuti in più che a Roma e 55 minuti in più che a Belluno. Alle latitudini maggiori, infatti, per l’inclinazione dell’asse terrestre, il Sole farà appena in tempo a sorgere, che già si avvierà al tramonto. Un esempio per tutti: a Trondheim, in Norvegia, oggi il sole sorgerà alle 10 e tramonterà alle 14. Quattro ore di luce !! 😟
Un’altra curiosità: in questo periodo, per noi il più rigido, paradossalmente la Terra è più vicina al Sole (quasi alla minima distanza del Perielio che sarà raggiunta il prossimo 2 gennaio): questo è dato dalla ellitticità dell’orbita terrestre.
La parola ‘Solstizio’ deriva dal latino ‘Solstitium’, (“sol”, Sole + “sistere”, stare fermo).
Cosa significa? Il Sole si ferma !?
No !!! Il termine indica che la traiettoria apparente che la nostra stella compie giornalmente nella volta celeste si fa sempre più piccola rispetto all’orizzonte (come se di abbassasse) e proprio il 21 dicembre inverte la tendenza risollevadosi e crescendo come lunghezza/durata.
Il Solstizio è dunque il momento in cui l’arco solare (NON il Sole!) sembra fermarsi (“sistere”) per invertire il suo corso.
Nell’antica Roma, a cavallo del solstizio, dal 17 al 23 dicembre, si festeggiavano i Saturnali, dedicati appunto a Saturno dio dell’agricoltura. Durante i banchetti e i sacrifici si ribaltavano i ruoli: lo schiavo, nominato princeps, assumeva tutti i poteri e le classi sociali erano temporaneamente abolite e sovvertite.
Il solstizio d’inverno non cade sempre nella stessa data. Nel 2019, ad esempio, è stato il 22. La spiegazione ha a che fare con la differenza, reale, tra l’anno solare su cui si basa il nostro calendario (gregoriano), e l’anno siderale (un’orbita completa della Terra) che è pari a 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi.
Le date dei Solstizi e degli Equinozi cadono solitamente in un giorno compreso tra il 20 e il 23 del primo mese della stagione: DICEMBRE per l’inverno, MARZO per la primavera, GIUGNO per l’estate e SETTEMBRE per l’autunno.
Tornando al momento del Solstizio di oggi, quando l’asse terrestre sarà alla sua massima inclinazione rispetto al Sole, la Terra gli porgerà direttamente la sua parte meridionale e nell’emisfero australe si parlerà di Solstizio d’Estate!
Per questo è più corretto parlare di Solstizi di Dicembre e di Giugno anziché “d’Inverno” e “d’Estate”, data l’inversione delle stagioni dei due emisferi.
Buon Solstizio e
Cieli Sereni
PG

§39

“LA GRANDE CONGIUNZIONE”

