ACCADDE OGGI…

…il 7 marzo 1912
Il 7 marzo 1912 giunge notizia che il norvegese Roald AMUNDSEN ha raggiunto, come primo uomo al mondo, il POLO SUD !
L’impresa era avvenuta il 14 dicembre 1911 ma, per l’assenza di un telegrafo al seguito, si dovette attendere il rientro nel porto di Hobart (Tasmania) del FRAM, la nave appoggio della spedizione, per comunicarlo al mondo.
Amundsen anticipò di pochi giorni i componenti della spedizione rivale guidata dal britannico Robert Falcon SCOTT i quali, per l’ulteriore accanimento della malasorte, perirono tutti e 5 lungo la via del ritorno.
La mossa vincente di Amundsen per questa “corsa al Polo Sud” fu l’uso degli sci e dei cani da slitta a differenza di Scott che utilizzò pesanti pony e motoslitte. Queste ultime si resero presto inutilizzabili a causa del basso numero di ottani del carburante.
Oggi, in omaggio ad entrambi gli esploratori, la base USA permanente ubicata nel Polo Sud geografico è denominata AMUNDSEN-SCOTT South Pole Station.
(Bitta scripsit VII III MMXXI)
Cieli sereni
PG

§603

ACCADDE OGGI…

…il 6 marzo 1918
Il 6 marzo 1918, la nave statunitense USS Cyclops, scompare senza lasciare alcuna traccia nel Triangolo delle Bermuda.
La USS Cyclops era una nave usata per il trasporto del carbone durante la Prima Guerra Mondiale ed era partita da Bahia con a bordo 309 persone.
In quell’occasione il carico trasportato era di manganese e si pensa che la nave fosse sovraccarica di ben 2000 tonnellate oltre le 8000 massime consentite.
I resti del relitto non furono mai trovati come era già accaduto per le navi USS Grampus nel 1843 e Maria Celeste nel 1864, così da infittire sempre più il mistero che ancora avvolge quella zona dell’Oceano Atlantico.
L’area del Triangolo delle Bermuda è percorsa da tempeste che si uniscono da Sud e da Nord, circostanza che si rivela perfetta per la creazione di onde anomale in grado di spazzare anche navi di grossa stazza e farle affondare in due o tre minuti senza che di esse ne rimanga alcuna traccia.
CURIOSITÀ
La Cyclops aveva due navi gemelle, tutte entrate in servizio nel 1913, che ebbero anch’esse uno sfortunato destino.
L’ USS Proteus fu disperso in mare senza lasciare traccia nel Mar dei Caraibi, o nelle sue vicinanze, il 25 novembre 1941 mentre trasportava un carico di minerale di bauxite.
L’ USS Nereus svanì nel nulla dopo essere partita da Saint Thomas, Isole Vergini americane, il 10 dicembre 1941, anch’essa con un carico di bauxite.
😔
🙏
Cieli sereni
PG

§601

ACCADDE OGGI…

…il 5 marzo 1829
Quel giorno scomparve l’ultimo sopravvissuto degli ammutinati del Bounty che si erano stabiliti sull’isola di Pitcairn nel gennaio 1790 dopo l’ammutinamento.
Il suo vero nome era John Adams, ma usò il nome Alexander Smith fino a quando non fu scoperto nel 1808 dal capitano Mayhew Folger della baleniera americana Topaz.
In quei 18 anni Adams, insieme ad altri due ammutinati (Ned Young e Matthew Quintal) aveva usato la Bibbia della nave come guida per fondare una società nuova e pacifica dopo aver abbracciato il cristianesimo: Adams e Young avevano insegnato ai bambini a leggere e scrivere usando la sacra Scrittura.
Quando Young morì, nel 1800, Adams aveva continuato la sua opera di istruzione riuscendo a convertire al cristianesimo anche gli abitanti di Pitcairn.
Anche per questa ragione, al momento del ritrovamento dei superstiti del Bounty fu concessa l’amnistia per l’ammutinamento.
La tomba di Adams è l’unica tomba sull’isola riconducibile all’ ammutinato del Bounty. È una lapide sostitutiva: quella originale è stata riportata in Gran Bretagna, dove è ora esposta al National Maritime Museum di Greenwich, Londra.
L’insediamento principale e capitale di Pitcairn, Adamstown, prende il nome da Adams.
Cieli sereni
PG

