ACCADDE OGGI (IERI)

4 Agosto 1906
IL NAUFRAGIO DEL SIRIO
Il SIRIO, un piroscafo italiano adibito al trasporto di emigranti, naufraga di fronte alle coste di Capo Palos (Spagna). Nel naufragio muoiono tra le 300 e le 500 persone.
L’evento rappresenta uno dei più gravi disastri navali della marina mercantile italiana e una delle peggiori sciagure, insieme a quelle dei piroscafi Utopia e Principessa Mafalda, in cui furono coinvolti emigranti italiani diretti nelle Americhe.
La nave era salpata da Genova il 2 agosto per Buenos Aires con scali previsti a Barcellona, Cadice, Gran Canaria, Capo Verde, Rio de Janeiro, Santos e Montevideo.
Il giorno 4 la nave, in navigazione tra Barcellona e Cadice, passa di fronte a Capo Palos, sulla costa mediterranea della Spagna. In quel punto il promontorio si estende sotto il livello del mare per poi riemergere a formare le Isole Hormigas (Formiche). I fondali sulla immaginaria linea congiungente il capo e le isolette sono molto bassi: appena tre o quattro metri.
Le rotte marittime dell’epoca girano pertanto all’esterno delle isole per evitarle e a tal proposito sopra Capo Palos è presente, dal 1864, un faro che segnala la pericolosità di quel tratto di costa.
Verso le quattro del pomeriggio, la nave, navigando a tutta forza, si incaglia vicino al capo a causa della rotta troppo vicina alla costa. La prora viene vista innalzarsi con violenza dall’acqua per via della forte velocità.
Nell’impatto violentissimo le lance di salvataggio sono messe fuori uso e molti passeggeri vengono scagliati in mare per il contraccolpo e annegano.
L’acqua entra subito nelle cabine, poi invade i corridoi e infine lo spazio di poppa e la sala macchine. In questa zona della nave si trovano numerose donne e bambini che rimangono incastrati senza poter uscire e senza poter essere soccorsi.
Dal momento che l’incidente è avvenuto in pieno giorno e a pochi chilometri dalla costa i soccorsi partono immediatamente.
Da Capo Palos salpano dei pescherecci per il recupero dei naufraghi. Il comandante di uno di questi, Miguel Vicente Buigues, fa addirittura accostare la sua nave alla murata del Sirio, imbarcando più di trecento naufraghi. Ma la sua barca non ha carico a bordo e la presenza di tante persone in coperta rischia di farla rovesciare. Nonostante gli inviti, i passeggeri del Sirio, impauriti, non vogliono scendere sotto coperta ed è necessario minacciarli con una pistola per farli obbedire.
In soccorso giungono anche due piroscafi che in quelle ore stanno doppiando Cabo Palos: il francese Marie Louise e l’austroungarico Buda.
A causa della presenza a bordo di numerosi clandestini non fu mai possibile stabilire quante gente fosse realmente imbarcata sul Sirio e quanti fossero annegati. Tra le vittime del naufragio vi fu il vescovo di San Paolo del Brasile, José de Camargo Barros.
A questo episodio è dedicata una canzone cantata anche da Francesco De Gregori, Il tragico naufragio della nave Sirio.
Cieli sereni
PG
https://youtu.be/aDbuCqS_wm8