Domani, 21 dicembre, giorno del Solstizio d’Inverno, si verificherà un raro evento astronomico che per l’ultima volta è accaduto nel medioevo. I due grandi pianeti del nostro sistema solare, Giove e Saturno, appariranno perfettamente allineati nel cielo. Dalla prospettiva della Terra saranno distanti 0,1° (solo un quinto di quanto appare grande la luna).
In realtà il vero allineamento tra questi due giganti gassosi con il Sole è avvenuto poche settimane fa, ma dal nostro punto di vista sulla Terra, Giove e Saturno ci sono apparsi ancora in avvicinamento in queste ultime settimane fino ad arrivare a questo minimo.
Potremo osservare il fenomeno ad occhio nudo nel cielo sud-occidentale, subito dopo il tramonto, ma non ci sarà molto tempo a disposizione!: i pianeti scompariranno sotto l’orizzonte un paio d’ore dopo. Una simile congiunzione sarà di nuovo visibile il 15 marzo 2080.
L’ultima volta che Giove e Saturno apparvero così vicini fu nel 1623, appena 14 anni dopo che Galileo realizzò il suo primo telescopio e scoprì le lune di Giove.
Questo “allineamento” sarà solo apparente dato che Saturno è più distante dalla Terra e impiega quasi 30 anni per orbitare intorno al Sole. Giove invece, più vicino, orbita più velocemente compiendo un giro ogni 12 anni.
Così facendo, Giove si allinea con Saturno ogni 20 anni nel piano orbitale, creando la congiunzione che vediamo noi dalla Terra. Ma quella di quest’anno è una delle più ravvicinate.
L’astronomo Keplero suggerì nel 1614 che una congiunzione di Giove e Saturno avvenuta nel 7 a.C. potrebbe essere quella che i tre saggi nella Storia della Natività chiamavano la Stella di Betlemme la famosa “Stella di Natale”. Se sia stata una congiunzione come questa o una cometa, rimane però un mistero.
CURIOSITÀ
Dati i tempi di rivoluzione intorno al Sole di questi due pianeti, se vi abitassimo, il nostro compleanno, su Giove, accadrebbe una volta ogni 12 anni mentre su Saturno ogni 30 anni circa!
Saremmo ancora tutti dei bambini..!
😊
Cieli sereni
©PG

§38

GEMINIDI

In questi giorni tutti con il naso all’insù. Arrivano le Geminidi, la più grande pioggia di meteoriti dell’anno!
Le Geminidi sono generate dall’ asteroide 3200 Phaeton.
Questo fatto è piuttosto insolito, dato che le stelle cadenti sono create generalmente dalle comete.
(C’è differenza tra e asteroidi e comete).
Il nome deriva dalla direzione nel cielo dalla quale sembrano provenire le scie (radiante): in questo caso la costellazione dei Gemelli (Gemini), e da qui il loro nome: Geminidi.
Quest’anno il tasso delle Geminidi sarà molto alto. Durante il picco, tra oggi e domani ci si aspettano circa 60 meteore all’ora con possibilità di vedere anche le più deboli, data la Luna quasi nuova e quindi cielo scuro
Le ‘stelle cadenti’ sono minuscoli frammenti rocciosi, anche di pochi millimetri di dimensione, che vengono rilasciati dal corpo ‘progenitore’ (un asteroide in questo caso) lungo la propria orbita. Durante il loro percorso nello spazio può accadere che alcuni di essi vengano investiti dall’atmosfera terrestre: con l’attrito dell’aria diventano luminosi e visibili al suolo e si disintegrano in pochi secondi negli strati più alti della nostra atmosfera, molto al di sopra delle normali rotte aeree.
Tuttavia, frammenti più consistenti possono resistere all’impatto con il nostro scudo naturale, rallentando durante la caduta e quindi “spegnendosi” agli occhi degli osservatori. Così avvengono nel mondo delle vere e proprie ‘cacce al meteorite’ caduto, sia da parte dei ricercatori sia dai collezionisti.
In effetti si possono vedere in tutte le direzioni. Addirittura, osservando il radiante, si vedranno le scie più corte, mentre le scie più lunghe potranno essere osservate in tutte le direzioni.
Cieli sereni
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§37

