COSA È IL GRAN PAVESE?

Il Gran Pavese, detto anche “Gran Gala di Bandiere”, è una figura realizzata con una serie di bandiere alfanumeriche che le navi innalzano in caso di particolari solennità.
Il nome Gran Pavese richiama quello della città di Pavia vicino alla quale si sarebbero svolti i fatti che hanno dato origine a questa tradizione.
Non siamo, quindi, propriamente sul mare ma.. sul fiume Po!
Il 23 giugno 1431, in piena guerra tra Milano e Venezia per il controllo di alcuni territori, la squadra navale del duca Filippo Maria Visconti da Milano sconfisse, sul Po, nei pressi di Cremona, circa 80 galee veneziane dirette ad assediare Pavia.
A capo della flotta milanese era Pasino degli Eustachi, che arrivava, da Pavia. Da qui il nome Gran Pavese, in quanto al rientro dopo la vittoria, lo stesso Pasino fece issare sulle navi tutti i vessilli e le bandiere delle barche veneziane sconfitte, assieme alle uniformi degli ufficiali catturati.
Una sconfitta che costò carissima anche al Conte di Carmagnola, al secolo Francesco Bussone, condottiero e capitano di ventura accusato di tradimento e giustiziato il 5 maggio 1432 dai veneziani. Il fatto è raccontato da Alessandro Manzoni nell’omonima tragedia dedicata a questo personaggio storico.
Il gran pavese sulle navi si alza per la prima volta al momento del varo; successivamente viene alzato, solamente in porto, in occasione di feste nazionali proprie o del Paese ospitante, o, su richiesta delle autorità marittime, in occasione di feste patronali del porto di ormeggio, inaugurazioni ufficiali, vari di altre unità navali, visite di alte personalità.
Nel giorno di oggi, Festa della Marina, si celebra l’anniversario dell’Azione di Premuda del 10 giugno 1918, una delle più significative e ardite azioni compiute sul mare.
Viva la Marina!
PG

§158

ECLISSE ANULARE DI SOLE

Domani 10 giugno si verificherà un’ ECLISSI ANULARE DI SOLE.
COSA È UN ECLISSI ‘ANULARE’ ?
Rispetto a un’eclissi solare ‘totale’, l’ eclissi ‘anulare’ si verifica quando la Luna, che si interpone tra noi e il Sole, è ad una distanza tale da non oscurare per intero il disco del Sole lasciando scoperti i bordi che formano un ‘anello di fuoco’.
Questo anello di fuoco sarà visibile solo da poche aree remote del pianeta.
Per poter osservare direttamente Il fenomeno di domani (sempre con le dovute PRECAUZIONI !) dovremmo infatti trovarci nei pressi del Polo Nord, in Canada, nella Russia settentrionale e in Groenlandia .
Potrà invece essere osservata, anche in buona parte dell’Europa, un’ eclissi solare parziale
L’ Italia si troverà però molto ai margini della zona di visibilità del fenomeno: il disco solare sarà oscurato da quello della Luna solo in minima parte nelle regioni del Nord Italia. Per esempio a Milano l’eclissi inizierà alle 11.30, toccherà il suo massimo alle 12.20 con un oscuramento di appena il 3,5% del disco solare, e terminerà alle 13:00. A sud di Firenze, invece, non si potrà osservare alcun oscuramento.
Toccando sull’immagine GIF (animazione della NASA) si possono vedere le regioni della Terra dove potrà essere osservata l’eclissi anulare (piccola area rossa) e parziale (area grigia).
Cieli sereni
PG
[Nell’ immagine una simulazione dell’eclissi (vista dal Nord Italia) – Stellarium Astronomy Software].

