LE GEMINIDI

Eccoci all’annuale appuntamento con le GEMINIDI, le stelle cadenti di dicembre.
Le Geminidi sono la pioggia di meteore più intensa dell’anno insieme alle Perseidi di agosto (le “stelle cadenti di San Lorenzo”).
Questo sciame meteorico, visibile in cielo già dai primi giorni di questo mese di dicembre, continuerà a mostrarsi fino al 19 toccando il suo picco intorno al 14 con una pioggia di circa 100 meteore all’ora, (circa una stella cadente al minuto!)
Per ammirare le Geminidi non ci sarà bisogno di telescopio né di conoscere tutte le Costellazioni:
È importante trovare un cielo buio, lontano dalle luci della città e con poco inquinamento luminoso. Poi basterà alzare gli occhi, attendere qualche minuto di adattamento al buio e, nuvole permettendo, lo spettacolo dovrebbe essere assicurato.
Potrà essere utile trovare il cosiddetto “Radiante“, cioè il punto dal quale sembrano provenire le meteore.
Il punto Radiante delle Geminidi è vicino alla stella più luminosa Alfa dei Gemelli (Gemini) da cui il nome Geminidi e si trova a Nord-Ovest della più famosa e riconoscibile Cintura di Orione.
Ricordiamo infine che le Geminidi, come tutte le “stelle cadenti”…. NON SONO STELLE ! A dispetto del nome comune, sono detriti, polveri e rocce (METEORE) che impattano ad alta velocità nell’atmosfera della Terra (in realtà è la nostra atmosfera che le “investe”… ) creando quelle scie luminose che tanto ci incantano.
ISTRUZIONI
Il momento migliore per osservare le Geminidi sarà intorno alle 2 del mattino, ma il 14 dicembre, la Luna sarà illuminata per più dell’80% limitando la visione ma tramonterà intorno alle 4 del mattino, lasciando agli osservatori un paio d’ore per la visione delle meteore prima dell’alba.
Cieli sereni
PG

§259

La CUCCÌA di Santa Lucia

È un tipico dolce siciliano che si prepara con grano bollito insaporito con ricotta, gocce di cioccolato, frutta candita e un po’ di cannella. Si tratta di un dolce che si realizza nei giorni che precedono le festività natalizie, precisamente il 13 dicembre, a Santa Lucia: la cuccìa è una preparazione tipica delle città di Palermo e Siracusa, che se ne contendono l’origine, ma è diffusa e apprezzata in tutta la regione.
LA LEGGENDA
Si narra che il 13 dicembre del 1646 approdò nel porto di Palermo una nave carica di grano, che pose fine ad una grave carestia. Per poterlo consumare immediatamente il grano non venne macinato, ma bollito e mangiato.
Cieli sereni
PG

§258

SANTA LUCIA È IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA ?

Il detto si tramanda da più di 4 secoli, cioè da prima del 1582: a quel tempo la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era ancora così rilevante che il solstizio, (giorno nel quale il sole descrive nel cielo l’arco più breve) cadeva proprio fra il 12 e il 13 dicembre rendendolo quindi il giorno più corto. Va infatti rammentato che la Terra, per fare un giro completo intorno al Sole, impiega 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi, ma i giorni dell’anno secondo il calendario civile erano/sono 365 ..“esatti”.
Per recuperare le 6 ore di differenza, nel 46 a.C. (sotto Giulio Cesare) fu introdotto il calendario giuliano con un anno bisestile ogni 4.
(6 ore x 4 anni = 24 ore: esattamente il giorno di differenza che anche oggi si aggiunge a febbraio!).
Il calendario romano, però, aveva risolto il problema delle 6 ore ma non aveva tenuto conto della ulteriore differenza dei 9 minuti e dei 10 secondi a quei tempi considerata irrisoria.
Questa differenza peró, (circa un centesimo di giorno), si accumulò col passare dei secoli, per cui le date d’inizio delle stagioni (regolate con il sole) si spostavano man mano all’indietro (si perdeva un giorno ogni 128 anni circa) e nel XVI secolo, lo spostamento era arrivato a 10 giorni!
Per questo nel 1582 fu introdotto il calendario gregoriano (per decreto di papa Gregorio XIII) che ordinò di passare direttamente dal 4 Ottobre al 15 Ottobre, per ‘recuperare’ quei 10 giorni che si erano accumulati nei secoli precedenti. Il solstizio passò così al 21-22 dicembre (come è oggi) ma la festa della Santa è rimasta sempre al 13 e così anche il detto legato al giorno più corto si è tramandato invariato fino ai nostri giorni.
Cieli sereni
PG