§193

LA LEGGENDA DI COLAPESCE

Nicola, detto Cola, è il figlio di un pescatore di Messina. Cola ha una grande passione per il mare e passa le sue giornate in acqua, più per gioco che per pescare e ha un tale amore per i pesci che, per farli vivere, ributta in mare tutti quelli che il padre pesca.
Rimane lontano da casa per giorni ed al suo rientro, descrive ai familiari i posti meravigliosi visti negli abissi e le specie animali che li abitano.
Cola, nel tempo, si trasforma in un “uomo_pesce” per le sue capacità di rimanere sott’acqua per ore e ore. Cambia così il suo nome in COLAPESCE e diventa di grande aiuto per i marinai come avvisatore di burrasche ed anche come corriere, viste le sue abilità natatorie.
La sua fama aumenta a tal punto che anche il Re di Sicilia Federico II vuole conoscere questo ragazzo-pesce e verificarne le decantate capacità.
Al loro incontro, il Re getta una coppa d’oro in mare e chiede al ragazzo di riportargliela. Al ritorno Colapesce gli racconta il paesaggio marino che ha visto ed il Re gli regala la coppa.
Il Re decide quindi di buttare in mare la sua corona ed il ragazzo impiega due giorni e due notti per trovarla. Al suo ritorno egli racconta al Re d’aver visto che la Sicilia poggia su tre colonne, una solidissima, la seconda danneggiata e la terza scricchiolante a causa di un fuoco magico che non si spegne.
Il Re, incredulo nel sentire queste assurde storie, decide di continuare a mettere alla prova il giovane e preso un anello dalla mano di una graziosa fanciulla che si trovava accanto a lui, lo lancia in acqua. Colapesce è titubante, ma avendo visto lo sguardo triste della povera ragazza e sentite le accuse di codardia da parte del re, pur sapendo di rischiare la vita, decide ugualmente di buttarsi in acqua
Porta con sé un sacchetto di lenticchie e un pezzo di tronco di fèrula e dice al re che, se avessero visto risalire a galla le lenticchie e l’anello, lui non sarebbe più risalito.
Passano i giorni e, quando ormai le speranze vanno affievolendosi, le lenticchie ricompaiono in superficie insieme alla fèrula ardente. Di Colapesce invece non si sa più nulla: c’è chi dice che sia rimasto negli abissi a sorreggere (come fa tuttora!) la colonna danneggiata, per impedire alla Sicilia d’affondare.
Questa affascinante leggenda racchiude un specifica simbologia;
I tre oggetti lanciati dal Re hanno un significato simbolico: la coppa d’oro rappresenta la ricchezza, la corona il potere e l’anello l’ amore. E proprio per quest’ultimo Colapesce sacrifica se stesso. Egli ama la sua terra e non vuole che perisca: una prova del profondo legame che unisce tutti i siciliani con il proprio mare.
Se ogni tanto la terra tra Messina e Catania trema un po’, è solamente perché Colapesce, quando è stanco di sorreggere la Sicilia, cambia spalla ed è allora che l’Isola trema e si verificano i terremoti. (Da bluoltremare e ilvomere)
Cieli sereni
PG

§192

ACCADDE OGGI..

3 AGOSTO 1492
Cristoforo Colombo parte alla scoperta del Nuovo Mondo salpando da Palos de la Frontera e facendo rotta verso le Isole Canarie.
Dopo uno scalo di circa un mese a La Gomera per riparare il timone della Pinta e per modificare la velatura della Niña, le tre navi ripresero il largo spinte dagli ALISEI, dei quali Colombo conosceva sicuramente l’esistenza. Questi venti spirano sempre da Nord-Est verso Sud-Ovest formando stabilmente una striscia di nuvole nel cielo, tanto che l’ammiraglio, nel giornale di bordo, scrisse: «Si naviga come tra le sponde di un fiume».
Cieli sereni
PG

§191

COSA È UN CICLONE ?

Per CICLONE si intende un potente movimento rotatorio di masse d’aria che può crearsi sulla superficie terrestre intorno a un centro di bassa pressione: il senso di rotazione, per effetto della rotazione terrestre, è antiorario nell’emisfero nord e orario in quello sud.
COME SI FORMA UN CICLONE?
Il ciclone è un fenomeno determinato dalle alte temperature che in certe zone, soprattutto equatoriali, creano al suolo centri di minima pressione dovuti all’ascesa di aria. Verso tali centri, per compensazione, l’aria (i venti) al suolo converge a spirale.
I cicloni si distinguono in ‘tropicali’ (ai quali spetta propriamente l’appellativo di cicloni) ed ‘extra-tropicali’ a seconda delle latitudini a cui si formano.
I primi sono molto più intensi come forza del vento ma di minore durata.
URAGANO o TIFONE ?
DUE NOMI PER UN CICLONE.
I cicloni tropicali possono avere un diametro di centinaia di chilometri e si formano sugli oceani a cavallo dell’equatore e, a seconda di dove si dirigono, prendono nomi diversi: URAGANO (hurricane, negli Usa, da huracan, che significa “dio del male” in lingua caraibica), TIFONE (typhoon, in Asia), WILLY-WILLY (in Australia) e BAGUYO (nelle Filippine).
DA TEMPESTA TROPICALE A URAGANO.
I meteorologi definiscono uragano soltanto i venti di eccezionale intensità.
Se i venti si mantengono sotto i 120 km/h si parla di “tempeste tropicali”; a velocità maggiori, i cicloni vengono definiti uragani.
.. E COSA È UN ANTICICLONE?
In questo periodo estivo in molti parlano di ANTICICLONI che, oltre a regalarci giornate di bel tempo, sono responsabili di queste ondate di grande calore.
Un anticiclone, o alta pressione, ha origine, al contrario dei cicloni, da flussi atmosferici discendenti: si tratta, quindi, di aria più pesante che si comprime verso il suolo e si espande verso l’esterno, generando appunto alta pressione, e ruotando in senso orario nell’emisfero boreale e in senso antiorario in quello australe.
Per quanto riguarda l’Italia i principali anticicloni che influenzano il clima sono:
L’ “anticiclone delle Azzorre”, che d’estate può coprire quasi tutto il Mediterraneo, mentre d’inverno tende a ritirarsi verso i suoi luoghi di origine, le Isole Azzorre, appunto. (Nelle stagioni intermedie il suo continuo spostamento porta invece tempo variabile).
L’ “anticiclone Africano” o subtropicale che staziona sull’Africa Sahariana e che nei mesi estivi trasporta aria verso le nostre latitudini a temperature veramente alte.
Cieli sereni
PG

