LE BANANE A BORDO

Una superstizione marinara, tipicamente inglese, riguarda le banane da evitare a bordo delle navi!
Perché proprio le banane?
Sappiamo dalla nostra esperienza quotidiana che le banane sono sempre le prime a maturare in un cesto di frutta. Se immaginiamo le stive calde e umide delle antiche navi mercantili adibite al loro trasporto, possiamo immaginare come maturassero a vista d’occhio. Il comandante, per questo, doveva necessariamente navigare il più velocemente possibile per evitare la marcescenza del carico.
Di conseguenza le rotte tracciate per il porto di scarico erano le più veloci MA, di certo, NON le più sicure!
Fatto sta che la maggior parte delle navi naufragate nel 1700 avevano le banane nella lista delle merci in stiva.
Altre due teorie sul perché i marinai non amino avere banane a bordo sono le seguenti:
La prima è che queste possono fermentare producendo gas tossici.
La seconda è perché nelle banane si nasconde il temutissimo “Ragno delle Banane” (nome scientifico Phoneutria Nigriventer): è un ragno particolarmente aggressivo il cui morso velenoso può, in alcuni casi, provocare la morte. Un pericolo da evitare!
Cieli sereni
PG

§184

IL COLORE VERDE A BORDO

Una delle più strane superstizioni diffuse tra chi va per mare riguarda il colore VERDE. Si dice infatti che una nave verde, oppure avere a bordo oggetti e indumenti di questo colore, porti sfortuna!
Ma come mai il verde dovrebbe essere di cattivo auspicio in mare?
Qualcuno crede che la sfortuna legata a questo colore derivi dal fatto che un tempo gli ufficiali di marina che morivano a bordo, venivano riportati a casa solo dopo giorni di navigazione
e il loro corpo assumeva il tipico colore verdastro di un cadavere in stato di decomposizione.
Per altri, invece, questo colore è associato alla muffa o all’ossido che si poteva formare sui materiali di costruzione della nave (scafo, alberi ecc.) e sul cibo. È facile intuire quanto potesse essere sconveniente rilevarne la presenza durante la navigazione: il legno delle navi di una volta veniva attaccato dalle teredini e dai denti di cane i quali apparivano verdi se visti da bordo.
[Nella foto il brigantino a palo Alexander von Humboldt, inconfondibile con le sue vele verdi..].
Cieli sereni
PG

§183

🇯🇵 BANZAI ! 🇯🇵

万歳
La locuzione 万歳 (banzai) è una esclamazione giapponese comune in numerose lingue e culture dell’Estremo Oriente che trae la sua origine dall’antica espressione cinese wànsuì (萬歲).
Il suo significato letterale “Diecimila anni!” è reso in italiano come “Lunga vita!” o “Che tu possa vivere a lungo!”, essendo il numero diecimila utilizzato in Cina per esprimere, in generale, una grossa quantità, infinita.
Originariamente utilizzata come un augurio rivolto all’Imperatore, oggi vuole esprimere genericamente gioia, incoraggiamento o entusiasmo.
Cieli sereni e.. 万歳!
PG

§182

PERCHÈ I MARINAI PORTAVANO GLI ORECCHINI?

Leggendo vari testi e consultando il web, capita di imbattersi nelle più svariate teorie sul perché i marinai, nel passato, indossassero gli orecchini.
Secondo le usanze della vecchia marineria, per qualsiasi pirata, l’orecchino, insieme alla benda e alla bandana, costituiva un ‘accessorio’ fondamentale perchè si credeva portasse fortuna e proteggesse dall’annegamento oltre che tener lontano lo scorbuto.
Si diffuse in Inghilterra nella seconda metà del ‘500 quando, attraverso le rotte per l’Asia, i marinai europei conobbero pratiche come il ‘body piercing’ e l’agopuntura (con le relative mappe dei punti di pressione).
L’ orecchino (in oro) rappresentava il loro tesoro: se fossero morti in navigazione e gettati in mare, i marinai avrebbero trovato la pace nell’aldilà solo se il loro corpo fosse stato seppellito a terra: l’orecchino rappresentava la ricompensa per chi mai, trovato il loro cadavere restituito dal mare, si fosse occupato della sepoltura.
Alcuni vi incidevano addirittura il nome della loro città natale (come si usa nelle piastrine dei militari) per far si che potessero essere sepolti in patria.
Alcuni hanno scritto, invece, che per assicurarsi una degna sepoltura i marinai portavano delle monete nella cintura.
Si pensava anche che il buco all’orecchio potesse migliorare la vista, fondamentale in mare, per individuare scogli pericolosi e vascelli nemici.
(Gli agopunturisti di oggi utilizzano i punti di pressione sui lobi delle orecchie proprio per la cura dei problemi di vista).
Secondo alcune versioni, i marinai portavano un solo orecchino d’oro, mentre secondo altre, ne portavano più di uno in ricordo di navigazioni importanti, come l’attraversamento dell’Equatore o il doppiaggio di Capo Horn.
In quest’ultimo caso se il passaggio era avvenuto da Ovest verso Est si forava l’orecchio sinistro (quello rivolto verso il Capo), mentre il destro si forava per il passaggio da Est verso Ovest (assai più arduo contro venti e correnti predominanti).
Il massimo numero di orecchini era 4, due per lobo, e venivano indossati dopo aver doppiato ciascuno dei seguenti 4 Capi: 
Capo HORN (Sud America)
Capo di BUONA SPERANZA (Sud Africa)
Capo FINISTERRE (Nord della Spagna)
Capo LEUWEEN (Sud Australia). 
Piu’ orecchini venivano sfoggiati, più si dimostrava di essere un “Lupo di Mare” così da incutere timore e ottenere rispetto dai subalterni oltre che darsi un’ aria… furbesca.
Si legge, inoltre, che “i marinai omosessuali dichiaravano la loro disponibilità a rapporti al resto dell’equipaggio con l’orecchino indossato sul lobo destro”.
Ma qualunque sia la verità, gli orecchini dei marinai, erano sempre a forma di anello per testimoniare, infine, il loro…….sposalizio con il mare!
Cieli sereni
PG