§157

Giornata degli Oceani

Un giorno per riflettere sul ruolo importantissimo dell’oceano per la nostra vita come quello di produrre gran parte dell’ossigeno che respiriamo e di essere una fonte di alimentazione e salute per tutti.
Leggendo qua e là..
CURIOSITA’ SUGLI OCEANI
Negli oceani vivono 10 miliardi di tonnellate di pesci ! È quanto riportato in uno studio pubblicato sulla rivista Nature: questa cifra comprende i pesci che vivono fra 200 e mille metri di profondità, ossia la maggior parte.
Sui fondali oceanici non nuotano solo pesci e altri animali, ma transitano anche molti dei contatti social: il 97% del traffico web mondiale, infatti, passa su cavi sottomarini corazzati. Il primo di questi, da un capo all’altro dell’Oceano Atlantico, fu posato nel lontano 1858.
L’Oceano Pacifico è punteggiato da circa 25000 isole (più di tutti gli altri oceani messi insieme), tra cui una… di plastica. Si tratta di un gigantesco accumulo di spazzatura galleggiante, creato dalle correnti oceaniche, che si estende per 1,6 milioni di km² (5 volte l’Italia!)
Negli oceani si formano vortici simili a quelli che si forma quando si toglie il tappo alla vasca da bagno. Nel 2011, nell’Oceano Atlantico, sono stati avvistati due vortici di circa 400 chilometri di diametro. La loro origine non è mai stata chiarita completamente.
A dispetto del nome, datogli da Ferdinando Magellano nel 1520 quando lo attraversò trovandolo molto tranquillo, il Pacifico è un oceano burrascoso e dove accadono frequentemente degli uragani. Nel 2007, al largo di Taiwan, è stata misurata l’onda oceanica più alta mai vista: 32,3 metri, come un palazzo di 11 piani !
Si chiama “circolazione termoalina” ed è il rimescolamento continuo delle masse d’acqua che dalla superficie scorrono verso le profondità degli oceani. Nell’Atlantico, dove l’acqua si rinnova costantemente è più attiva. Sul fondo del Pacifico, invece, l’acqua può essere lì da oltre 2mila anni.
I primi a raggiungere l’abisso più profondo del pianeta (la Fossa delle Marianne, a circa 10.994 metri sotto il livello del Pacifico) furono, nel 1960, i marinai americani.
Scesero a bordo di una sfera dotata di un enorme serbatoio di benzina, che servì come galleggiante per la risalita.
Sul fondo degli oceani si registra la maggiore quantità di eruzioni vulcaniche: oltre il 75% del totale. L’attività è particolarmente intensa nella cosiddetta “cintura di fuoco”, una fascia lunga 40000 chilometri ai margini del Pacifico e caratterizzata da frequenti terremoti.
Cieli sereni
PG

