LUNA PIENA DI GENNAIO

Domani giovedì 28 Gennaio alle ore 20:16 saremo al PLENILUNIO.
Il plenilunio è la fase della Luna durante la quale l’emisfero lunare che è illuminato dal Sole è interamente visibile dalla Terra. Ciò avviene perchè in quel momento la Luna si trova “in opposizione” rispetto al Sole ed è detta LUNA PIENA .
Quella di gennaio è la LUNA DEL LUPO, così chiamata dai nativi americani che in questa stagione sentivano i lupi affamati che ululavano attorno agli accampamenti nelle fredde distese nevose dell’inverno.
Nella tradizione celtica, invece, troviamo il nome Luna dopo Yule, perché Yule era la festa del solstizio d’inverno presso i Celti. La parola sembra derivare da quella ‘Iul’, o ‘jul’ (‘ruota’): il solstizio di inverno indicava infatti una data che segnava il punto cruciale nella “Ruota dell’Anno”, quando, nell’emisfero boreale, si vive la notte più lunga dell’anno.
Cieli sereni
PG

§57

L’ ESAGONO INVERNALE

In queste notti invernali alcune stelle, tra le più luminose del cielo, formano un enorme motivo a sei facce, chiamato ESAGONO INVERNALE, visibile per quasi tutta la notte.
La stella bianca molto luminosa che appare sull’orizzonte sud-orientale è Sirio, nota come “la stella del Cane Maggiore” .
Dopo il Sole, Sirio è la stella più luminosa di tutto il cielo. È circa 25 volte più luminosa del nostro Sole, ma a 8,6 anni luce di distanza! È diretta verso di noi e quindi destinata a diventare sempre più luminosa nei prossimi millenni!
Muovendosi in senso antiorario, a destra di Sirio c’è la brillante stella blu Rigel, che segna il ginocchio di Orione (il Cacciatore).
Quasi tre pugni di diametro (25°) sopra Rigel c’è Aldebaran, la stella arancione nella costellazione del Toro. Aldebaran è una gigante rossa quaranta volte più grande del nostro sole.
Ancora tre pugni di diametro in alto su Aldebaran si trova la brillante stella gialla Capella, la ‘capra’ nella costellazione dell’Auriga.
Verso il basso e a sinistra di Capella incontriamo un paio di stelle luminose: i gemelli Castore (superiore) e Polluce (inferiore) nella costellazione dei Gemelli.
Infine, osservando a metà strada tra i gemelli e Sirio troviamo la luminosa stella blu-bianca Procione del Cane Minore che si trova a soli 11 anni luce di distanza da noi.
Infine possiamo trasformare il nostro esagono in una lettera “G” collegando Rigel alla stella luminosa e rossastra Betelgeuse che segna “la spalla di Orione”. Questa stella è un vero gigante: più di 600 volte più grande del sole e si avvicina alla fine dei suoi giorni quando esploderà come supernova;
OSSERVAZIONE:
L’esagono invernale sarà visibile tutte le notti (nubi permettendo), dalle ore 20 circa fino a circa metà aprile. La Via Lattea lo attraversa e la luna e i pianeti vagano attraverso queste sei stelle mentre “migrano” lungo l’eclittica. Tra oggi e domani anche la luna crescente si troverà in mezzo a questo ‘esagono’ facilitandone l’individuazione.
Cieli sereni
PG

§56

Incontro ravvicinato tra Luna, Marte e Urano

Questa sera possiamo osservare il nostro satellite naturale, il pianeta rosso e il gigante ghiacciato azzurro-verde riuniti nella costellazione dell’Ariete.
La Luna è primo quarto e Marte, rossastro, brillerà nelle sue vicinanze. Saranno facilmente osservabili mentre il lontano pianeta Urano, 150 volte più tenue di Marte, sarà quasi impossibile da vedere senza un ausilio per la vista.
Cieli sereni
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§55

ALDEBARAN

ALDEBARAN è una stella molto brillante visibile ‘in alto a destra’ di Orione, ed è la più luminosa della costellazione del Toro, nonché la quattordicesima più luminosa dell’intero cielo notturno.
Aldebaran che si sta allontanando da noi a quasi 200 mila chilometri all’ora (!), si trova adesso a circa 66 anni luce.
Nel passato doveva essere molto più vicina e secondo i calcoli, tra i 400 000 e i 200 000 anni fa, potrebbe essere stata la stella più brillante del cielo, addirittura più di quanto non lo sia oggi Sirio.
Aldebaran è una gigante arancione 40 volte più grande del Sole e 500 volte più luminosa. Per individuarla nel cielo possiamo partire da Orione, una delle costellazioni più note della volta celeste; se si immagina una linea che passa per le tre stelle che formano la Cintura da sinistra a destra (nell’emisfero boreale) o da destra a sinistra (nell’emisfero australe), la prima stella brillante che si incontra è Aldebaran. Nell’altra direzione, quasi in posizione speculare, si incontra invece Sirio.
CURIOSITÀ:
Il nome di questa stella deriva dalla parola araba al-Dabarān (لدبران), “che sta dietro”, in riferimento al modo in cui l’ astro sembra inseguire l’ammasso delle Pleiadi nel loro moto notturno. Aldebaran era considerata dagli astrologi una stella fortunata, apportatrice di ricchezze e onori. I Persiani, dal 3000 a. C., la consideravano, insieme ad Antares, Fomalhaut e Regolo, una delle quattro “stelle regali”.
Cieli sereni
PG

