14 GENNAIO

OGGI È CAPODANNO !
Oggi 14 GENNAIO è il capodanno del calendario giuliano (in russo Старый Новый Год, in serbo e macedone Стара Нова година, letteralmente “vecchio anno nuovo”).
È celebrato informalmente nei Paesi di religione cristiano-ortodossa: Russia, Serbia, Moldavia, Ucraina, Bielorussia, Macedonia del Nord e Georgia.
Per tutto questo XXI secolo, il vecchio nuovo anno è stato (sarà ancora) salutato nella notte tra il 13 e il 14 gennaio: questa differenza di 13 giorni con il nostro Capodanno (calendario gregoriano), persiste da fine febbraio 1900 e così rimarrà fino a fine febbraio 2100.
In quell’anno il Capodanno ortodosso cadrà 14 giorni dopo quello cattolico ovvero il 15 gennaio 2101 e rimarrà tale per tutto il XXII secolo.. fino al 2200!
(Bitta tunc primum scripsit XIV I MMXXIII)
Cieli sereni
PG

§499

ACCADDE OGGI…

…il 13 gennaio 2012
La nave da crociera Costa Concordia urta degli scogli a 500 metri dal porto dell’Isola del Giglio, provocando nello scafo una falla e causando 32 morti, 80 feriti e 2 dispersi, con la conseguente evacuazione totale delle 4229 persone, tra equipaggio e passeggeri, presenti a bordo della nave.
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L’ “INCHINO”
Il cosiddetto “inchino”, del quale si è tanto parlato in seguito a quell’ incidente di 14 anni fa, altro non è che un passaggio sottocosta di una nave per omaggiare con luci e segnali acustici gli abitanti della zona.
NON è una regola, ma una tradizione marinaresca che affonda le proprie origini ai tempi delle repubbliche marinare: una tradizione radicata anche nella marina militare, a tal punto che anche Nave Vespucci talvolta fa sosta alla fonda di fronte alle cittadine costiere che incontra sulla sua rotta per omaggiarle e mostrarsi in tutta la sua bellezza.
L’ “inchino” oggi ha assunto un significato molto meno poetico: una “rotta turistica” sottocosta per passeggeri ed ospiti da intraprendere sulla base di valutazioni e considerazioni da parte del Comandante in base a svariati criteri che tengono conto, ad esempio, della pericolosità dei fondali, la conformazione della costa, il traffico, le condizioni meteo marine e altro. Tutto DEVE essere eseguito in conformità alle norme di SICUREZZA ed il cambio rotta va registrato come variazione al piano di navigazione.
COME E’ NATO L’INCHINO ?
Con il trascorrere degli anni, l’inchino ha avuto tante interpretazioni.
In passato, nel Golfo del Leone o nelle Bocche di Bonifacio, tanto per citare due esempi, in presenza di forte maestrale (vento da NW) la rotta più breve prevedeva di tagliare il golfo, facendo l’INCHINO, ovvero, navigare verso l’interno del golfo per prendere meno mare. Questo perché nei golfi, con il vento forte che soffia da terra, il mare a largo si ingrossa in maniera considerevole; quindi, fare l’INCHINO significava navigare in sicurezza evitando sollecitazioni allo scafo, danni all’equipaggio, alla nave e al carico.
Con il termine INCHINO, ci si riferiva anche all’usanza che i comandanti, quando sapevano di avere a bordo un membro dell’equipaggio di una località posta in prossimità della rotta, “tufavano”, cioè salutavano con il fischio (la sirena) le mogli e le famiglie di chi era a bordo.
Ma quale era la casa di questi marinai? Come facevano a riconoscere la propria?
Ebbene, un’altra usanza (tutt’oggi esistente) di molte località disseminate lungo le coste italiane, era quella di intonacare le proprie abitazioni con colori vivaci e diversi tra loro, così da poter riconoscere la propria anche a distanza.
Ma non fu il caso della Concordia.
Quel naufragio fa pensare invece che le manovre furono svolte senza criterio, e la bella nave rimase ‘inchinata’ per la responsabilità di persone che le regole scelsero di raggirarle.
(Bitta scripsit XIII I MMXXII)
Cieli sereni
PG

§497

OGGI È IL CAPODANNO BERBERO, BUON 2976 !

