Nave Vespucci sta navigando in Oceano Atlantico alla volta di Cadice

LA VERGA SECCA
Nell’ immagine più grande a destra il comandante Bitta ha notato che il pennone più largo e più basso dell’albero poppiero in primo piano, (pennone di MEZZANA) è sprovvisto di vela !
Per questo viene chiamato “VERGA SECCA” : ne è sprovvisto in quanto questa vela toglierebbe vento a quella che gli sta davanti, il “trevo di maestra”, che è la vela più grande di tutta la nave.
CURIOSITÀ
La verga secca, occasionalmente, può essere armata con una vela di forma triangolare chiamata “ZIZZA DI MONACA” (foto piccola in basso a sinistra). 
(Bitta tunc primum scripsit XVI VI MMXX)
Cieli sereni
PG

§1246

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…il 23 agosto 1966
60 anni fa !
Viene scattata la prima fotografia della Terra …dalla Luna!
L’immagine viene catturata dal satellite Lunar Orbiter 1  in orbita lunare allo scopo di acquisire foto del nostro satellite per scegliere siti idonei agli atterraggi delle future missioni Apollo.
La foto, che presenta numerosi difetti e strisce, è quella originariamente acquisita e mostrata al mondo. 
SULLA LUNA LA TERRA NON TRAMONTA MAI !
 
Se ci trovassimo sul suolo lunare non vedremmo la Terra tramontare ( …nè sorgere) come invece potrebbe sembrare dalla foto. 
Infatti, a causa della rotazione sincrona() del nostro satellite, non vedremmo la Terra muoversi sulla volta celeste come noi, dalla Terra, vediamo la Luna.
(
) La Luna fa un giro su se stessa esattamente nello stesso tempo che impiega a fare un giro completo intorno alla Terra (27 giorni, 7 ore e 43 minuti).
La Terra, però, NON mostrerebbe sempre la stessa faccia (come invece fa la luna verso di noi) MA osserveremmo la rotazione dei continenti così come il continuo variare del profilo delle nubi della nostra atmosfera.
CURIOSITÀ
La fama di questo straordinario scatto durò ben poco. Poco più di due anni dopo, il 24 dicembre 1968, l’astronauta William Anders, nel corso della missione Apollo 8, scattò, dall’orbita lunare, una foto a colori del nostro pianeta.
Questa seconda fotografia, nota come “Earthrise”, inclusa da LIFE tra le “100 fotografie che hanno cambiato il mondo”, fece cadere nel dimenticatoio l’immagine del Lunar Orbiter.
(Bitta tunc primum scripsit XXIII VIII MMXXI)
Cieli sereni
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§1370

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…il 22 agosto 1851
Il 22 agosto 1851 a Cowes, attorno all’Isola di Wight, lo yacht America (foto) batte la flotta britannica e conquista il trofeo allora noto come Coppa delle 100 Ghinee
È la prima vittoria di quella che, da quel giorno si chiamerà AMERICA’S CUP.
L’imbarcazione era uno schooner spesso erroneamente tradotto in italiano con goletta.
COSA È UNO SCHOONER ?
La SCHOONER è un tipo di nave a due o più alberi, generalmente inclinati verso poppa e dotati di vele auriche. L’ albero di maestra è collocato a poppa ed è più grande e più alto dell’albero di trinchetto posizionato a prua.
Nella GOLETTA non c’è questa differenza tra i due alberi anche se l’albero di maestra rimane quello posto a poppavia. Nel caso di goletta a 3 alberi (goletta a palo), l’albero di poppa (mezzana) è più piccolo.
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§1368

XX GIOCHI DEL MEDITERRANEO

Oggi venerdì 21 agosto, a Taranto, la cerimonia di apertura darà ufficialmente il via alla XX edizione dei Giochi del Mediterraneo.
Il logo della manifestazione, è formato da due “X” antropomorfizzate, che compongono il 20 (numero di questa edizione) scritto in caratteri romani e richiamano le linee del monumento al marinaio, realizzato dallo scultore Vittorio Di Cobertaldo nel 1974 e ubicato a Taranto in prossimità del Canale Navigabile che collega il Mar Grande con il Mar Piccolo, proprio nei pressi del Ponte Girevole e di fronte al Castello Aragonese.
Il rosso e il blu che li caratterizzano richiamano i colori identitari della città, mentre i caratteri e i segni rievocano le sue origini greche.
Il disegno fu realizzato dall’Istituto “Gaetano Salvemini” di Talsano nell’ambito di un concorso bandito nel 2019.
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§1366

18° giorno di navigazione atlantica per Nave Vespucci in rotta verso Ponta Delgada – Azzorre (Por…