§847

ALDEBARAN

ALDEBARAN è una stella molto brillante visibile ‘in alto a destra’ di Orione, ed è la più luminosa della costellazione del Toro, nonché la quattordicesima più luminosa dell’intero cielo notturno.
Aldebaran si sta allontanando da noi a quasi 200 mila chilometri all’ora (!)
Proprio così, perchè tutte le stelle si stanno allontanando tra di loro.
Sembra strano ma soltanto qualche secolo fa si riteneva che le stelle fossero fisse.
Per la prima volta nel 1718 l’astronomo inglese Edmond Halley confermò che la posizione delle stelle in cielo non era così immutabile, smontando l’ultimo caposaldo della teoria aristotelico-tolemaica già da tempo abbandonata.
Halley confrontò le misurazioni esistenti di Aldebaran, e anche di Sirio e Arturo, con quelle del catalogo di Ipparco di circa 2000 anni prima e scoprì che Aldebaran nel tempo si era spostata nel cielo di un angolo grande quanto un quarto del diametro della Luna.
Aldebaran, che adesso si trova a circa 66 anni luce da noi, nel passato doveva essere molto più vicina, e quindi più luminosa. Secondo i calcoli più recenti, Aldebaran tra i 400 000 e i 200 000 anni fa dovrebbe essere stata la stella più brillante del nostro cielo, addirittura più di quanto non lo sia oggi Sirio.
Aldebaran è una gigante arancione quaranta volte più grande del Sole e 500 volte più luminosa. In realtà si tratta di una stella doppia dato che possiede una piccola e debole compagna.
Per individuare Aldebaran nel cielo possiamo partire da Orione, una delle costellazioni più note della volta celeste; se si immagina una linea che passa per le tre stelle che formano la Cintura da sinistra a destra (nell’emisfero boreale) o da destra a sinistra (nell’emisfero australe), la prima stella brillante che si incontra è Aldebaran. Nell’altra direzione si incontra invece Sirio.
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§54

LA LUNA.. “A BARCHETTA”

È il nome che viene dato alla forma della Luna che, in un certo periodo dell’anno, al tramonto, assomiglia ad una barchetta adagiata sulla linea dell’ orizzonte.
Alle nostre latitudini si può osservare
la ‘barchetta’ intorno al mese di Gennaio, quando la luna crescente ha la forma di un “giovane” falcetto (di circa quattro giorni) dopo la Luna Nuova.
Perchè questo accade giusto a Gennaio?
Per dare una spiegazione bisogna capire che cosa è l’ECLITTICA.
L’ ECLITTICA è quella linea che indica il percorso apparente del Sole nel cielo come viene osservato dalla Terra durante un intero anno.
In altre parole è una proiezione, sulla volta celeste, dell’orbita della Terra intorno al Sole e con buona approssimazione possiamo dire che tutti i pianeti del sistema solare e anche il nostro satellite li vediamo annualmente ‘scorrere’ su questa linea.
Questa linea, a seconda della stagione, (inclinazione dell’ asse della Terra sull’orbita intorno al Sole che varia da -23,5° a +23,5°) e della posizione, risulta più o meno inclinata rispetto al nostro orizzonte.
[A questo punto gli ‘allergici’ ai numeri possono direttamente passare alle CURIOSITÀ finali😊]
Prendiamo, ad esempio, ROMA
(Latitudine 42°) a gennaio quando si ha la massima inclinazione dell’ asse terrestre (23,5°).
Si calcola il complemento a 90° della latitutine (90-42) 48° e si somma il risultato ai gradi dell’inclinazione dell’eclittica
(90 – 42) + 23.5 = 71.5°
Se ora consideriamo l‘ “asse di fase” della luna (cioè la linea che unisce le punte del ‘falcetto’), questa sarà inclinata di (90 – 71.5) 18.5° rispetto all’orizzonte, cioè quasi orizzontale come una… barchetta!
Questo è dunque il momento migliore dell’anno in cui si può vedere la ‘luna a barchetta’ in una fascia di latitudini compresa tra il Circolo Polare Artico e il Tropico del Cancro. In questa ultima zona, la “barchetta”, proprio a gennaio, è perfettamente orizzontale mentre oltre il Circolo Polare, fino al Polo, la luna non c’è proprio per sei mesi…
CURIOSITÀ
Ecco infine spiegato il detto “Luna coricata, marinaio sveglio” come preciso riferimento a quel periodo dell’ anno (Gennaio-Febbraio) quando è più frequente il maltempo.
Per osservare la migliore barchetta possibile, con un falcetto di luna di 4 giorni, basterà volgere lo sguardo verso Sud Ovest domani sera, domenica 17, intorno alle 22.
A febbraio ci sarà Luna Nuova il giorno 11 e avremo la luna a barchetta il 15.
Cieli sereni
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§53

