CONGIUNZIONE DI LUNA E MARTE

Questa sera, mercoledì 25 novembre, la Luna crescente e il pianeta rosso appariranno vicini nel cielo notturno.
Questo tipo di “incontro ravvicinato” tra due corpi celesti è chiamato, dagli astronomi, CONGIUNZIONE.
La congiunzione (minima distanza angolare) tra la Luna e Marte avrà luogo intorno alle 21. La Luna brillerà nella costellazione della BALENA, e Marte nella vicina costellazione dei PESCI.
L’aver indicanto l’orario della congiunzione, non significa che quello sia l’unico momento in cui si potrà osservare l’incontro tra i due oggetti celesti. Infatti potremo vedere brillare Luna e Marte insieme per tutta la notte (nubi permettendo) fino a quando entrambi tramonteranno sotto l’orizzonte di ponente. Inoltre, come già ieri sera, anche domani la Luna sarà abbastanza vicina al pianeta e molti potranno avere una seconda occasione per godere della vista di questo accoppiamento.
Individuare ad occhio nudo la Luna e Marte sarà piuttosto semplice. La Luna sarà l’oggetto più luminoso nel cielo notturno (non occorreranno conoscenze specifiche per trovarla) mentre Marte avrà l’aspetto di un punto rosso e luminoso accanto al nostro satellite naturale.
Cieli sereni
PG

§31

L’ ISOLA DI TRISTAN DA CUNHA

È una piccolissima isola di 10 km di diametro che si trova al centro dell’Oceano Atlantico fra il Sud Africa (2800 km da Città del Capo) e Uruguay (4000 km). Fu scoperta nel 1506 dal navigatore portoghese Tristan da Cunha da cui ha preso il nome.
È abitata da 290 persone divise in otto famiglie, tutte discendenti dai primi coloni o naufraghi. I loro cognomi sono inglesi, irlandesi, olandesi, americani ma anche italiani (!). Infatti nel 1892, in seguito al naufragio del brigantino “Italia”, due marinai di Camogli, Andrea REPETTO e Gaetano LAVARELLO si stabilirono sull’isola dove tuttora vivono i loro discendenti.
Non vi è né porto né aeroporto (sull’isola si ormeggia a largo una nave ogni cinque o sei settimane) e la principale fonte di reddito per la popolazione è la vendita di francobolli con il timbro dell’isola, (rarissimi per i collezionisti!), e dalla vendita delle aragoste, considerate tra le migliori al mondo.
Fino alla fine degli anni cinquanta non esisteva il denaro dato che l’economia era basata sul baratto. Poi fu introdotta la moneta, unicamente per la necessità di importare beni dal Sud Africa.
Nel 1961 una eruzione del vulcano costrinse alla fuga gli abitanti di Tristan da Cunha che vennero trasferiti nel Regno Unito. Immaginabile lo shock nel venire a contatto con la civiltà: non avevano mai visto la tv nè un’auto. Nonostante i tentativi di persuasione da parte del governo inglese, dopo poco tempo (nel 1963) il 90% della popolazione decise di ritornare sull’isola.
CURIOSITA’
– Nel 1816, quando Napoleone iniziò il suo esilio sull’ Isola di Sant’Elena (distante 2180 km!), una guarnigione inglese fu distaccata a Tristan per evitare insediamenti di lealisti.
– Si racconta che nelle loro preghiere serali i bambini isolani chiedessero il naufragio di una nave, in modo da ricavare dal relitto materiale da costruzione e oggetti curiosi (l’isola è priva di alberi!).
Cieli sereni
PG