Il 12 gennaio è il Capodanno Berbero (Amazigh) secondo un calendario che deriva dagli antichi cicli agrari della regione nordafricana che inizia nel 950 a.C., anno della salita al trono del faraone Sheshonq I, primo faraone di origine amazigh.
Il capodanno è noto con il termine berbero Yennayer (ⵢⴻⵏⵏⴰⵢⴻⵔ), che propriamente indica il primo mese dell’anno (il nome deriva infatti da quello latino di Ianuarius ).
PERCHÈ IL 12 GENNAIO ?
Il calendario berbero è rimasto ancorato al calendario giuliano ma per tradizione gli amazigh continuano a festeggiare il capodanno con 11 giorni di ritardo rispetto al calendario gregoriano (il 12 anzichè il 1° gennaio), senza tener conto dello spostamento tra i due calendari che si è accumulato nei secoli e che oggi è di 13 giorni.
Si festeggia in diverse zone del Maghreb e in molti paesi europei che ospitano le comunità berbere con spettacoli, balli tradizionali e degustazioni di street food passeggiando per i souk.
Un tratto caratteristico di questa festività, che spesso si confonde con quella islamica dell’ ashura, è l’uso, in molte regioni, di invocazioni rituali con formule quali bennayu, babiyyanu, bu-ini ecc., tutte espressioni che, secondo molti studiosi, potrebbero rappresentare la corruzione degli antichi auguri in latino bonus annus/bonum annum
Buon Yennayer
Asegwas ameggaz
Cieli sereni e Buon 2976 !
PG

§495

ACCADDE OGGI…

…l’ 11 gennaio 1935
Quel giorno l’aviatrice statunitense Amelia Earhart diventa la prima aviatrice ad aver volato in solitaria e senza scalo attraverso l’Oceano Pacifico, da Honolulu (Hawaii), a Oakland (California).
Quel volo di 2.092 miglia (circa 3.875 km) fu coperto in 18 ore e 15 minuti: un nuovo record che la consacrò come una pioniera dell’aviazione.
Quel volo non solo fu un’impresa straordinaria, ma anche, in assoluto, il primo volo transpacifico in solitario cementando il suo status di aviatrice più famosa del mondo.
Seguì il suo precedente record del 1932, quando fu la prima donna a volare in solitaria attraverso l’Atlantico (da Terranova all’Irlanda del Nord).
Tutti questi successi culminarono con il suo tentativo, nel 1937, di circumnavigare il globo durante il quale scomparve.
Il Lockheed L10 Electra della Earhart decollò da Oakland il 1° giugno 1937, con grande clamore internazionale. I fan seguirono Earhart e il suo navigatore Fred Noonan in tutte le soste di rifornimento nelle varie località del mondo. Ma dopo essere partiti dalla Nuova Guinea, per uno degli ultimi tratti del viaggio, il 2 luglio, scomparvero dai radar. Earhart, Noonan e l’aereo non furono mai più visti. La pioniera non aveva ancora compiuto 40 anni.
Nonostante una imponente operazione di ricerca intrapresa dalla marina e dalla aviazione statunitense, non fu trovata alcuna traccia né del veicolo, né dei due occupanti.
Cosa sia successo ad Amelia Earhart e al suo navigatore è ancora oggetto di varie teorie. Furono catturati dai giapponesi e giustiziati come sospette spie? Rimasero senza carburante e pecipitatono nel Pacifico e i rottami del loro aereo sono abbandonati sul fondo dell’oceano? Oppure trascorsero i loro ultimi giorni come naufraghi in qualche isola remota del Pacifico?
Una risposta definitiva non è stata ancora data: generazioni di esploratori hanno cercato e recentemente utilizzato moderne tecnologie come sonar e veicoli subacquei autonomi per trovare il suo aereo ma, fino ad ora, senza successo.
Cieli sereni
PG