Luna – Mercurio – Giove – Saturno

Oggi mercoledì 13 gennaio siamo al NOVILUNIO!
Che cosa significa?
Significa che la Luna, oggi, pur essendo presente in cielo per tutto il giorno, sarà invisibile! Questo perchè si troverà tra la Terra e il Sole e succederà come quando una potente sorgente luminosa non ci permette di vedere una persona o un oggetto che si interpone tra la luce e noi.
Da domani giovedì 14 gennaio il nostro satellite comincerà a spostarsi progressivamente ‘verso sinistra’ dal Sole (relativamente a chi osserva) e al crepuscolo, dopo il tramonto, intorno alle 18, i più attenti potranno intravedere, verso Ovest-SudOvest, un sottilissimo falcetto di “Luna Crescente”.
Tra le ultime luci serali sarà anche possibile scorgere, insieme alla Luna, i pianeti prospetticamente vicini al Sole: Mercurio, Giove e Saturno, tutti nella costellazione del Capricorno. (vedi figura)
Cieli sereni
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§52

IL BAROMETRO DI FITZROY

Il BAROMETRO DI FITZROY, detto anche, in inglese, STORM GLASS, è un dispositivo che risale al XVIII secolo. Era costituito da un contenitore ermetico di vetro, riempito con un liquido che permetteva di fare previsioni meteorologiche osservandone l’aspetto.
Il liquido era costituito da un insieme di ingredienti aggiunti ad acqua distillata: etanolo, nitrato di potassio, cloruro di ammonio e canfora. Questa miscela fu ideata dall’ ammiraglio Robert FitzRoy ed utilizzata da Charles Darwin nella sua storica campagna intorno al mondo sul brigantino Beagle. (Vedi riquadri).
Durante quel viaggio, FitzRoy documentò attentamente l’aspetto dello storm-glass ricavandone di volta in volta le seguenti previsioni:
liquido limpido: tempo sereno;
liquido torbido: tempo nuvoloso e probabili precipitazioni;
puntini nel liquido: tempo umido o nebbia;
piccoli cristalli: temporali;
piccoli cristalli (con tempo soleggiato): neve in arrivo;
cristalli più grandi: nuvoloso nelle zone temperate o neve in inverno;
cristalli sul fondo: gelo;
filamenti nella parte superiore: vento.
CURIOSITÀ:
Il 1859 fu un pessimo anno dal punto di vista meteorologico per la Gran Bretagna, che fu flagellata da fortissimi temporali. In quel periodo, la Marina inglese iniziò a distribuire “stormglass” a molte piccole comunità costiere delle Isole britanniche affinché potessero essere consultati dai comandanti delle navi in porto, prima di salpare.
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§51

PIÙ VICINI DI COSÌ !…

Più vicini di così …non si può!
A molti sarà sfuggito che sabato scorso, 2 Gennaio, la Terra si è trovata alla minima distanza dal Sole: al cosiddetto PERIELIO (dal greco “περί” perì = vicino e “Hλιος” helios = sole).
Da allora abbiamo ripreso ad allontanarci dalla nostra stella perchè l’orbita della Terra è ellittica e, di conseguenza, la distanza dal Sole cambia nel corso dell’anno.
Al perielio è di circa 147 milioni di chilometri, mentre nel suo punto più lontano (AFELIO), che sarà raggiunto il prossimo 5 Luglio, è di quasi 152 milioni di chilometri.
Qualcuno si chiederà: se siamo più vicini al Sole, non dovrebbe fare piu caldo? In realtà, no. La maggiore o minore distanza dal Sole ha poca influenza sulle temperature sulla Terra: qualche milione di chilometri in più o in meno è poca cosa rispetto alla distanza media di circa 150 milioni.
A determinare l’avvicendarsi delle stagioni (e quindi del maggiore o minore riscaldamento) è invece l’inclinazione dell’asse di rotazione della Terra che, abbinata alla rivoluzione annuale intorno al Sole, fa variare l’angolo con cui i raggi solari colpiscono la superficie terrestre.
CURIOSITÀ
A queste distanze la luce del sole, che viaggia a 300000 km al secondo (!), impiega circa 8 minuti per arrivare sulla Terra…..è il tempo che avremmo a disposizione per realizzare che la nostra stella sta esplodendo o si sta spegnendo.
Cieli Sereni
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