IL TRIANGOLO DI PRIMAVERA

Il Triangolo di Primavera è uno dei motivi stellari più facili da individuare nel cielo notturno di primavera: non è una costellazione ma un asterismo – una figura riconoscibile formata da stelle appartenenti a costellazioni diverse.
Le stelle del Triangolo di Primavera sono Arcturus nel Boote, Spica nella Vergine e Regulus nel Leone
Si individua prolungando la curvatura del “timone” del Grande Carro fino ad Arturo, per poi proseguire verso Spica e chiudere il triangolo con Regulus.
QUANTO È GRANDE IL TRIANGOLO DI PRIMAVERA ?
La distanza tra Spica e Regulus è di circa 40° gradi. Equivale approssimativamente a 2 volte la distanza tra il mignolo e il pollice, allargando il più possibile la mano (con il braccio teso).
Cieli sereni
PG

§837

Il 23 aprile si festeggia San Giorgio, il santo martire cristiano del IV secolo, noto soprattutto…

È protettore di cavalieri, arcieri, schermidori, scout, guide, esploratori e di numerose città italiane, tra cui le più note sono Genova, Ferrara, Ragusa, Reggio Calabria e Campobasso.
All’estero è patrono di Inghilterra 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿, Portogallo 🇵🇹, Georgia 🇬🇪, Lituania 🇱🇹, Etiopia 🇪🇹, Montenegro 🇲🇪 e Malta 🇲🇹.
Il 23 aprile è anche celebrata la Giornata mondiale del libro per promuovere la lettura e la pubblicazione dei libri.
PERCHÈ IL 23 APRILE ?
La data del 23 aprile è stata scelta in quanto è il giorno in cui sono morti (tutti nel 1616) tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega.
A Barcellona e in tutta la Catalogna si celebra Sant Jordi: è tradizione regalare libri, soprattutto agli uomini, e rose alle donne. Anche i librai, in questo giorno, donano una rosa a chi acquista un libro.
 
PERCHÈ ANCHE LA ROSA ?
Il perchè si trova nella leggenda di San Giorgio e il drago. Il Santo salvò la principessa uccidendo il drago, e dal suo sangue versato nacque una rosa, simbolo di amore vero e sincero.
CURIOSITÀ
William Shakespeare e Miguel de Cervantes morirono lo stesso giorno il 23 aprile 1616, ma…il primo di martedì e il secondo di sabato!
Com’è possibile !? 🤔
SCHERZI DEL CALENDARIO
A quell’epoca in Spagna vigeva il nuovo calendario gregoriano mentre l’Inghilterra conservava ancora quello giuliano e di conseguenza era indietro di 10 giorni rispetto agli altri paesi occidentali: il 23 aprile inglese corrispondeva dunque al 3 maggio spagnolo.
Così Shakespeare morì effettivamente dieci giorni dopo Cervantes …e avrebbe potuto teoricamente partecipare ai funerali dello spagnolo. 
I bizzari computi dei calendari sono riusciti a fare incrociare, in qualche modo, i destini di questi due grandi scrittori.
(Bitta tunc primum scripsit XXIII IV MMXXI)
Cieli sereni
PG

§819

ACCADDE OGGI…

…il 22 aprile 1969
Il 22 aprile 1969 lo skipper inglese William Robert (“Robin”) Knox-Johnston, all’età di 30 anni, diviene il primo uomo a compiere la circumnavigazione del globo senza scalo e in solitaria.
Era salpato circa 10 mesi prima, il 14 giugno 1968, dallo stesso porto di arrivo, Falmouth (UK), a bordo della sua barca a vela Suhaili, lunga 9,8 metri per partecipare alla Sunday Times Golden Globe Race
CURIOSITÀ
Nel 2007, all’età di 67 anni, ha stabilito un altro record come il velista più anziano a completare una (altra!) circumnavigazione del globo in solitaria.
Cieli sereni
PG

§816

NATALE DI ROMA

Oggi si festeggia il Natale di Roma che, secondo la leggenda, sarebbe stata fondata da Romolo il 21 aprile del 753 avanti Cristo.
Da questa data in poi derivava la cronologia romana, definita con la locuzione latina Ab Urbe condita, ovvero “dalla fondazione della Città”, che contava gli anni a partire da tale presunta fondazione.
CURIOSITÀ 
Nel festeggiare Roma, molti annunci (vedi immagine) indicano la data di oggi come il 2779° compleanno di Roma perchè vengono sommati, istintivamente, il numero dell’ “anno a. C.” e questo 2026 “d. C.” ottenendo, appunto, (753 + 2026) 2779
IN REALTÀ L’ ETÀ DELLA CITTÀ ETERNA È 2778 ANNI !!
L’operazione corretta da fare sarebbe invece:
(753 + 2026) – 1 = 2778 anni !
La sottrazione di un anno è dovuta per il semplice fatto che… NON ESISTE L’ ANNO 0 (“zero”)!: in altre parole tra la data del 21 aprile 1 a. C. e quella del 21 aprile 1 d. C. intercorre un anno e NON due!
(Bitta tunc primum scripsit XXI IV MMXX)
Cieli sereni e Buon Natale Roma! 
PG

