ACCADDE OGGI …

…il 9 agosto 1992
Accadeva 500 anni esatti dopo l’impresa di Cristoforo Colombo (che impiegò 79 giorni ad attraversare l’Atlantico); 59 anni dopo il Rex, che ci mise 4 giorni, 12 ore e 53 minuti.
Alle ore 5:14:40 del 9 agosto 1992 il Destriero taglia il traguardo del faro di Bishop Rock, isole Scilly, Inghilterra.
Il Nastro Azzurro è conquistato !
La traversata da New York di 3.106 miglia era stata coperta in 58 ore, 34 minuti e 50 secondi, alla media di 53,09 nodi, equivalenti a 98,3 Km/h. Il record precedente era. stato abbassato di 21 ore e ancora oggi è imbattuto.
IL DESTRIERO
Il Destriero era un monoscafo in alluminio con carena a V profondo con propulsione a idrogetti costruito dalla Fincantieri.
Aveva una lunghezza di 67,7 metri, una larghezza di 13 metri ed un peso di 400 tonnellate. Era in grado di raggiungere una velocità a pieno carico di 40 nodi ed una velocità massima di 66 nodi (122 km/h !): con una tecnologia all’avanguardia per la navigazione commerciale.
Impiegava tre idrogetti collegati ad altrettante turbine a gas per una potenza complessiva di 60.000 cavalli
CURIOSITÀ
Quando da bordo furono avvisati via radio i guardiani del faro nel punto di arrivo, questi risposero sorpresi: “Non vi attendevamo così presto”.
La nave era arrivata con così grande anticipo che dovette quasi fermarsi o fare un giro in attesa dell’arrivo dei giornalisti e dei fotografi.
Cieli sereni
PG

§1340

ACCADDE OGGI…

…l’ 8 agosto 2000
L’ 8 agosto 2000 il relitto del sommergibile confederato CSS H. L. Hunley viene recuperato dal fondo del mare al largo di Charleston, nella Carolina del Sud, 136 anni dopo il suo inabissamento durante la guerra di secessione americana.
L’ Hunley è stato il primo sottomarino della storia ad affondare una nave nemica in un’azione di guerra.
Durante la sua unica missione del 17 febbraio 1864, attaccò e affondò la nave unionista USS Housatonic.
Subito dopo l’attacco, il sottomarino affondò a sua volta, portando alla morte l’intero equipaggio di otto uomini.
L’equipaggio non morì per soffocamento, ma a causa della violenta onda d’urto generata dalla sua stessa carica esplosiva.
All’interno del battello furono ritrovati i resti dei marinai e vari oggetti personali.
Oggi il sottomarino si trova presso il Warren Lasch Conservation Center di Charleston conservato all’interno di una vasca riempita con acqua dolce per favorirne la conservazione.
Cieli sereni
PG

§1336

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA BIRRA

Ogni primo venerdì di agosto si celebra la Giornata Internazionale della Birra.
Il nome BIRRA deriva dal tedesco “bier” ma l’etimologia sarebbe riconducibile al latino biber, cioè bevanda, o alla parola germanica per indicare l’orzo (beuwo). 
In Spagna si chiama cerveza e la radice sarebbe da ricercare nel termine latino cervesia, che indicava una birra senza luppolo facendo riferimento alla dea Cerere, divinità dei raccolti.
Le sue origini sembrano risalire ai Sumeri e agli antichi popoli della Mesopotamia, che potrebbero aver iniziato a produrla oltre seimila anni fa. Poi la birra si diffuse tra egizi, greci e romani.
UNA STORIA SULLA BIRRA
Ebbe inizio nel XVI secolo con una nave e una traversata atlantica. La nave era la Mayflower (in figura), un galeone a tre alberi di circa 180 tonnellate. A bordo c’erano i Padri Pellegrini (ribattezzati poi Thirsty Pilgrims, “pellegrini assetati”). In tutto a bordo 102 persone compresi donne e bambini in fuga dall’Europa. Approdarono in un luogo che la tradizione identifica con Plymouth Rock il 9 novembre 1620 e il primo edificio che costruirono fu proprio… un birrificio !
Come tante bevande alcoliche, anche la birra passò così dall’uso religioso a quello medico e solo in seguito a quello ricreativo. La birra, infatti, veniva servita come ricostituente ai pellegrini che avevano compiuto un lungo viaggio ed era una bevanda naturalmente sterilizzata in un tempo in cui l’acqua non poteva essere consumata prima di essere bollita. Il consumo di birra si diffuse facilmente anche per quest’ultimo motivo. Il luppolo, inoltre, conferiva alla bevanda proprietà antisettiche.
(Bitta tunc primum scripsit V VIII MMXXII)
Cieli sereni🍺
PG