§156

ACCADDE OGGI

7 giugno 1914
La prima nave attraversa il Canale di PANAMA.
Quello di Panama è un canale artificiale che attraversa l’omonimo istmo, il punto più stretto del Centro America, una striscia di terra larga circa 80 km che unisce Nord e Sud America e divide l’Oceano Atlantico dal Pacifico. Fu costruito per evitare la circumnavigazione dell’ intero continente sudamericano.
Il Canale di Panama misura 81 km ed è il secondo più lungo al mondo dopo il Canale di Suez (164 km).
COME FUNZIONA?
Il Canale di Panama è regolato da un complesso sistema di chiuse e bacini che permettono alle navi di salire fino a circa 28 metri sul livello del mare!
Per percorrere gli 81 km del canale, occorrono dalle 8 alle 12 ore.
UN SOLO CAPITANO?
Lungo il Canale di Panama cambiano tante cose: cambia, ad esempio, il capitano della nave! Il pilota del canale, assegnato alla nave in transito dalle autorità assume il pieno comando della navigazione. Il comandante titolare, seppur temporaneamente “privo di timone”, rimane comunque responsabile dei servizi e della funzionalità della nave , ma non interferisce nelle operazioni di pilotaggio.
Nel corso della storia di questa via d’acqua, l’ “Autoridad del Canal de Panamá” ha nominato alcuni “piloti onorari”; tra gli ultimi, il commodoro Ronald Warwick, già comandante della RMS “Queen Mary 2” e il comandante superiore di lungo corso Raffaele Minotauro, già comandante di grandi navi di linea della storica “Società Italia di Navigazione.
CURIOSITÀ
1) Chi percorre il canale provenendo da est, entrando cioè dall’Oceano Atlantico, quando sbuca nell’Oceano Pacifico si ritrova più a est di quando è entrato. Questo perché l’istmo di Panama, nel suo punto più stretto dove è presente il canale ha un andamento da ‘sud-ovest verso nord-est’, anziché da ‘nord-ovest verso sud-est’ (vedasi mappa per chi ha ancora le idee confuse)
2) Il livello medio del mare sulla costa pacifica è circa 20 cm più alto di quello della costa atlantica. Questa differenza di altezza è dovuta ad una complessa interazione fra la rotazione terrestre e le maree. Da un lato la ‘spinta’ dell’oceano sulle terre è lievemente superiore che sull’altro lato.
Per eliminare questa differenza bisognerebbe.. ridurre l’estensione delle Americhe che fanno quasi ‘barriera’ da un polo all’altro!.
Infatti la portata d’acqua lungo un ipotetico canale (condotta) di Panama risulterebbe insufficiente a pareggiare i livelli e quindi sarebbe un fiume con un “movimento perpetuo” (l’energia pulita derivante semplicemente dalla rotazione terrestre).
MADE IN ITALY
Le nuove paratoie giganti utilizzate nel 2016 per l’ampliamento del canale furono realizzate in Italia da un consorzio italo-spagnolo (GUPC), all’interno del quale c’era il gruppo Salini-Impregilo. Le paratoie, lunghe 57 metri, larghe 11, alte 30 metri e pesanti 3mila tonnellate ciascuna permisero il transito tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Atlantico di navi lunghe quasi 400 metri e capaci di trasportare 13.000 container.
Cieli sereni
PG
[Nella foto la nave scuola A. VESPUCCI in attraversamento del Canale durante la Campagna intorno al Mondo nel 2002]

§155

Si tratta di un fenomeno dovuto alla rifrazione della luce solare nell’aria; i raggi solari raden…

CURIOSITÀ
Questo fenomeno, chiamato “raggio verde”, ha sempre ispirato poeti e scrittori. Jules Verne gli dedicò il romanzo omonimo, e il regista francese Rohmer girò il film “Le Rayon vert” che nel 1986 vinse il Leone d’oro a Venezia.
LEGGENDA O TRADIZIONE?
La leggenda legata al fenomeno, che si verifica quando l’acqua e gli astri si incontrano per un breve ma intenso momento come se fossero due amanti, è molto radicata nelle isole del Golfo di Napoli.
A Ischia si narra che solo le persone pure di cuore e che si affacciano dalla terrazza della chiesetta di Santa Maria del Soccorso, siano in grado di vedere il raggio verde smeraldo. Credenza che in qualche modo trova riscontro nel citato romanzo di Verne: “Chi lo vede riesce a leggere meglio nei propri sentimenti e in quelli degli altri”.
A Capri, invece, al fenomeno è stato dedicato addirittura il belvedere dinanzi a Villa Lysis. Qui il raggio è interpretato come simbolo di cambiamento come ricordato da una maiolica affissa sul posto.
Cieli sereni
PG

§154

IL TELEGRAFO AD ASTA

Nel 1793 il francese Claude Chappe e i suoi fratelli inventarono un modello di telegrafo ad asta, una sorta di braccio rotante con alle estremità due bracci minori anch’esse mobili.
Installati su di una torre, con un comando manuale costituito da opportuni rinvii, i tre bracci potevano assumere diverse posizioni angolari in tante combinazioni e trasmettere lettere dell’alfabeto, numeri, segni e messaggi convenzionali o di allarme come, per esempio, “nave pirata”, “incendio a bordo”, ecc. .
I bracci erano neri per assicurare un contrasto con lo sfondo del cielo ed il sistema prevedeva un telescopio il quale, puntato su un altro telegrafo, permetteva di leggere il segnale trasmesso anche a notevole distanza.
Il sistema aveva un punto debole: il messaggio poteva essere letto solo di giorno e in condizioni favorevoli di visibilità.
Cieli sereni
PG