§180

Giorgio Armani veste i nostri atleti ai giochi olimpici, come ormai fa ininterrottamente dal 2012.

«Per il team Italia a Tokyo ho creato capi con dettagli visivi che sono un omaggio al Giappone.. », ha dichiarato lo stilista.
Evidente, nella grafica, l’omaggio al Giappone. Il disco tricolore posto sul davanti di tute e polo riprende la bandiera del Paese del sol levante, e i caratteri della scritta Italia che percorre in verticale la parte posteriore dei capi, con la lettera T a forma di torii, il tradizionale portale simbolo di ingresso alle aree sacre.
Giorgio Armani ha firmato anche la divisa ufficiale indossata dagli atleti nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici.
Non ho niente contro G. ARMANI ma, secondo voi, si poteva fare meglio? 😉

§179

LA LUNA PIENA DEL CERVO

Nella notte tra domani, venerdì 23, e Sabato 24 luglio (precisamente alle 04.37, prima dell’alba), avremo la LUNA PIENA DEL CERVO! e il nostro satellite, meteo permettendo, sarà ben visibile nelle ore dopo il tramonto.
Questa volta la Luna avrà una dimensione apparente minore (è in punto della sua orbita più lontano dalla Terra), ma il suo appellativo mantiene sempre un suo fascino: è così chiamata, perchè legata alla tradizione e a determinati eventi stagionali.
In questo caso, luglio, è il mese in cui le corna dei cervi finiscono la loro crescita e raggiungono la massima lunghezza.
Tra gli altri nomi usati ci sono quello di Luna del Tuono, per via degli eventi temporaleschi frequenti in questo periodo, oppure Luna del Salmone, espressione usata dagli indiani dell’Alaska per riferirsi al ritorno di questi pesci nelle acque dei loro territori.
CURIOSITÀ:
Il mese di luglio, quest’anno, fa registrare 5 fasi lunari (la regola è di 4): infatti la ‘fase di ultimo quarto’ (questa 👉 🌗) si è già verificata il 1 luglio e si ripeterà il 31 luglio così come indicato nel seguente schema:
🌗 1 luglio Ultimo Quarto
🌑 10 luglio Luna Nuova
🌓 17 luglio Primo Quarto
🌕 24 luglio Luna Piena
🌗 31 luglio Ultimo Quarto
Se nel mese ci fossero state, invece, 2 Lune Piene (anche questo un evento raro!) la seconda sarebbe stata denominata, per tradizione, LUNA BLU!
Ma di questa ne parleremo ad agosto.
Cieli sereni
PG

§178

MACCHE’ LUNA ROSSA!