IL FARO DELLA VIEILLE

Il faro della Vieille, in Bretagna, è uno di quei fari definiti “infernali” per via delle terribili condizioni del mare che una volta rendevano appunto infernali le condizioni di vita e soprattutto il cambio dei guardiani.
Questa operazione veniva effettuata tramite un piccolo battello, che si avvicinava il più possibile al faro. Dal faro veniva lanciata una fune che una volta recuperata dai marinai del battello, serviva come base per installare un sistema di ‘va e vieni’ per trasbordare merci e uomini.
Durante le tempeste o in caso di forti correnti il cambio e il rifornimento era impossibile.
CURIOSITÀ
Nel 1923, dopo la grande guerra, il governo francese adottò una legge per impiegare gli invalidi e mutilati di guerra in lavori “facili” come impiegati, guardiani dei musei, ufficiali giudiziari ecc.. Stranamente nella lista dei lavori facili fu inserito anche quello di “guardiano di faro”.
Ecco la storia di due corsi, Mandolini e Ferracci: uno aveva perso in guerra l’uso di un braccio, l’altro era menomato da una pallottola che non gli poteva essere tolta dal corpo.
Nel dicembre del 1925 entrambi, (e contemporaneamente) vennero nominati guardiani del faro, malgrado i certificati medici che i due cercano di esibire, e proprio di quello di Vieille!
In quell’inverno del ’25 le condizioni del mare furono spaventose; per settimane e settimane il battello del cambio non poté avvicinarsi, e quando riuscì a farlo, i due guardiani, mutilati e indeboliti, non ebbero la forza per gettare la fune dal faro.
La storia assume toni drammatici quando il faro si spense nel febbraio del 1926 visto che i due guardiani non potevano più salire i 120 gradini fino alla lanterna per rifornirla di petrolio.
A farne le spese fu la goletta La Surprise, che naufragò nei pressi del faro.
Quando finalmente, il 28 febbraio del 1926, un pescatore riuscì a raggiungere a nuoto la roccia sotto il faro e a scalare gli scogli per soccorrere i guardiani ormai in fin di vita, li vide uscire dal faro… “come due demoni, neri come l’inferno, dai vestiti laceri”.
Dopo questo fatto, il governo francese tolse dalla lista dei mestieri per i mutilati di guerra quella di guardiano del faro.
Il faro della Vieille è stato automatizzato e non ha più guardiani dal 1995. Attualmente tutti i fari della zona sono automatizzati e le operazioni di manutenzione avvengono adesso via elicottero.
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Da vedere:
https://youtu.be/W6oM5-dtzi8

§36

IL FARO DI AR-MEN

È il faro di AR-MEN che si trova in Bretagna (Francia), una zona molto nota agli apppassionati di fari. Sorge in mezzo al mare su uno scoglio che affiora dall’acqua solo con bassa marea.
Nel 1859, dopo tanti naufragi (il più grave l’affondamento tra gli scogli della fregata “Sanè”), fu deciso di costruire un faro avanzato rispetto alla linea di costa su uno scoglio ampio circa 100 m² (10 metri × 10 metri) e alto circa 4 metri sul livello del mare.
La sua costruzione richiese l’uso di una sorta di cemento armato e ci vollero 31 anni (!) tra l’inizio dei lavori ed il suo ultimo consolidamento a causa delle pessime condizioni del mare e della non facile reperibilità di personale disposto a lavorare con alto rischio.
Numerosi furono, infatti, i naufragi delle imbarcazioni usate per il trasporto degli operai.
Il faro è ancora funzionante, (adesso è automatizzato), e continua ad essere colpito da violente mareggiate che spesso lo ricoprono completamente.
Un “inferno”, così veniva chiamato dai guardiani che per lunghi anni ci si sono avvicendati. Le condizioni di vita sul faro erano tali da mettere a dura prova il sistema nervoso anche dei più esperti: lo stress dei turni notturni, le necessità di operare continue riparazioni e manutenzioni e i pericoli del trasbordo nei cambi di turno.
Tutto questo in netto contrasto con quella figura romantica del guardiano del faro cui spesso siamo abituati: intento in beata solitudine a costruire una nave in bottiglia e fumando la pipa.
CURIOSITÀ
Si narra che due guardiani rimasero isolati per più di tre mesi, prigionieri così a lungo della furia degli elementi.
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§35