§257

ECCO LA COMETA DI NATALE!

Le festività natalizie di questo 2021 sembrano essere annunciate, in maniera tradizionale, da una vera e propria “cometa di Natale”!
Si chiama LEONARD come il suo scopritore, GJ Leonard, un astronomo che l’ha individuata a gennaio di quest’anno dall’osservatorio del monte Lennon, in Arizona.
In questi giorni la cometa Leonard si sta avvicinando a una velocità pazzesca: circa 70 km al secondo.
Raggiungerà la minima distanza dalla Terra (34 milioni di km) domani domenica 12 dicembre per poi scomparire dal nostro emisfero e comparire in quello australe.
Secondo le previsioni il picco di luminosità della cometa dovrebbe essere raggiunto intorno al 14 dicembre, ovvero due giorni dopo il suo massimo avvicinamento alla Terra.
La cometa potrà essere osservata ad occhio nudo (meglio un binocolo) poco prima dell’alba, tra le 5.30 e le 6.30 guardando verso NORDEST, poco sotto la costellazione del Bootes (il bovaro) la cui stella principale è Arturo.
Sarà visibile anche dopo il tramonto verso OVEST-SUDOVEST dalle 17:30 alle 18:30 e il 18 dicembre incrocerà vicino a Venere.
Attenzione a non farsi trarre in inganno dal disegno. Non parliamo di una stella cadente che sfreccia in cielo per una frazione di secondo, ma di una ‘virgola’ luminosa fissa nella volta celeste che ogni notte di questo dicembre si sposta, a poco a poco, sullo sfondo delle costellazioni.
Quando e quanto luminosa sarà questa cometa è difficile da prevedere, perché non sappiamo con certezza quanta polvere e gas emetterà, visto che queste quantità possono variare di giorno in giorno, e che queste variabili controllano la quantità di luce solare diffusa e a noi visibile.
È noto, in ogni caso, che raggiungerà il punto più vicino al Sole, il prossimo 3 gennaio 2022 e che non tornerà mai più nel nostro Sistema Solare.
Cieli sereni
PG