§493

GIOVE IN OPPOSIZIONE

Se questa mattina, verso le 9 ora italiana, ci fossimo trovati su Giove, avremmo assistito a un raro spettacolo: la Terra che transita davanti al disco del Sole (Vedi immagine).
È accaduto che il nostro pianeta e Giove si sono trovati in una particolare linea nello spazio, chiamata linea dei nodi (dove i piani delle loro orbite si intersecano) in un eccezionale allineamento: Giove è risultato in OPPOSIZIONE e alla MINIMA DISTANZA da noi (circa 588 milioni di chilometri), e quindi più luminoso e visibile per tutta la notte.
Giove va in opposizione circa ogni 13 mesi, perché la Terra compie un’orbita attorno al Sole in 1 anno, mentre Giove ne impiega quasi 12 (anni terrestri). Serve quindi poco più di un anno perché i due pianeti si ritrovino di nuovo dalla stessa parte del Sole, ma il transito della Terra davanti al disco della nostra stella ha una ben più rara frequenza: cinque passaggi, uno ogni 12 anni, seguiti poi da oltre un secolo di attesa. Quello di oggi 10 gennaio 2026 è stato l’ultimo della serie attuale e la prossima inizierà solo nel 2109.
OSSERVAZIONE
Come osservare Giove in opposizione?
Per trovare Giove basterà guardare in direzione opposta a quella in cui tramonta il Sole e risulterà ben visibile così come già lo è da qualche settimana e come lo sarà ancora per le prossime serate.
Cieli sereni
PG

§491

ACCADE OGGI…

…il 9 gennaio 1957
Il 9 gennaio 1957 comincia a operare la base permanente Amundsen-Scott South Pole Station, un sito di ricerca USA ubicato al Polo sud geografico; il suo nome è un omaggio agli esploratori Roald Amundsen e Robert Falcon Scott che per primi raggiunsero quel luogo.
Si trattava di una cupola geodetica chiamata Dome, una struttura d’acciaio di 50 m di diametro e 16 m di altezza, dismessa nel 2003 e sostituita da nuovi edifici.
IL POLO GEOGRAFICO
Il Polo Geografico è il punto esatto in cui l’asse di rotazione terrestre interseca la superficie.
È situato su un altopiano formato da una calotta di ghiaccio spessa quasi 2700 metri e a 2835 m d’altitudine sul livello del mare.
A causa dello spostamento del ghiaccio, il Polo Geografico si muove di circa 10 metri all’anno, richiedendo il sistematico spostamento del marcatore.
CURIOSITÀ
Ad Amundsen-Scott il Sole sorge solo all’equinozio di settembre, rimanendo permanentemente sopra l’orizzonte fino alla massima altezza al solstizio di dicembre (sole di mezzanotte) e tramonta solo all’equinozio di marzo; la notte polare che segue dura fino al successivo equinozio di settembre dopo il culmine al solstizio di giugno.
La temperatura media annua è di −49 °C; il mese più caldo è dicembre (−28 °C), il più freddo luglio (−60 °C).
Cieli sereni
PG

§489

ACCADDE OGGI…

…l’ 8 gennaio 1610
Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio del 1610 Galileo Galilei avvista le prime quattro lune che orbitano attorno a Giove (Europa, Callisto, Io e Ganimede): osservando per diverse notti il gigante gassoso notò che il pianeta era circondato da quattro piccoli corpi celesti dimostrando che anche altri pianeti potevano avere i loro satelliti naturali.
I quattro satelliti, noti oggi come satelliti galileiani, vennero chiamati astri medicei in onore di Cosimo II de Medici, allievo e poi amico di Galileo.
I nomi furono scelti dall’astronomo tedesco Simon Mayr (Marius, secondo il nome latinizzato), che si pensa li abbia osservati quasi contemporaneamente, ma in modo indipendente, da Galileo.
Fino alla metà del XX secolo per indicare i satelliti venne utilizzata la designazione numerica romana, composta dal nome del pianeta seguito dal numero romano che indicava, in ordine crescente, la distanza da Giove ( Io era Giove I, Europa Giove II, Ganimede Giove III e Callisto Giove IV).
NOTA
L’immagine sopra mostra come i 4 satelliti appariranno disposti questa sera intorno a mezzanotte (le ‘posizioni’ rispetto a Giove cambiano continuamente) per un osservatore dotato anche di un semplice telescopio o cannocchiale.
Nello schema sotto si possono vedere i rapporti di grandezza tra Giove, la Terra e i quattro satelliti.
(Bitta scripsit VIII I MMXXIII)
Cieli sereni
PG