§814

Giornata della Lingua Cinese

Il 20 APRILE di ogni anno si celebra la Giornata della Lingua Cinese così come istituito dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. 
Questa data viene associata alla mitica figura di Cangjie, il presunto inventore dei caratteri cinesi che, secondo la tradizione, sarebbe stato incaricato dal leggendario imperatore Huang Di, di inventare un sistema di scrittura. Per adempiere al suo compito, Cangjie trasse ispirazione dalla natura: studiò gli animali, i paesaggi e le stelle, cercando di coglierne le caratteristiche fondamentali e trasformandoli in simboli.
LA LEGGENDA
Una versione della leggenda di Cangjie racconta che l’Imperatore, dopo che aveva unificato il suo regno, gli ordinò di inventare un sistema di scrittura per sostituire il sistema di notazione delle corde annodate. Egli si stabilì vicino ad un fiume e rimase a lungo senza ottenere risultati. Un giorno, una fenice cinese fece cadere davanti a lui un pezzo di terra indurita che recava impressa un’impronta. In quel momento un cacciatore giungeva sulla strada, e Cangjie gli chiese se riconoscesse o meno l’animale che aveva lasciato quell’impronta. «È un pixiu» rispose senza esitare il cacciatore. Questa fu una rivelazione per Cangjie. Da quel momento, egli osservò qualsiasi cosa cercandovi un segno che la rendesse immediatamente riconoscibile.
L’Imperatore, soddisfatto, fece diffondere l’uso della sua scrittura in tutto il paese e fece costruire un tempio in riva al fiume in corrispondenza del luogo dove Cangjie lavorava.
Interpretiamo l’ideogramma della figura 德 (dé) che sta per Virtù, Moralità ed Etica.
La metà di sinistra del carattere è formata dall’ideogramma , un carattere la cui origine risale a migliaia di anni fa e deriva dal simbolo che stava per “gamba e piede”. Esprime uno stile retto del cammino o del comportamento.
La metà di destra è composta da quattro simboli 十目一心 (shí mù yī xīn):
(shí),  è il simbolo che sta per il numero ‘dieci’, denota perfezione e compimento, mentre allo stesso tempo, implica l’assoluta perfezione degli dèi.
(mù), è la parola che simboleggia l’‘occhio’. 
(yī) sta per il numero ‘uno’, che riflette la generazione dell’universo attraverso la separazione dello Yin e dello Yang.
(xīn) è il ‘cuore umano’.
Quindi 十目一心, contiene il significato interiore che corrisponde al fatto che “le divinità osservano il cuore umano”.
Ricapitolando, l’ideogramma visto nella sua interezza,  implica che le azioni degli uomini si debbano conformare alle leggi delle divinità, ossia che gli uomini debbano farsi carico di virtù.
Nella Cina antica, le persone spesso parlavano di “accumulare virtù”. A coloro che possedevano molta virtù e che si comportavano secondo un certo grado morale ed etico, era assicurata una reincarnazione coronata dal successo dopo la morte. Gli insegnamenti buddisti, che hanno profondamente influenzato la cultura cinese, dettavano che la vita di un individuo fosse determinata da quanta virtù 德 lui o lei avesse accumulato o da quante azioni buone o cattive lui o lei avesse commesso durante una delle vite precedenti.
CURIOSITÀ
Per chi non lo avesse notato, nella figura, Cangjie è rappresentato come vuole la tradizione: avente quattro occhi che gli permettevano di vedere i segreti del cielo e della terra.
(Bitta scripsit XX IV MMXXIII)
Cieli sereni
PG

§812

PERCHÈ IL CIELO È AZZURRO…?