§1334

ACCADDE OGGI …

…il 6 agosto 1945
Il 6 agosto 1945 la bomba “Little Boy“, a base di uranio, viene sganciata su Hiroshima causando la morte immediata di circa 70.000 persone. Tre giorni dopo, il 9 agosto, la bomba “Fat Man”, a base di plutonio, colpirà Nagasaki, uccidendo circa 40.000 persone sul colpo. Entro la fine del 1945, il bilancio delle vittime salirà a circa 140.000 a Hiroshima e 74.000 a Nagasaki, a causa delle ferite e delle radiazioni.
IL PARCO DELLA PACE
A Hiroshima, nel Parco della Pace, si trova la cupola denominata l’ A-Bomb Dome, l’unico edificio rimasto in piedi durante la detonazione che rase al suolo la città.
Era una sala d’esposizione e l’ edificio non è stato volutamente restaurato per mantenere il ricordo di quell’orribile esplosione: milioni di visitatori vi si recano per osservare le rovine e pregare per le vittime.
🙏🏻
CURIOSITÀ
Di frequente si trovano, in giro per il parco, numerosissime bottiglie di acqua lasciate lì dai. visitatori-turisti. Non si tratta di inciviltà, ma di un gesto simbolico, in memoria delle migliaia di persone mutilate e assetate che, subito dopo l’esplosione, vagavano per le strade in una coltre di nube di cenere nera alla ricerca disperata di un po’ d’acqua.
SI PUÒ SOPRAVVIVERE AD UNA ESPLOSIONE ATOMICA ?
La “regola del pollice” è spesso citata come metodo utile per sopravvivere ad una esplosione atomica, (non è appurato il suo fondamento scientifico).
Secondo questa teoria se avvistiamo un fungo atomico dobbiamo distendere il braccio e alzare il pollice: se il fungo è più grande del nostro pollice…, siamo troppo vicini all’esplosione e per quanto potremmo correre, non c’è modo di salvarsi; se invece è più piccolo del nostro pollice, abbiamo qualche possibilità.
Cieli sereni
PG

§1332

– 7 !  Mancano 7 giorni !

L’ECLISSI DI SOLE DEL 12 AGOSTO
Si fa oramai un gran parlare dell’eclissi di sole di mercoledì prossimo 12 agosto che sarà visibile anche il Italia.
Non per voler smorzare gli entusiasmi, ma per noi, in Italia, l’eclissi della prossima settimana non sarà così spettacolare come da qualcuno annunciato; per il semplice fatto che l’ora del massimo oscuramento (non più del 90% circa) cadrà vicina al tramonto del sole e pertanto ci perderemo, rispetto alle eclissi che avvengono vicine al mezzogiorno locale, quella rarissima percezione del ‘far della notte’ …in pieno giorno!
Assisteremo, invece, ad un oscuramento molto simile a quello naturale che avviene al crepuscolo e non vedremo il ‘ritorno’ della luce completa perché all’ora della fine dell’eclisse (copertura 0%) il sole sarà già sotto l’orizzonte.
Sarà invece possibile ammirare, con le dovute precauzioni, la graduale copertura del disco solare.
La Luna oscurerà il Sole per circa il 90% nelle regioni settentrionali (in particolare a Milano, Torino, Venezia, Bergamo, Verona, Como, etc), fino a circa il 60-70% nelle regioni centrali (Roma, Firenze, Siena, etc..) e solo al 20-30% nelle regioni del sud Italia (Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Bari, etc).
[Nell’ immagine simulata il ‘tramonto dell’eclissi’ a Roma e nelle località limitrofe delle 20:07].
Ultima raccomandazione per l’osservazione è quella di cercare un luogo con l’orizzonte libero verso Ovest (azimut 290°), possibilmente sul mare.
In ogni caso auguriamo a tutti, come sempre …cieli sereni (letteralmente senza nubi !).
PG
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§1228