No, non ci sarà nessuna eclissi lunare “di sangue”!
La notizia (guarda il video) di una fantomatica eclissi di Luna che dovrebbe avvenire il 27 luglio prossimo, è ricomparsa ultimamente su alcuni siti, social e testate giornalistiche.
Quella eclissi, soprannominata “Eclissi di Sangue”, non ci sarà! In realtà un’eclissi lunare, veramente lunga e spettacolare, accadde nel luglio 2018.
Cosa può essere successo? Probabilmente è stata rilanciata la notizia di allora senza prestare la dovuta attenzione alla data di pubblicazione. Rimane valida, in ogni caso, la spiegazione del fenomeno nel video.
Concludendo non ci resterà che consolarci con la “Luna Piena del Cervo” di sabato prossimo 24 luglio.
Cieli sereni
PG

§177

IL MASCARET

Saint-Pardon è un piccolo paese della Francia situato del dipartimento della Gironda situato sulle rive della Dordogna. Un centro molto grazioso, come ce ne sono molti, ma in realtà è un luogo dove accade un raro fenomeno.
È proprio qui, infatti, che si crea un’insolita onda che prende il nome di “MASCARET”. Si tratta di un’onda di marea che penetra e risale lungo il fiume. Semplificando, il fenomeno si manifesta quando durante un’alta marea, un’onda si alza alla foce del fiume e si riversa dentro allo stesso ad una velocità piuttosto sostenuta.
Nei punti dove l’acqua è più bassa la si vede rovesciarsi in avanti, mentre dove è più profonda corre liscia per molte centinaia di metri.
Il Mascaret si verifica in Francia anche sulla Senna, sulla Garonna ed in altri Paesi del mondo come nel fiume Severn in Gran Bretagna, sull’Elba in Germania, nel Rio delle Amazzoni (dove viene chiamato Pororoca) e nella baia di Fundy, in Canada.
La caratteristica comune a tutte queste località è che il fiume sfocia in mare a delta (ad imbuto) risultando a volte molto pericoloso per la navigazione.
Infine in Cina, ogni anno, nella baia di Hangzhou, sulla foce del fiume Qiantang (Drago d’argento), enormi onde marine risalgono il fiume per infrangersi contro gli argini del fiume stesso (Vedi foto). Queste onde di ritorno assumono dimensioni impressionanti, talvolta dalla forma di un vero e proprio muro di acqua, altre volte come schiuma turbolenta, possono toccare diversi metri d’altezza (un palazzo di due piani) e una velocità di 40 km orari!
Il fenomeno, noto da centinaia di anni, si verifica a partire dal diciottesimo giorno dell’ottavo mese lunare cinese, quando la Luna è piena e l’attrazione gravitazionale che esercita sulla Terra è massima, provocando così maree particolarmente intense. Dura circa una settimana e attrae ogni anno migliaia di turisti, fotografi e…. surfisti !
Come tutti i fenomeni naturali va osservato con prudenza e non sottovalutato, come invece purtroppo accadde nel 1993 provocando così la morte di circa 60 persone.
Negli ultimi anni, sono stati messi alcuni manichini vicino agli argini per mostrare ai curiosi che fine potrebbero fare, se si avvicinassero troppo.
Di seguito un video delle gigantesche onde del fiume Qiantang.
Cieli sereni
PG
https://youtu.be/IJ6VDZ1waHo

§176

LA FESTA DEL REDENTORE E LA VOGA ALLA VENETA

In questo weekend Venezia celebra la Festa del Redentore in ricordo della fine della peste del 1575 e la costruzione (nel 1576) della Chiesa palladiana sull’isola della Giudecca.
Una tradizione che si rinnova da quasi 5 secoli: ieri, sabato precedente la terza domenica di luglio, si sono svolte le solennità religiose e alla sera il grande spettacolo di fuochi d’artificio nel bacino di San Marco.
Oggi, domenica, prendono il via le tradizionali regate nel Canale della Giudecca. Diciotto regatanti veneziani si sfideranno a colpi di remo per aggiudicarsi il titolo nella gara di “voga alla veneta” della festa più sentita dai veneziani. Sono tre le sfide per i 9 equipaggi che gareggiano su gondole e pupparini a due remi, ognuno di colore diverso: dal viola al «canarin», dal celeste al «marron», dal bianco al rosa, rosso, verde e arancio. Tutto secondo una tradizione che va avanti dal 1843, nata per permettere alla gente di seguire più facilmente la gara da riva. Ecco il percorso: partenza dal Redentore e attraversamento del Canale della Giudecca, quello del Canale di Fusina, poi il cosiddetto «giro del paleto» all’altezza di S.Giorgio in Alga per poi ritorno nei pressi della Chiesa del Redentore dove si proclama il vincitore. Si tratta di una gara che Venezia rinnova da oltre cento anni, dal 1920, con un periodo di interruzione dal ’25 al’ 57, cioè a ridosso della Seconda Guerra mondiale e nel Dopoguerra.
CURIOSITÀ
Il pupparino o pupparìn (anche puparin) è una tipica imbarcazione della Laguna di Venezia, (vedi foto) dotata di forme molto eleganti, seconde soltanto a quelle della gondola.
Cieli sereni
PG

§175