§487

IL NATALE ORTODOSSO

Oggi, 7 gennaio, è NATALE per la Chiesa ortodossa e per le chiese orientali cattoliche.
PERCHÉ IL 7 GENNAIO E NON IL 25 DICEMBRE ?
Questa difformità nella data del Natale non è dovuta ad alcun scisma ma deriva semplicemente dall’uso di un diverso calendario.
Nel 1582 papa Gregorio XIII fece modificare il vecchio calendario introdotto da Giulio Cesare, chiamato in suo onore giuliano, cancellando i 10 giorni tra il 5 ed il 14 ottobre 1582.
Per quella decisione, il 7 gennaio di adesso corrisponde al 25 dicembre di allora, per cui la nostra Epifania corrisponde alla Vigilia del Natale ortodosso che cade in ritardo di 13 giorni.
UNA DOMANDA !
Il comandante Bitta si è posto questa domanda: perchè tra i due Natali c’è uno scarto di 13 giorni mentre quelli “saltati” nel 1582 furono 10 ? 🤔
La risposta sta nel fatto che, dal 1582 ad oggi, il divario tra i due calendari è ulteriormente aumentato proprio per il difetto del precedente per il quale, pur prevedendo il mese bisestile ogni 4 anni, la durata dell’anno era calcolata (per “difetto”) in 365 giorni e 6 ore (365,25), e non con il più preciso valore di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi (365,2425) dell’anno ‘gregoriano’, quindi più corto di circa 10 minuti.
Questo ‘aggiustamento’ avviene nel calendario gregoriano non considerando bisestili gli anni secolari le cui prime due cifre non siano divisibili per 4 (1700, 1800, 1900, 2100, 2200 ecc.): omissione che non era prevista nel precedente calendario giuliano.
Il nostro calendario gregoriano guadagna quindi un giorno rispetto a quello giuliano ogni volta che si “omette” l’anno bisestile: così la differenza di 10 giorni nel 1582 rimase fino all’ultimo giorno di febbraio del 1700 quando divenne di 11 giorni.
Passò poi a 12 giorni l’ultimo giorno di febbraio 1800, 13 giorni a fine febbraio 1900 e così rimarrà fino a fine febbraio 2100.
In quell’anno il Natale ortodosso cadrà 14 giorni dopo quello cattolico ovvero l’ 8 gennaio 2101.
Dove si celebra oggi il Natale?
Il Natale oggi si festeggia in Medioriente e anche (per la Chiesa cattolica greco-ucraina e per i cristiani ortodossi che ci vivono) in Russia, Bielorussia, Serbia, Croazia, Moldavia, Macedonia e altri Paesi.
Particolare la situazione in Egitto, dove i cattolici del Cairo e di Alessandria, con le rispettive province, hanno già celebrato la nascita di Gesù il 25 dicembre, mentre quelli che vivono nell’Alto Egitto festeggiano oggi 7 gennaio, insieme agli ortodossi.
CURIOSITÀ
A differenza dalla Chiesa cattolica, nei paesi ortodossi non esiste il presepe come rappresentazione della nascita di Cristo. L’addobbo dell’albero di Natale è invece una tradizione comune anche se le usanze variano da Paese a Paese.
Cieli sereni
PG

§485

ACCADDE OGGI…

…il 7 gennaio 1797
FESTA DEL TRICOLORE 🇮🇹
Oggi 7 gennaio è la FESTA DEL TRICOLORE. È ufficialmente denominata ‘Giornata Nazionale della Bandiera ed è stata istituita per ricordare la nascita della nostra bandiera nazionale.
Venne adottata per la prima volta il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia come vessillo di uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana: uno stato napoleonico nato l’anno precedente e dipendente dalla Prima Repubblica francese.
Perché la bandiera italiana è verde bianca e rossa?
Si ritiene che il Tricolore richiami il verde delle montagne, il bianco delle nevi e il rosso del fuoco dei vulcani e il sangue dei martiri.
Ma la vera storia dei colori è un’altra.
La bandiera italiana è molto simile a quella francese perché è da quella che deriva: nel 1794 due studenti dell’università di Bologna – Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis – furono i primi ad apporre in una coccarda i tre colori bianco, rosso e verde modificando quella francese: la speranza era quella di restituire l’indipendenza a Bologna.
Ma vediamo il significato di quei tre colori. Il bianco e il rosso ricordavano il colore delle rispettive città di provenienza (Bologna e Castell’Alfero – Asti) mentre il verde era il colore della speranza. Speranza ben presto infranta, perché i due giovani patrioti furono scoperti e giustiziati.
Significato religioso della bandiera italiana
I colori della bandiera italiana hanno anche un significato religioso legato alle tre virtù teologali fede, speranza e carità. L’accostamento è intuibile: il bianco è la fede, il verde la speranza e il rosso la carità.
(Bitta tunc primum scripsit VII I MMXXII)
Cieli Sereni 🇮🇹
PG

§483