II^ Parte
Le nuvole, (ma anche la nebbia e la foschia) ci appaiono BIANCHE perché formate da particelle più grandi delle lunghezze d’onda della radiazione visibile, e diffondono tutti i colori “compattati” nella unica tonalità del bianco.
Tuttavia è possibile che vi si trovino particelle più piccole come in estate quando, sopra gli alberi, vicino alle chiome, si forma un aerosol di terpene () che filtra la luce solare, respingendo gli ultravioletti e mostrando una nebbia azzurrognola, detta FOSCHIA BLU. Quella luce sono i raggi della luce blu del vicino ultravioletto schermati dai terpeni rilasciati dagli alberi. 
(
) I terpeni sono molecole prodotte da molte piante e sono i componenti principali delle resine, che conferiscono alle piante il loro odore caratteristico. (Montagne famose per le loro “foschie blu” sono Les Vosges in Francia). 
A volte, per l’incendio di una foresta o per un’eruzione vulcanica (un esempio fu il Krakatoa nel 1883), particelle di ceneri possono raggiungere l’alta atmosfera ed essere in grado di disperdere la luce rossa, provocando un effetto opposto a quello usuale. In questo caso è la luce rossa ad essere diffusa e determinare una colorazione bluastra della Luna!
Sempre in occasione dell’eruzione del Krakatoa, a causa delle particelle di cenere emesse, la Luna mantenne per anni un colore bluastro. 
[Questo effetto, nella lingua inglese, è preso ad esempio per definire un evento raro: “once in a blue moon”, una volta ogni luna blu è l’analogo del nostro “una volta ogni morte di papa”].
TRAMONTI TERRESTRI E MARZIANI
Sulla Terra i raggi diretti che attraversano uno strato più spesso di atmosfera vengono maggiormente impoveriti della componente blu. Il Sole, dunque, diventa sempre più rosso man mano che si avvicina all’ orizzonte.
Su Marte la superficie del pianeta è ricoperta da polvere di ossido di ferro che spesso viene sollevata durante le frequenti bufere dando al cielo un colore rosso (per questo è soprannominato il “pianeta rosso”).
Cessate le bufere il cielo torna ad essere blu come sulla Terra ma un pó più scuro data la minore quantità di atmosfera.
Anche su Marte, al tramonto, la luce del Sole deve viaggiare attraverso gli strati inferiori dell’atmosfera …MA, mentre, sulla Terra, l’atmosfera disperde la luce blu creando le tonalità di rosso e arancione che tutti vediamo, su Marte, succede esattamente il contrario: la polvere nell’atmosfera filtra gran parte della luce rossa del Sole che, in un cielo scuro del tramonto, si colora di una profonda sfumatura di blu !!!! [Foto NASA – Rover Curiosity] 
Cieli sereni
PG

§810

… il 18 aprile 2020

PERCHÈ IL CIELO È AZZURRO E IL MARE È BLU ?
I^ parte
La luce proveniente dal Sole (visibile) è composta da onde elettromagnetiche di diverse lunghezze che, quando scomposte,
percepiamo come colore VIOLA (le più piccole) oppure ROSSO (le più grandi). Le misure intermedie ci danno il BLU, il VERDE, il GIALLO e l’ARANCIO.
L’atmosfera della Terra è composta principalmente da AZOTO e OSSIGENO ma anche da ACQUA (vapore, gocce e cristalli di ghiaccio) e PARTICELLE (polveri, ceneri, sale di mare ecc.). Vediamo come la luce solare interagisce con tutti questi corpi nelle diverse lunghezze d’onda
1) Le PARTICELLE di polvere e le goccioline di ACQUA sono molto più grandi della lunghezza d’onda della luce visibile passante che viene così riflessa in tutte le direzioni con il suo stesso colore bianco, senza che venga scomposta nei suoi colori componenti.
2) Le molecole dei gas (AZOTO, OSSIGENO, ecc) invece hanno dimensioni inferiori e la luce si comporta diversamente a seconda della sua lunghezza d’onda.
– La luce ROSSA ha una lunghezza d’onda maggiore e tende a “scavalcare” le particelle più piccole; questa luce, dunque, interagisce molto debolmente con l’atmosfera e prosegue la sua propagazione rettilinea lungo la direzione iniziale.
– La luce BLU ha una lunghezza d’onda inferiore e “inciampa” nelle molecole gassose da cui è, di fatto, riflessa in tutte le direzioni.
Questa diversa diffusione dovuta alla diversa lunghezza d’onda è l’effetto Rayleigh (da John Rayleigh, il fisico inglese che per primo la descrisse) dà la risposta alla nostra domanda.
Nell’attraversare l’atmosfera, le radiazioni di maggior lunghezza d’onda (rossa, arancione e gialla) proseguono la loro traiettoria, minimamente influenzate dalla presenza dell’aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni (… anche verso i nostri occhi) e quindi il cielo ci appare blu.
Vicino all’orizzonte il cielo è di un blu più tenue (foto) perché la luce, da quella direzione deve attraversare uno spessore maggiore di aria e quindi viene maggiormente diffusa: giunge così ai nostri occhi anche una minor quantità di blu.
E IL MARE ?
Passando dal cielo al mare, possiamo dire che il mare è blu per ragioni simili a quelle che rendono azzurro il cielo. 
Quando le onde luminose attraversano l’acqua del mare vengono assorbite dall’acqua stessa: alcune più velocemente, come il rosso e il giallo perchè hanno minore energia, in seguito le altre, dal verde al viola. Così, già a piccole profondità, si percepirebbe solo il buio… MA l’acqua ci restituisce una lunghezza d’onda, (il BLU!) ancora a molti metri di profondità, dando al mare il suo inconfondibile colore.
[Il colore del mare è anche influenzato, in parte, dal colore del cielo che si riflette nell’ acqua acquisendone le diverse tonalità, come ad esempio quando è nuvoloso].
Fine I^ parte
Cieli sereni
PG

§808

OGGI VENERDI’ 17 !