§190

Festa degli uomini

L’8 marzo è la data ben nota in cui ricorre la Festa della Donna ma nessuno sa, che c’è una giornata dedicata agli uomini, si tratta proprio del 2 agosto. Una festa che ancora non si è diffusa molto in Italia ma che viene celebrata soprattutto in provincia di Udine. La ricorrenza prende spunto da un avvenimento risalente all‘epoca napoleonica. Si narra infatti che i soldati delle ultime fila indossavano delle calzamaglie molto strette. A questi sfortunati soldati veniva imposto, per una questione di uniforme, di tenere entrambi i testicoli spostati a sinistra della cucitura della calzamaglia. Da qui il detto “les deux à gauche” ovvero due a sinistra.
Pare che in seguito l’affermazione “deux à gauche” sia diventata “deux de août” che significa proprio due di agosto. Nessun avvenimento serio da ricordare come accade per la festa della donna, ma solo per il piacere di festeggiare e celebrare l’uomo. Ma ad essere celebrati, più che gli uomini in quanto tali, sono i loro genitali! Ogni anno, infatti, a Monteprato di Nimis accorrono migliaia di visitatori, soprattutto coppie. In occasione della Festa degli Uomini è tradizione ricevere la benedizione per un anno ricco di fertilità.
Durante la festa sfila per le vie cittadine un’enorme statua in legno rappresentante l’organo sessuale maschile. Tutto ciò può sembrare assurdo o strano, ma migliaia di visitatori prendono parte ogni anno a questa ricorrenza per celebrare l’uomo. La statua è realizzata a mano e l’usanza vuole che le donne la tocchino come buon augurio per la loro fertilità. Dunque un modo completamente diverso per festeggiare l’uomo rispetto alla donna ma che nelle zone limitrofe sta prendendo sempre più piede. E chissà che tra qualche anno non diventi una vera e propria “festa istituzionale” come avviene per l’8 marzo. Ma se alle donne viene regalata la mimosa, cosa potrà mai essere regalato agli uomini?
(Da velvetgossip)
PG

§189

ACCADDE OGGI

31 LUGLIO 1498
In questo giorno, durante il suo terzo viaggio, Cristoforo Colombo scopre le Isole di TRINIDAD e TOBAGO 🇹🇹.
Diede il nome spagnolo “Trinidad” all’isola più grande in omaggio alla Santissima Trinità, mentre probabilmente il nome “Tobago” viene dalla forma di sigaro dell’isola minore (in spagnolo “tobaco”).
Altri sette Paesi devono il loro nome al famoso navigatore e le loro origini sono descritte nel Dizionario World Place-Names di Oxford.
🇰🇳 Saint Kitts e Nevis
🇱🇨 Santa Lucia
🇻🇨 Saint Vincent e Grenadine
Questi Paesi devono il loro nome alla scelta di tre Santi: Christopher (abbreviato a Kitts), Lucia e Vincenzo.
🇦🇬 Antigua e Barbuda
Colombo scelse questo nome in onore alla chiesa di S. Maria de la Antigua di Siviglia.
🇩🇲 Dominica
Scoperta da Colombo di domenica
🇨🇷 Costa Rica
Probabilmente chiamata così dal navigatore perché quando sbarcò vide gli abitanti che indossavano dell’oro, senza però rendersi conto che si trattava di un metallo importato.
🇨🇴 Colombia
Effettivamente non fu subito battezzata così, ma ne prese il nome nel 1863.
Cieli sereni
PG

§188

“Coloro che eliminano dalla vita l’amicizia, eliminano il sole dal mondo”.