§30

IL FARO DI CAPO HATTERAS – USA

Il faro di Capo Hatteras, a strisce nere e bianche come l’insegna di un barbiere, è il faro in mattoni più alto del mondo (64 metri) e il più famoso d’America per i suoi 150 anni di vita: una vecchia gloria della tradizione marinara americana.
Nel XIX secolo le navi a vela intraprendevano una navigazione assai impegnativa per doppiare Capo Hatteras, il promontorio più pericoloso di tutta la costa orientale (North Carolina). In quella zona gli uragani montano improvvisi e, d’inverno, i venti di Nord Est trasformano il mare in tempesta. Le secche si formano al largo come delle vere e proprie trappole sottomarine e per i tanti naufragi avvenuti, il luogo è soprannominato la “Tomba dell’Atlantico”.
Presso Capo Hatteras, la Corrente del Golfo corre verso Nord lungo la costa per poi dirigersi verso l’Europa a una velocità che può raggiungere i 4 nodi. Con il vento in prua, le navi dirette a Sud, sfruttavano la spinta della corrente fredda costiera proveniente da Labrador e bordeggiavano lungo la costa fino ad Hatteras. Lì stazionavano, anche per giorni, finchè il vento non girava per poter evitare la Corrente del Golfo e quindi le pericolose secche.
Nel 1999 fu condotta una delle operazioni di ingegneria più complesse e meglio riuscite del secolo. Il faro, 4,4 milioni di chilogrammi di mattoni, granito, marmo, acciaio e ottone, fu spostato (TUTTO DI UN PEZZO!) di circa 800 metri dalla posizione in cui era stato costruito nel 1870, per sottrarlo all’erosione della costa nel sito originario.
Ad oggi, l’implacabile risacca che minacciava di abbatterlo è più lontana di 500 metri. Il faro è al sicuro fra i pini e le querce e, prima che il mare torni a insidiarlo, passerà almeno un secolo.
Cieli sereni
PG

§29

FARO DI TOURLITIS, GRECIA

E’ un faro che sorge su una guglia rocciosa a largo dell’isola di Andros, nell’arcipelago greco delle Cicladi.
Venne costruito nel 1897 di fronte allo stesso castello di Andros, fu parzialmente distrutto durante la II^ guerra mondiale, e restaurato nel 1996.
Nei secoli l’erosione marina ha modellato la colonna di pietra trasformandola in una perfetta scala a chiocciola ed oggi è uno dei fari più fotografati al mondo.
Cieli sereni
PG

§28

LE STELLE CADENTI DI NOVEMBRE

In questi primi giorni di novembre potrà capitare di osservare, alla sera, delle “stelle cadenti”. Si tratta di una pioggia di meteoriti denominate TAURIDI perchè osservabili prevalentemente in direzione della costellazione del Toro (EST, SUD-EST).
Il periodo di visibilità delle Tauridi è compreso tra la fine di ottobre e metà novembre quando la Terra si trova a passare attraverso i frammenti di ENKE, una cometa di circa 5 km di diametro, che orbita attorno al Sole con periodicità di circa 3 anni e mezzo.
Lo sciame delle Tauridi si caratterizza per le dimensioni degli oggetti, più grandi rispetto alla maggior parte degli altri sciami conosciuti, che sono in grado di attraversare il cielo come palle di fuoco luminose e spettacolari.
La colorazione rappresenta la maggiore differenza rispetto agli altri sciami come le più celebri Perseidi, che appaiono bianche e veloci. Le Tauridi sono, invece, gialle o arancioni.
Il bagliore della luna ancora quasi piena renderà più difficile il loro avvistamento questa settimana, ma con l’arrivo della luna nuova (🌚15 novembre), l’osservazione sarà molto più facilitata.
Cieli sereni
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§27

Con che frequenza la Luna blu si verifica proprio il 31 ottobre, notte di Halloween?

RISPOSTA
Ogni 19 anni circa.
Ciò è dovuto al “Ciclo di Metone” che fa ‘ritornare’ la luna con la STESSA FASE (in questo caso piena) nello STESSO GIORNO del calendario.
C’è un però! Dato che esiste la suddivisione del globo in fusi orari puó accadere che la data non coincida per tutti.
FACCIAMO UN ESEMPIO
La luna piena di oggi 31 ottobre si è verificata esattamente quando in Italia erano le 15:54. In molte parti del mondo però, come in Australia, era passata abbondantemente la mezzanotte: a SYDNEY erano le 01:54 del 1 Novembre (!). Dunque per loro non c’è stata la Luna Blu come seconda luna piena di ottobre ma, per celebrarla, dovranno aspettare il 30 novembre prossimo (seconda Luna Piena in un mese.. ma di Novembre! ) 😊.
Per tornare al ciclo di Metone e alla sua relativa “precisione” nei confronti dei calendari, mentre in alcuni territori degli STATI UNITI la ‘LUNA BLU’ venne ammirata nella notte di HALLOWEEN’ nel 2001 (esattamente 19 anni fa! ), altri Stati, però, l’hanno avuta di nuovo oggi, dopo aver atteso ben 65 anni, dal 1955! 😉
Happy Halloween e
Cieli sereni
PG