L’ EPTACAIDECAFOBIA
L’eptacaidecafobia (dal greco ἑπτακαίδεκα “diciassette” e φόβος phóbos, “paura”) è la paura del numero 17.
Il giorno 17, quando cade, come oggi, di venerdì, è ritenuto particolarmente sfortunato in Italia e in altri Paesi di origine greco-latina, dove la tradizione popolare ha tramandato superstizioni e pregiudizi.
Le origini della superstizione
La superstizione risale addirittura al medioevo quando sulle tombe era frequente l’iscrizione latina VIXI , “vissi” – e quindi sono morto – di cui XVII è l’anagramma: sommando le singole cifre si ottiene 17 (V+I+X+I = 5+1+10+1 = 17), quindi si diffuse la credenza che quel numero portasse sfortuna.
Il numero 17 era già largamente disprezzato anche ai tempi dell’antica Grecia dai seguaci di Pitagora, visto che si trova tra il 16 e il 18, considerati perfetti perchè rappresentano superfici di quadrilateri con perimetro uguale all’area (16 = 4×4 = 4+4+4+4 e 18 = 3×6 = 3+3+6+6 ).
Altre teorie legano l’incipit di questa superstizione al popolo romano: nell’anno 9 dopo Cristo, la diciassettesima legione fu sterminata a Teutoburgo dai Germani, insieme alla diciottesima e alla diciannovesima.
Dopo quell’episodio questi numeri non furono più attribuiti a nessuna legione in quanto ritenuti infausti.
Il venerdì invece si pensa sia sfortunato perché, nella tradizione cristiana, è il giorno della morte di Gesù Cristo. 
Una simile situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero 13 ( triscaidecafobia ), dove, ad esempio, in alcuni edifici ci si riferisce al 13° piano chiamandolo “12b” o “14”, oppure, analogamente, si evita di numerare con il 13 le stanze d’albergo, la fila dei posti sui velivoli, i modelli di alcuni veicoli, ecc.
CURIOSITÀ
In Cina non è ben accetto il numero 4 (四 ) considerato segnale di cattivo auspicio perché simile, come suono, alla parola morte (死 ).
(Bitta scripsit XVII XI MMXXIII)
Il prossimo venerdì 17 cadrà a luglio 2026; ma il comandante Bitta si domanda: “quando ci sarà il prossimo venerdì 17 di luna nuova (🌑) come quello di oggi ?”
Cieli sereni 🤞🌶️🍀
PG

§799

ACCADDE OGGI…

…il 16 APRILE 1941
In questo giorno, durante la seconda guerra mondiale, si svolse nei pressi delle coste tunisine prospicienti Sfax, la battaglia del “Convoglio Tarigo”.
Lo scontro avvenne fra tre cacciatorpediniere italiani e quattro della marina britannica. La battaglia prese questo nome dalla nave italiana Luca Tarigo (caccia della classe Navigatori, nella foto), caposcorta del convoglio e comandato dal capitano di fregata Pietro de Cristofaro.
Quel giorno il convoglio italiano, costituito da navi trasporto truppe per il fronte africano, si era dovuto muovere senza la preventiva ricognizione aerea mentre i caccia inglesi, indirizzati dalla loro, non ebbero difficoltà ad intercettare nottetempo il lento convoglio italiano aiutati anche dai radar di cui disponevano.
Nell’impari lotta il bilancio delle perdite fu drammatico: affondati 3 cacciatorpediniere e 5 mercantili con circa 1800 morti dei 3000 uomini imbarcati.🙏
Il comandante De Cristofaro scomparve insieme alla sua nave e fu insignito della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
(Bitta tunc primum scripsit XVI IV MMXXI)
CURIOSITÀ
Nave TARIGO era intitolata a Luca Tarigo (o Luchino Tarigo), un ardimentoso navigatore e corsaro genovese del XIV secolo, noto per un’avventurosa spedizione: nel 1347 risalì il Don su una fusta, uno speciale tipo di nave a remi sottile e di ridotto pescaggio. Dopo aver raggiunto il Mar Caspio, il Tarigo ridiscese nel Mar Nero lungo il Volga.
Cieli sereni
PG

§793