L’importanza degli amici, nella nostra vita, era già chiara secoli fa a Cicerone.
Secondo lui siamo nati affinché ci fosse fra tutti una sorte di legame e l’amicizia non è nient’altro che una grande armonia di tutte le cose umane e divine, insieme con la benevolenza e l’affetto.
L’affetto più disinteressato, la famiglia che ti scegli.
OGGI 30 LUGLIO, si celebra la “Giornata Mondiale dell’Amicizia” per promuovere questo sentimento tra persone, Paesi, culture ed ispirare sforzi di pace.
In alcuni Paesi la Giornata cade in altri giorni dell’anno: in India è la prima domenica di agosto mentre in Argentina, Brasile, Spagna e Uruguay viene celebrata il 20 luglio.
Cieli sereni
PG

§187

STELLE CADENTI DI FINE LUGLIO

Per gli appassionati le prossime notti si riveleranno interessanti per il probabile avvistamento di due distinti sciami meteorici.
Il fenomeno è dovuto al fatto che la Terra in questo periodo (in un tratto della sua orbita annuale) attraversa una zona dello spazio dove fluttuano detriti lasciati da comete che orbitano intorno al Sole. Ciò determina il fenomeno delle cosiddette “stelle cadenti”, che altro non sono che frammenti che si incendiano nell’impatto con la nostra atmosfera.
DELTA ACQUARIDI
Il primo sciame, come suggerisce il nome DELTA ACQUARIDI, sembra provenire dalla costellazione dell’Acquario che si trova nel cielo in direzione sud-est, tra il Capricorno e i Pesci. Si tratta delle ‘tracce’ della cometa (96P-MACHHOLZ) che orbita intorno al Sole in 5 anni.
Il periodo di osservazione va dal 12 luglio al 19 agosto di ogni anno, ma il picco si registra in queste notti di fine mese.
È prevista una frequenza di circa 20 meteore ogni ora ma lo spettacolo potrebbe essere in parte offuscato dalla presenza della Luna, che, pur in fase calante è ancora piuttosto luminosa nel cielo.
ALFA CAPRICORNIDI
I giorni a cavallo tra luglio e agosto non saranno caratterizzati solo dalle Delta Aquaridi, ma anche dalle ALFA CAPRICORNIDI visibili fino a metà agosto.
Queste meteore, a differenza delle altre, appaiono lente e brillanti e spesso sono caratterizzate da un’esplosione finale molto luminosa.
In questo caso i frammenti che vengono “investiti” dalla nostra atmosfera sono della cometa 169 P/NEAT individuata appena nel 2002.
La direzione di osservazione è nel Capricorno, proprio vicino all’Acquario e la frequenza di osservazione molto più bassa: circa 5 meteore all’ora.
CONSIGLI
– Per godersi lo spettacolo sarebbe ideale recarsi in un luogo elevato o poco abitato, con scarso inquinamento luminoso e con un’ampia visuale dell’orizzonte.
– Dare agli occhi un tempo di adattamento all’oscurità, spegnendo lo smart phone e ogni altra fonte di luce per almeno mezz’ora.
– Infine confidare, come sempre, in un…
…. cielo sereno!
PG

§186

ACCADDE OGGI…. 155 anni fa!

27 luglio 1866
Viene completata la stesura del primo cavo transatlantico che consentirà le trasmissioni via telegrafo.
L’opera fu realizzata dal transatlantico GREAT EASTERN. Al momento del suo varo (1858) la nave era la più grande del mondo: lunga 210 metri e una stazza superiore alle 20.000 tonnellate.
Fu modificata come nave posacavo e partì dalla costa occidentale dell’Irlanda verso il Canada. Raggiunse la costa di Terranova, il 27 luglio 1866 (155 anni fa!).
Con questo cavo lungo circa 3430 km (1850 miglia nautiche) l’Europa e l’ America potevano finalmente comunicare in tempo reale.
CURIOSITÀ:
Dopo la prima trasmissione transoceanica – l’evento fu celebrato come l’ “ottava meraviglia del mondo”.
Appena entrata in servizio, la stazione telegrafica trasmetteva 3 mila messaggi al giorno, ad un costo medio di 5 dollari a parola e rimase operativa fino al 1965.
Il Great Eastern costituisce l’ambientazione del romanzo di Giulio Verne Una città galleggiante del 1870.
Cieli sereni
PG

§185