ACCADDE OGGI…

…il 4 Agosto 1906
IL NAUFRAGIO DEL SIRIO
Il SIRIO, un piroscafo italiano adibito al trasporto di emigranti, naufraga di fronte alle coste di Capo Palos (Spagna). Nel naufragio muoiono tra le 300 e le 500 persone.
L’evento rappresenta uno dei più gravi disastri navali della marina mercantile italiana e una delle peggiori sciagure, insieme a quelle dei piroscafi Utopia e Principessa Mafalda, in cui furono coinvolti emigranti italiani diretti nelle Americhe.
La nave era salpata da Genova il 2 agosto per Buenos Aires con scali previsti a Barcellona, Cadice, Gran Canaria, Capo Verde, Rio de Janeiro, Santos e Montevideo.
Il giorno 4 la nave, in navigazione tra Barcellona e Cadice, passa di fronte a Capo Palos, sulla costa mediterranea della Spagna. In quel punto il promontorio si estende sotto il livello del mare per poi riemergere a formare le Isole Hormigas (Formiche). I fondali sulla immaginaria linea congiungente il capo e le isolette sono molto bassi: appena tre o quattro metri.
Le rotte marittime girano pertanto all’esterno delle isole per evitarle e a tal proposito sopra Capo Palos è presente, dal 1864, un faro che segnala la pericolosità di quel tratto di costa.
Verso le quattro del pomeriggio, la nave, navigando a tutta forza, si incaglia vicino al capo a causa della rotta troppo vicina alla costa. La prora viene vista innalzarsi con violenza dall’acqua per via della forte velocità. 
Nell’impatto violentissimo le lance di salvataggio sono messe fuori uso e molti passeggeri vengono scagliati in mare per il contraccolpo e annegano. 
L’acqua entra subito nelle cabine, poi invade i corridoi e infine lo spazio di poppa e la sala macchine. In questa zona della nave si trovano numerose donne e bambini che rimangono incastrati senza poter uscire e senza poter essere soccorsi.
Dal momento che l’incidente è avvenuto in pieno giorno e a pochi chilometri dalla costa i soccorsi partono immediatamente.
Da Capo Palos salpano dei pescherecci per il recupero dei naufraghi. Il comandante di uno di questi, Miguel Vicente Buigues, fa addirittura accostare la sua nave alla murata del Sirio, imbarcando più di trecento naufraghi. Ma la sua barca non ha carico a bordo e la presenza di tante persone in coperta rischia di farla rovesciare. Nonostante gli inviti, i passeggeri del Sirio, impauriti, non vogliono scendere sotto coperta ed è necessario minacciarli con una pistola per farli obbedire.
In soccorso giungono anche due piroscafi che in quelle ore stanno doppiando Cabo Palos: il francese Marie Louise e l’austroungarico Buda
A causa della presenza a bordo di numerosi clandestini non fu mai possibile stabilire quante gente fosse realmente imbarcata e quanti fossero annegati.
(Bitta tunc primum scripsit V VIII MMXXI)
A questo episodio è stata dedicata una canzone.
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Cieli sereni
PG

§1220

Nave Vespucci ha lasciato il porto di Montreal e si accinge a ridiscendere il fiume San Lorenzo p…

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…il 3 agosto 1492
Il  3 agosto 1492 Cristoforo Colombo parte alla scoperta del Nuovo Mondo salpando da Palos de la Frontera e facendo rotta verso le Isole Canarie.
Dopo uno scalo di circa un mese a La Gomera per riparare il timone della Pinta e per modificare la velatura della Niña, le tre navi ripresero il largo spinte dagli ALISEI, dei quali Colombo conosceva sicuramente l’esistenza. Questi venti spirano sempre da Nord-Est verso Sud-Ovest formando stabilmente una striscia di nuvole nel cielo, tanto che l’ammiraglio, nel giornale di bordo, scrisse: «Si naviga come tra le sponde di un fiume».
(Bitta tunc primum scripsit III VIII MMXXI)
Cieli sereni
PG

§1222

PERCHÈ SI DICE ‘CANICOLA’ ?

Il termine ‘CANICOLA’ viene usato spesso per indicare il caldo e l’afa tipici delle ore meridiane dei giorni d’estate: umidità, temperatura elevate e mancanza di vento! 
La parola deriva dal latino Canicula (“piccolo cane”), ed era utilizzato per indicare Sirio, la stella più brillante del firmamento (dopo il Sole) situata nella costellazione del Cane Maggiore.
Sirio, dal 24 Luglio al 26 agosto, sorge e tramonta pressoché insieme al Sole. (Levata e tramonto eliaco). 
In questi giorni è troppo vicina alla luce del Sole per essere visibile di sera ma dalla prima decade di agosto la potremo osservare la mattina presto mentre sorge ad Est (levata eliaca).
Sirio, trae le sue origini dal termine greco Seirus che significa “che fa appassire” o “che fa inaridire”.
Nome appropriato se si pensa che, il periodo della levata eliaca è quello più caldo dell’estate, ovvero i cosiddetti “Giorni del Cane”, da cui appunto canicola.
(Bitta scripsit XXI VIII MMXXI)
Cieli sereni
PG

§1224

ACCADDE OGGI…

…il 1 agosto 1819
Il 1 agosto 1819 nasce lo scrittore e poeta americano Herman Melville autore del romanzo epico Moby Dick, o la balena.
Il racconto è incentrato sulla narrazione del marinaio Ismaele sulla folle ricerca di vendetta del capitano Achab (comandante della baleniera Pequod), contro Moby Dick, il gigantesco capodoglio bianco che gli aveva amputato una gamba in un precedente incontro.
Herman Melville, nello scrivere il suo capolavoro, si ispirò principalmente a due fatti realmente accaduti: l’affondamento della baleniera Essex nel 1820 a opera di un grande capodoglio e la leggenda di Mocha Dick, un capodoglio albino realmente vissuto all’inizio del XIX secolo e noto a chi navigava nelle acque vicino all’Isola Mocha, al largo del Cile meridionale.
(Bitta scripsit XX XI MMXXV)
Cieli sereni
PG

§1286