§256

ACCADDE OGGI

Oggi 10 dicembre si festeggia la Beata Vergine Lauretana, la “Patrona degli Aeronauti”.
La notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294 un piccolo edificio in pietra comparve sulle colline a nord-est di Recanati.
Era la casa di Nazareth in cui Maria nacque, fu educata e ricevette l’annuncio evangelico.
Come finì in quel luogo delle Marche? A tal proposito esistono tante leggende.
Secondo alcuni, quando i crociati furono espulsi dalla Palestina durante l’invasione dei Turchi nel 1291, gli angeli trasportarono in volo la dimora della Vergine per salvarla dalla distruzione e inizialmente la posarono a Tersatto in Croazia.
Qui però, oltre a non essere adorata come meritava, era continuamente preda di furti e razzie. Gli angeli decisero, quindi, di spostarla nuovamente attraverso il mare fino al territorio di Recanati e la posero su un colle di proprietà di una donna chiamata Loreta.
Era la notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294. Da quel momento in poi la Chiesa rimase in questo territorio diventando meta di tantissimi pellegrinaggi, tanto che intorno ad essa si sviluppò l’attuale borgo di Loreto.
Secondo un’altra tesi, la Santa Casa sarebbe stata smontata e riassemblata in loco dai Crociati.
Anche in questo caso, sullo sfondo ci sono i fatti storici della conquista della Terra Santa e la lenta penetrazione dei Turchi nella penisola balcanica, dopo la caduta di Costantinopoli.
Questa ipotesi presenta, però, dei lati oscuri:
– alcuni studi sulla composizione “architettonica” della casa della Vergine testimoniano che la malta che ancora unisce le pietre è quella originaria che si usava in Palestina
– il tipo di roccia è effettivamente originario della Terra Santa
– il taglio della pietra si può far risalire all’arte manifatturiera del popolo palestinese dei Natabei.
Secondo un’altra leggenda La Madonna di Loreto fu trasportata via nave.
Se, come analizzato nella precedente teoria, non ci sono dubbi sull’origine mediorientale della casa, l’ipotesi attualmente più accreditata è che l’abitazione della Vergine sia giunta, trasportata in blocco via nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli che regnava sull’Epiro.
A supportare questa teoria, oltre agli scavi archeologici effettuati sia a Nazareth che nel sottosuolo del Santuario di Loreto, c’è il ritrovamento di alcuni documenti storici dell’epoca.
Uno, in particolare, risalente al 1924, attesterebbe che Niceforo Angeli, despota dell’Epiro, nel concedere la propria figlia in sposa a Filippo di Taranto, figlio del re di Napoli, gli diede in dote una serie di beni tra cui le sante pietre portate via dalla Casa della Nostra Signora la Vergine Madre di Dio.
Quel che è certo è che comunque l’edificio originario era costituito solo da 3 muri: l’abitazione, infatti, era di tipo ipogeo, cioè costruita in grotta con il quarto muro rappresentato da una parete in nuda roccia.
Per questo motivo, dalla metà del ‘400, per proteggere la Santa Casa e per far fronte alla folla crescente di pellegrini, Giulio II fece costruire intorno alle mure originarie un rivestimento marmoreo realizzato su disegno del Bramante e attualmente considerato uno dei più grandi capolavori dell’arte rinascimentale.
CURIOSITÀ
PERCHÈ LA MADONNA DI LORETO È NERA?
Il fumo che la statua lignea della Madonna di Loreto ha assorbito lungo i secoli le ha dato una tinta molto scura. Ancora oggi, dal 1924, il 10 dicembre, in ricordo dell’arrivo della Santa Casa a Loreto, si accendono i fuochi durante la notte per ricordare quell’avvenimento.
Cieli sereni
PG

§255

BARCOBESTIA

Il BARCOBESTIA era un tipo di veliero molto diffuso nei primi anni del Novecento e costruito fino agli anni ’50.
Lungo tra i 30 ai 40 metri, con una stazza tra le 800 e 1500 tonnellate, aveva tre alberi, di cui il primo armato con vele quadre, e gli altri due con vele auriche.
Il nome corretto secondo la terminologia nautica ufficiale è “nave goletta” o “bergantina”.
Il nome barcobestia con cui questo bastimento era conosciuto in Italia (soprattutto in Liguria e Toscana), è una storpiatura dell’ inglese the best barque (o bark) (la “barca migliore” – con “barque/bark” che in inglese significa brigantino a palo).
I marinai toscani, con una traslitterazione del nome, battezzarono queste imbarcazioni barcabest e poi barcobestia.
Cieli sereni
PG

§254

CONGIUNZIONI ASTRALI

In questi primi giorni di dicembre è possibile osservare sulla volta celeste tre congiunzioni astrali, ovvero l’incontro “ravvicinato” (solo apparente e legato alla prospettiva) di due o più oggetti celesti.
Si tratta della Luna, che in questi tre giorni accompagnerà prima Venere, poi Saturno e infine Giove.
Le congiunzioni della Luna con Venere, Saturno e Giove saranno particolarmente spettacolari grazie al perfetto allineamento planetario: per tutto il mese di dicembre, infatti, i tre pianeti appaiono ben allineati e riconoscibili nel cielo della sera.
Vediamo questi tre incontri:
7 dicembre
congiunzione Luna-Venere
Intorno alle 19, la sottile falce di Luna incontrerà Venere nella costellazione del Sagittario.
In questi primi giorni di dicembre Venere raggiunge la sua massima luminosità, quindi è il momento migliore per osservare il pianeta. Con l’aiuto di un binocolo Venere potrà apparire come una minuscola mezzaluna sottile.
8 dicembre
congiunzione Luna-Saturno
Si verificherà nella costellazione del Capricorno la congiunzione della Luna crescente e del pianeta inanellato Saturno.
9 dicembre
congiunzione Luna-Giove
La Luna si avvicinerà al gigante gassoso, Giove, nella costellazione dell’Acquario.
Cieli sereni
PG