IL BELVEDERE E IL CONTROBELVEDERE
Il belvedere e il controbelvedere sono termini della marina velica per indicare due specifiche vele quadre superiori che si trovano sull’albero di poppa (albero di mezzana).
BELVEDERE
È una vela quadra che si trova nella parte alta della mezzana.
È posta alla base dell’alberetto e prende il nome dal rispettivo pennone di belvedere (l’asta di legno che la sostiene).
CONTROBELVEDERE
È la vela quadra più piccola e la più alta in assoluto dell’albero di mezzana.
È posizionata sopra il belvedere ed ‘inferita’ (legata) al pennone di controbelvedere.
È una delle prime vele a essere serrata quando il vento diventa troppo forte.
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§1364

IL RAGGIO VERDE

Si tratta di un fenomeno dovuto alla rifrazione della luce solare nell’aria; i raggi solari radenti, attraversando uno strato spesso dell’atmosfera, vengono scomposti come un prisma nelle varie componenti colorate, e fra queste si distingue il verde per contrasto con la tonalità generale giallo-arancione del cielo. 
CURIOSITÀ
Questo fenomeno, chiamato “raggio verde”, ha sempre ispirato poeti e scrittori. Jules Verne gli dedicò il romanzo omonimo, e il regista francese Rohmer girò il film “Le Rayon vert” che nel 1986 vinse il Leone d’oro a Venezia.
LEGGENDA O TRADIZIONE?
La leggenda legata al fenomeno, che si verifica quando l’acqua e gli astri si incontrano per un breve ma intenso momento come se fossero due amanti, è molto radicata nelle isole del Golfo di Napoli.
A Ischia si narra che solo le persone pure di cuore e che si affacciano dalla terrazza della chiesetta di Santa Maria del Soccorso, siano in grado di vedere il raggio verde smeraldo. Credenza che in qualche modo trova riscontro nel citato romanzo di Verne: “Chi lo vede riesce a leggere meglio nei propri sentimenti e in quelli degli altri”.
A Capri, invece, al fenomeno è stato dedicato addirittura il belvedere dinanzi a Villa Lysis. Qui il raggio è interpretato come simbolo di cambiamento come ricordato da una maiolica affissa sul posto.
(Bitta tunc primum scripsit XX IV MMXX)
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§1362

16° giorno di navigazione atlantica per Nave Vespucci in rotta verso Ponta Delgada – Azzorre (Por…

L’ AUGELLETTO
L’ AUGELLETTO (o UCCELLINA) è il più alto dei fiocchi che puo’ issare il Vespucci ed ha una superficie di 99 m² (indicato dalla freccia).
A bordo i fiocchi (vele sempre pronte all’uso) sono 5.
Nella foto, dall’alto, si distinguono l’ augelletto, il controfiocco, il fiocco, il gran fiocco e la trinchettina. 
I fiocchi, come i 4 stralli, sono vele latine (di forma triangolare) ed insieme alla randa sono disposti sull’asse longitudinale della nave.
CURIOSITÀ
Si potrebbe erroneamente pensare che le vele “latine” debbano l’origine del loro nome al popolo dei Latini ma non è così: per la loro forma erano chiamate vele alla trina (cioè a triangolo) per distinguerle dalle vele cosiddette alla quadra, di forma rettangolare o trapezoidale.
(Bitta scripsit XVIII VIII MMXX)
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§1360

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…il 17 agosto 1977
Il 17 agosto 1977, alle ore 04:00 (ora di Mosca), il rompighiaccio sovietico Arktika diviene la prima nave di superficie nella storia a raggiungere il Polo Nord geografico (90° N).
L’impresa fu guidata dal capitano Yuri Kuchiev, rompendo gli spessi strati di ghiaccio del Mar Glaciale Artico grazie alla potenza della propulsione nucleare dell’unità.
Il significato storico dell’impresa fu la dimostrazione della fattibilità della navigazione di superficie in zone estreme e dell’efficacia della propulsione atomica.
In alto a destra dell’immagine la foto dell’ARKTIKA al Polo con la firma del comandante Yuri S. KUCHIEV e del capo spedizione Timofey GUZHENKO.
Cieli sereni
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§1375

14° giorno di navigazione atlantica per Nave Vespucci che sta facendo rotta verso Ponta Delgada -…

GLI “SCOPAMARE”
Gli SCOPAMARE sono vele rettangolari o trapezoidali aggiuntive, che il Vespucci può issare lateralmente a entrambe le estremità del pennone di trinchetto (o di maestra). 
Sono dette “vele di bel tempo” e sono impiegate con vento largo per aumentare la velocità.
CURIOSITÀ
Fanno parte delle vele “di bel tempo” anche le seguenti:
COLTELLACCI
Vele trapezoidali, che si aggiungono ai due lati delle vele di media altezza per accrescerne la superficie.
COLTELLACCINI
Analoghi al coltellaccio, si aggiungono ai lati delle vele ancora più alte.
(Bitta tunc primum scripsit XVI VIII MMXXIII)
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§1354