§26

LA LUNA BLU

Questa sera, 31 ottobre, notte di Halloween, potremo ammirare la “Luna Blu”.
Viene così chiamata la seconda Luna Piena del mese (la prima è stata il 1 ottobre scorso), cosa che accade raramente. Infatti il mese lunare dura circa 29 giorni e la differenza tra un anno solare e un anno lunare determina, ogni due/tre anni circa, una luna piena.. in più.
PERCHÈ È CHIAMATA LUNA BLU ?
Stasera non aspettiamoci di vedere la luna colorata di blu: il nome ‘Luna Blu’ deriva in realtà solo dalla sua presunta rarità. Una espressione inglese once in a blue moon (“una volta ogni luna blu”) è usata per qualcosa che non si verifica frequentemente.
Secondo un’altra versione abbastanza diffusa, sembrerebbe che l’appellativo blue derivi da un vecchio termine inglese, belewe (col significato di betray = tradire) che si assegna alla terza luna piena in una stagione in cui se ne verificano quattro.
Spieghiamolo meglio. Nell’ arco di una stagione (tre mesi) si contano normalmente tre lune piene (una in ogni mese) ma puó capitarne una quarta: la luna piena ‘traditrice’, tra quelle quattro, è la terza, che sembrerebbe annunciare la fine della stagione stessa mentre non è così perchè ve n’è ancora una quarta.
Come esempio, la prossima LUNA BLU accadrà il 22 agosto 2021: non sarà la seconda Luna Piena in un stesso mese MA la terza in una stagione (Estate) che ne avrà quattro e più precisamente:
Inizio Estate 21 giugno 2021
1^ Luna piena 24 giugno 2021
2^ Luna piena 24 luglio 2021
3^ Luna piena 22 agosto 2021 (Luna Blu)
4^ Luna piena 21 settembre 2021
Fine Estate 22 settembre 2021
Cieli sereni
PG

§25

LE ORIONIDI

(21 ottobre 2020)
Questa notte e domani notte, scrutando il cielo, ci potrebbe capitare di ammirare le “ORIONIDI”, uno sciame di meteore che in passato si è manifestato anche con picchi di 20 avvistamenti in un’ ora.
Perché si chiamano ORIONIDI?
Le ORIONIDI devono il proprio nome alla zona del cielo dal quale sembrano provenire (chiamata radiante’) e occupata dalla costellazione di Orione che è riconoscibile, non molto alta sull’orizzonte, in direzione EST (vedi Figura).
Le migliori condizioni (nubi e inquinamento luminoso permettendo) si avranno dopo mezzanotte, quando Orione sarà alla massima altezza e la Luna oramai tramontata (alle 22 circa).
L’ origine delle ORIONIDI
Si tratta dei detriti della cometa di Halley che entrano nell’atmosfera terrestre incendiandosi. La famosa cometa di Halley, è una delle più brillanti comete osservabili ‘passa’ in prossimità del nostro pianeta ogni 75/76 anni.
I meno giovani ricorderanno il suo ultimo passaggio nel 1986 mentre il prossimo “appuntamento” è previsto per il 2061.
Cieli sereni
PG

§662

LA CERIMONIA DELLA MONETA

Capita spesso di leggere la notizia del varo di qualche grossa nave da crociera ma raramente, viene descritta l’antica “cerimonia della moneta” che spesso precede l’evento.
È una tradizione meno nota rispetto a quella della bottiglia di spumante (una volta di vino.. ) che si fa infrangere sul nuovo scafo, sia esso di una piccola imbarcazione sia di una grande unità.
IN CHE COSA CONSISTE?
Come per le importanti costruzioni edili, dove si pone la “prima pietra” con una cerimonia ufficiale, anche sulle navi si compie un particolare gesto all’inizio dei lavori.
Quando le navi erano costruite in legno si infilava una moneta tra lo scafo e la chiglia, proprio nel momento in cui avveniva la prima posa di quest’ultima. Queste monete a volte venivano trafugate e, per evitare questa eventualità, in tempi più recenti si cominciò a saldarle su parti metalliche.
Nei velieri la moneta era posta alla base dell’albero di maestra al momento del suo fissaggio nella scassa (chiamato “Mast Stepping”) così da renderla irraggiungibile, se non in caso di demolizione della nave.
Ancora oggi in qualche cantiere si usa augurare buona fortuna infilando in qualche posto nascosto (sotto l’albero del radar o sotto l’ultimo ponte) una moneta dell’ anno in corso che ricordi per sempre, in maniera celata, l’epoca del varo della nave o dell’imbarcazione.
Chi si occupa di archeologia marina e recupero di relitti sul fondo del mare, sa che il ritrovamento di tali monete spesso ha fornito informazioni utili sull’età dei resti recuperati.
Cieli sereni
PG

§876