§599

ACCADDE OGGI…

…il 4 marzo 1973
Il 4 marzo 1973, lo yacht di 9 metri Auralyn con a bordo i coniugi britannici Maurice e Maralyn Bailey, in navigazione nel Pacifico, viene affondato da una balena, costringendo i due occupanti a salvarsi su un gommone e una zattera di salvataggio.
Dopo essere rimasti alla deriva per 1.500 miglia e aver mancato l’avvistamento da parte di almeno 7 navi, il 30 giugno 1973, dopo 118 giorni (4 mesi !) vengono salvati vicino alle Hawaii da una nave sudcoreana.
Per sopravvivere, avevano raccolto acqua piovana e mangiato tartarughe, uccelli marini e pesci catturati a mano o con spille da balia trasformate in ami.
La storia fece presto il giro del mondo, suscitando interesse e ammirazione. Una volta tornati in Inghilterra, i due coniugi pubblicarono un libro su quella avventura dal titolo 117 giorni alla deriva.
CURIOSITÀ
La loro sopravvivenza durò in realtà 118 giorni ma i primi resoconti giornalistici riportarono erroneamente 117 e così fu deciso di mantenere questo numero per il titolo del libro.
Cieli sereni
PG

§597

ACCADDE OGGI…

…il 2 marzo 1896
Il 2 marzo 1896, Antoine Henri Becquerel comunica i suoi risultati all’Accademia francese delle scienze circa la scoperta di una radiazione, avvenuta, accidentalmente, mentre investigava la fosforescenza dei sali di uranio.
A dare un nome a quella radiazione ci pensò, poco dopo, una brillante studentessa di Becquerel, una certa Marie Curie che la battezzò inizialmente come “raggi Becquerel” per poi coniare il termine con il quale la chiamiamo ancora oggi: radioattività.
Due anni dopo, nel 1898, la stessa Marie Curie e suo marito Pierre, un collega di Becquerel, scoprirono altri elementi con le stesse proprietà dell’uranio: il torio, il polonio e il radio.
Nel 1903 Becquerel condivise il Nobel con Pierre e Marie Curie, premio assegnato …“in riconoscimento agli straordinari servizi resi dalla loro scoperta della radioattività naturale”.
Oltre al Nobel, a Becquerel è intitolata l’unità di misura della radioattività, il becquerel (Bq), che corrisponde a una disintegrazione al secondo.
CURIOSITÀ
Il simbolo della radioattività, noto come “trifoglio” (o trefoil) ☢️ è un segnale di pericolo internazionale raffigurante un cerchio centrale con tre pale nere su fondo giallo.
Il simbolo, ideato nel 1946 nel Radiation Laboratory dell’Università della California, a Berkeley, è costituito da un cerchio centrale (un atomo) e tre lame che rappresentano le 3 principali tipologie di radiazioni ionizzanti emesse: alfa, beta e gamma e sta a segnalare aree, materiali o dispositivi pericolosi.
Cieli sereni
PG

§595

OGGI 1° Marzo – CAPODANNO VENETO!

Il 1° MARZO i Veneti celebrano un loro Capodanno (Cao de l’anno).
Secondo una tradizione risalente addirittura ai romani, che seguivano un calendario di dieci mesi anziché dodici, fino al 1797, il Capodanno, in Veneto, si festeggiava il 1° marzo!
L’uso di far coincidere l’inizio dell’anno con l’inizio della bella stagione era una pratica arcaica alquanto diffusa e tuttora presente nel calendario cinese.
Con il termine “more veneto” (secondo l’uso veneto), che veniva abbreviato in m.v. accanto alla data nei documenti, si indicava proprio l’uso diverso dal più diffuso calendario dell’epoca (il gregoriano), introdotto nel 1582 da Papa Gregorio XVIII.
Come esempio, la data 14 febbraio 1702 m. v. corrispondeva al 14 febbraio 1703 comune. Questo perchè, in Veneto, l’anno 1703 partiva dal mese seguente e quindi gennaio e febbraio appartenevano ancora all’anno precedente (1702).
Questa usanza faceva sì che i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre fossero effettivamente il settimo, l’ottavo, il nono e il decimo mese dell’anno, come indicato dal nome.
Testimonianze dell’antica tradizione del capodanno veneto si trovano in diverse zone del Veneto dove è ancora mantenuta l’usanza di celebrare il ‘Bruza Marzo’, il ‘Bati Marzo’ o del ‘Ciamàr Marzo’ oppure recitando “Fora Febraro che Marso xe’ qua”.
Andando in giro per campi e calli battendo pentole e altri oggetti rumorosi, si cercava metaforicamente di allontanare la stagione fredda e far arrivare presto la Primavera.
(Bitta scripsit I III MMXXI)
Cieli sereni e… “bon ano a tuti! ”
PG