§153

ACCADDE OGGI

3 giugno 1935
Il “Nastro Azzurro” (in inglese Blue Riband ) era un riconoscimento che, fino alla metà del secolo scorso, veniva rilasciato alla nave passeggeri che deteneva il record di velocità media nella traversata senza scali dell’Atlantico (verso ovest).
Il Nastro Azzurro era un semplice riconoscimento visivo: una striscia di seta azzurra generalmente issata sull’albero della nave.
Il 3 giugno 1935 venne assegnato al
transatlantico francese NORMANDIE di circa 79000 tonnellate. Nel suo viaggio inaugurale, agli ordini del comandante René Pugnet, tenne una media di 29,98 nodi battendo il precedente record (28,92 nodi) detenuto, dal 1933, dal liner italiano REX.
CURIOSITA’
Oggi anche una nota birra ha preso il nome in omaggio al Nastro Azzurro del Rex.
Cieli sereni
PG

§152

Sant’ Elmo – I FUOCHI DI SANT’ELMO

I fuochi di Sant’Elmo sono una delle più spettacolari manifestazioni della presenza di elettricità nell’atmosfera. Si tratta di lampi blu, che durano pochi secondi. Compaiono poco prima dei temporali nei pressi degli alberi maestri delle navi o alla sommità delle antenne. Intorno alle punte, infatti, si crea l’effetto corona: linee di forza che amplificano la maggior carica elettrica atmosferica dovuta all’arrivo della tempesta. In particolare il fenomeno è provocato da una ionizzazione delle molecole di ossigeno (O2) e di azoto atmosferico (N2), che si caricano e, quando tornano nello stato iniziale, emettono un bagliore. L’effetto è visibile quando l’aria è priva di umidità e accumula più facilmente elettricità. Per questo, non appena arriva la pioggia, il bagliore scompare. Sant’Elmo, altro nome di Sant’Erasmo, era il patrono dei marinai del Mediterraneo e anticamente le luci blu erano considerate segno della sua presenza.
Cieli sereni
PG

§151

CHI È COSTUI ?

Professore presso l’Istituto di Belle Arti di Roma, Paolo Paschetto, fu l’autore del disegno che divenne il simbolo della Repubblica Italiana. Fu approvato il 5 maggio 1948 con decreto dell’allora Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola.
L’emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da 4 elementi: la stella, la ruota dentata, il ramo di ulivo e quello di quercia.
Il ramo di ulivo 🌿
Simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale.
Il ramo di quercia 🌳
Chiude a destra l’emblema, incarna la forza e la dignità del popolo italiano.
La ruota dentata ⚙️
simbolo del lavoro, richiama il primo articolo della Costituzione: “L’ Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
La stella
È uno degli simboli più antichi nell’iconografia del nostro paese ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia, sul cui capo essa splende raggiante. Così fu nel Risorgimento e fino al 1890, nello stemma del Regno unitario (il famoso ‘stellone’); la stella, poi, è stata la prima onorificenza della Repubblica, la Stella della Solidarietà Italiana ed ancora oggi indica l’appartenenza alle Forze Armate del Paese.
CURIOSITÀ:
In un primo concorso i candidati furono invitati a preparare un disegno con un tema ben preciso: “una cinta turrita a forma di corona, circondata da una ghirlanda di fronde della flora italiana. In basso, la rappresentazione del mare, in alto, la stella d’oro d’Italia con le parole UNITÀ e LIBERTÀ”.
Fu scelto il bozzetto di Paolo Paschetto, al quale andarono 50.000 lire (!) e l’incarico di preparare il disegno definitivo.
Siamo nel febbraio 1947: l’emblema sembrava definito ma la strada era ancora lunga perchè il disegno non piaceva e qualcuno lo definiva “la tinozza”.
Fu perciò nominata una nuova commissione che bandì un secondo concorso! Anche questa volta, risultò vincitore Paolo Paschetto, il cui nuovo elaborato, quello che vediamo oggi, fu approvato dall’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1948.
Cieli sereni 🇮🇹
PG

§150