IL FARO DI ROMA

Incredibile ma vero! Anche Roma, nonostante la distanza dal mare, ha il suo faro.
Il “Faro di Roma”, chiamato proprio così, non serve però alla navigazione: creato per illuminare tutto intorno le notti romane con fasci di luce tricolore, adesso viene acceso solamente per alcune ricorrenze nazionali.
È ubicato sul Gianicolo dove fu eretto nel 1911 in occasione del primo cinquantenario della nascita del Regno d’Italia, grazie ai fondi raccolti dagli emigrati italiani in Argentina come simbolo di fratellanza. 🇮🇹 🇦🇷
E’ alto 20 metri ed ha forme classicheggianti simili ad una colonna romana che si innalza da una base circolare di dieci metri di diametro. È sovrastata da un capitello su cui è riportata la dedica:
“A ROMA CAPITALE GLI ITALIANI D’ARGENTINA. MCMXI”.
CURIOSITÀ
Nel secolo scorso, dalla terrazza panoramica del faro, data la favorevole propagazione della voce verso il sottostante carcere di Regina Coeli, i familiari dei detenuti vi si recavano per riuscire a comunicare con i loro congiunti. Un rito che a volte si ripete ancora ai giorni nostri.
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§34

LA LUNA PIENA DEL CASTORO

Il nome tradizionale della Luna Piena di questo mese che avverrà domani lunedì 30 novembre, deriva dal periodo passato in cui, nel Nord America, si disponevano le trappole per i castori prima del congelamento invernale delle acque.
Un altro nome usato dai nativi americani per questa luna era “Frosty Moon” (Luna Ghiacciata) perchè coincidente con l’ inizio di un periodo particolarmente rigido specialmente nell’entroterra del continente.
Questa Luna Piena sarà da considerare quasi una “Super Luna”, in quanto prossima al perigeo, ovvero il punto più vicino alla Terra, tanto da appparire un po’ più grande del normale.
Condizioni meteo permettendo, concediamoci dunque un momento per ammirare questo bel fenomeno naturale.
Ci sarà anche l’eclisse di questa Luna del Castoro: la quarta di quest’anno.
Infatti alle 10:40 di domani (tra le 8:30 e le 12:50 circa) la Terra si troverà allineata tra il nostro satellite e il Sole cosicchè l’ombra del nostro pianeta oscurerà la superficie della Luna in maniera tale da generare un’eclissi di Sole per degli ipotetici abitanti della Luna!
Il fenomeno, però, non sarà visibile da noi dal momento che a quell’ora la Luna sarà ancora sotto il nostro orizzonte. Potranno invece godere lo spettacolo della Luna ‘adombrata’ dalla Terra nel Nord e Sud America, in Australia e in alcune zone dell’Asia.
Buona Luna Piena e..
Cieli Sereni
PG

§33

L’ ISOLA MISTERIOSA

Lo scoglio Ernest-Legouvé è un supposto minuscolo isolotto situato nell’Oceano Pacifico a sud delle isole Tuamotu e a circa 2500 km a est della Nuova Zelanda. Sarebbe più o meno grande come un campo da calcio.
Pare che lo scoglio sia stato scoperto nel 1902 dalla nave francese Ernest‑Legouvé da cui ha preso il nome. Dopo essere stato segnalato nel bollettino ai marinai 164/1122/1902 di Parigi, l’Organizzazione Idrografica Internazionale ne diede notizia il 9 febbraio 1957: coordinate stimate 35°12′S – 150°40′W.
È stato ricercato senza successo nel 1982 e nel 1983, il che porterebbe a pensare che si tratti di un’isola ‘fantasma’ ma lo scoglio ha continuato a figurare su alcune carte geografiche come, per esempio, nell’edizione 2005 del National Geographic Atlas of the World.
CURIOSITÀ
L’isola misteriosa (L’Île mystérieuse) è un romanzo di avventura dell’autore francese Jules Verne pubblicato nel 1875.
Il romanzo racconta le avventure di un gruppo di naufraghi su un’isola del Pacifico meridionale non segnata sulle mappe. L’ isola sulla quale la storia è ambientata è collocata dall’ autore proprio dove potrebbe essere la vera isola/scoglio Ernest-Legouvé.
Cieli sereni
PG

§32