§253

Santa Barbara a bordo delle navi

A bordo delle navi della Marina Militare la festa S. Barbara (il 4 dicembre) è molto sentita.
In passato era la giornata in cui gli equipaggi delle varie navi si scambiano goliardicamenti alcuni scherzi come quello di “violare”, nottetempo, le prore delle altre navi ormeggiate nelle vicinanze eludendo la guardia della sentinella che vi stazionava.
Lo scherzo consisteva nel lasciare una ‘traccia’ per testimoniare, il mattino successivo, l’avvenuta incursione.
Di solito venivano disegnati con pittura rossa dei “baffi” sullo scafo in corrispondenza del dritto di prora.
Durante questa festività gli equipaggi si sottoponevano anche ad un altro “rito”, che prevedeva lo scambio dei ruoli tra il personale imbarcato: una versione moderna dei “Saturnalia”, una festa pagana dell’antica Roma.
Durante quei festeggiamenti era sovvertito l’ordine sociale e gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente uomini liberi e comportarsi di conseguenza; veniva eletto, tramite estrazione a sorte, un princeps – una specie di caricatura della classe nobile – a cui veniva assegnato ogni potere.
Sulle navi veniva mantenuta questa tradizione ed i ruoli di bordo venivano tutti invertiti, dagli ufficiali fino all’ ultimo marinaio e poteva capitare che un superiore si prestasse a svolgere mansioni all’ordine di un subalterno. Ovviamente tutto questo durava solamente un giorno e la mattina successiva tutto tornava nella normale organizzazione dei ruoli di bordo
Cieli sereni
PG

§252

OGGI È SANTA BARBARA

Oggi, 4 dicembre, si festeggia Santa Barbara, patrona della MARINA MILITARE ITALIANA, dei minatori, degli addetti alla preparazione e custodia degli esplosivi e, più in generale, di chiunque rischi di morire di morte violenta e improvvisa. Santa Barbara è anche protettrice di, Artiglieri, Genieri, Armaioli, Matematici, Geologi, Vigili del Fuoco, Campanari, Architetti, Tagliapietre, Muratori, Becchini, Artisti sommersi nonché di torri e fortezze.
Santa Barbara, originaria dell’Asia Minore, visse nel III secolo d. C.
Da giovane si trasferì nel Lazio perchè suo padre, Dioscoro di Nicomedia, aveva ricevuto delle terre dall’imperatore Massimo Erculeo. Barbara conobbe così la religione cristiana convertendosi e diventandone una fervente seguace.
Dioscoro, fanatico pagano, non accettò questa situazione: iniziò quindi a perseguitare la figlia, prima rinchiudendola in una torre, poi, denunciandola lui stesso al prefetto per farla torturare.
Sottoposta a crudeli tormenti, Barbara ne uscì ancora viva; condannata infine alla pena capitale, il padre stesso si offrì di eseguire la sentenza ma in quel momento, venne fulminato da una saetta!
A Roma, a pochi passi da Campo de’ Fiori, in una particolare piazzetta di forma trapezoidale, si trova, “incastonata” tra due palazzi, la chiesetta di Santa Barbara dove ogni anno, il 4 dicembre, viene aperto al pubblico lo storico presepe conservato al suo interno: “Arti e mestieri nella Roma del 700”.
Buona Santa Barbara e
Cieli sereni
PG

§251