§593

UN ALLINEAMENTO DI 6 PIANETI

Oggi, 28 febbraio 2026, 6 pianeti saranno contemporaneamente visibili nel cielo serale poco dopo il tramonto: Mercurio, Venere, Giove, Saturno, Urano e Nettuno.
I primi quattro potranno essere osservati a occhio nudo (anche se individuare Mercurio potrà risultare difficile), mentre Urano e Nettuno richiederanno un binocolo o un telescopio.
Lo spettacolo inizierà al tramonto del Sole (intorno alle 18) con Mercurio e Venere, poi verso le 18:30 arriveranno gli altri pianeti e tutti saranno visibili fino alle 19 circa. (L’orario esatto di osservazione dipenderà dalla località).
Per ammirare il fenomeno basterà recarsi in una zona con orizzonte sgombro verso ovest, dal momento che quattro dei sei pianeti quando appariranno sullo sfondo crepuscolare saranno già abbastanza prossimi a tramontare in quella parte dell’orizzonte.
Ricordiamo che il termine “allineamento” planetario è abbastanza improprio poiché i sei pianeti non saranno allineati su una linea retta nello spazio, ma appariranno semplicemente disposti ‘ad arco’ nel cielo.
Quello di questa sera sarà il primo di due allineamenti che si verificheranno nel corso del 2026.
Il prossimo è atteso per agosto, a cavallo del periodo della prevista eclissi totale di Sole in Europa.
Cieli sereni
PG
Il disegno sotto mostra come è disposto l’allineamento planetario visto dall’alto delle orbite.
👇

§591

Venerdì 27 febbraio 2026

Oggi, 27 febbraio, Giove e la Luna (illuminata all’80%) saranno osservabili al tramonto, vicini l’uno all’altra, ben alti sopra l’orizzonte ad est/sud-est.
Anche nelle città con inquinamento luminoso, entrambi gli oggetti saranno visibili a occhio nudo vicino alle stelle brillanti Castore e Polluce.
CURIOSITÀ
L’immagine descrive dove apparirà Giove; Se osservato con un binocolo, intorno alle ore 18:00, i 4 satelliti principali (Callisto, Io, Europa e Ganimede) si mostreranno in orbita disposti a coppia in maniera quasi simmetrica rispetto al pianeta, ma è solamente per una questione di … prospettiva.
C I E G
° ° G ° °
Cieli sereni
PG

§589

ACCADDE OGGI…

…il 26 febbraio 1606
420 anni fa, il 26 febbraio 1606, il navigatore ed esploratore olandese Willem Janszoon, per conto della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC), sbarca sulla Costa occidentale della Penisola di Capo York in Australia: si tratta del primo sbarco documentato di un europeo sul continente australiano.
A bordo del Duyfken (“piccola colomba” in italiano), un brigantino a palo di 60 tonnellate, tracciò la mappa dell’area, credendo che si trattasse di una estensione verso sud della Nuova Guinea.
Ribattezzò la terra appena scoperta Nieu Zelandt in onore della provincia olandese della Zelanda ma la denominazione non ebbe successo e fu successivamente sostituita con quella di Australia mentre il primo nome venne riutilizzato in seguito da Abel Tasman per designare la Nuova Zelanda.
CURIOSITÀ
Alcuni storici ritengono che, prima ancora, altri navigatori dalla Cina, dalla Francia o dal Portogallo possano aver scoperto l’Australia ma il Duyfken rimane comunque il primo vascello europeo che in maniera documentata ha toccato il suolo australiano.
NOTA
Willem Janszoon (1570–1630), viene spesso confuso (anche dall’Intelligenza artificiale…) con Willem Janszoon Blaeu (1571–1638), il famoso cartografo olandese, editore e costruttore di globi olandese. La confusione si crea a causa della parziale omonimia e del periodo storico condiviso.
Cieli sereni
PG

§587