FESTA DEL TRICOLORE

(Già inviato)
Oggi 7 gennaio è la FESTA DEL TRICOLORE. È ufficialmente denominata ‘Giornata nazionale della bandiera’ o ‘Giornata Tricolore’ ed è stata istituita per ricordare la nascita della nostra bandiera nazionale.
Le celebrazioni ufficiali avvengono a Reggio Emilia, città dove venne approvata per la prima volta (7 gennaio 1797) l’adozione del Tricolore da parte di uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana: uno stato napoleonico nato l’anno precedente e dipendente dalla Prima Repubblica francese.
Perché la bandiera italiana è verde bianca e rossa?
Fin dai tempi della scuola elementare ci viene insegnato che il Tricolore richiama il verde delle montagne, il bianco delle nevi e il rosso del fuoco dei vulcani e il sangue dei martiri.
Questo significato dei colori della nostra bandiera è rimarcato in poesia dal discorso che fece il Carducci nel centenario della nascita della bandiera italiana. Il poeta paragonò, infatti, il tricolore a “le nevi delle alpi, l’aprile delle valli, le fiamme dei vulcani”.
Ma la storia dei colori è questa che segue.
La bandiera italiana è molto simile a quella francese perché è da quella che deriva: nel 1794 due studenti dell’università di Bologna – Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis – furono i primi ad apporre in una coccarda i tre colori bianco, rosso e verde modificando quella francese: la speranza era quella di restituire l’indipendenza a Bologna.
Ma vediamo il significato di quei tre colori. Il bianco e il rosso ricordavano il colore delle rispettive città di provenienza (Bologna e Castell’Alfero – Asti) mentre il verde era il colore della speranza. Speranza ben presto infranta, perché i due giovani patrioti furono scoperti e giustiziati.
Significato religioso della bandiera italiana
I colori della bandiera italiana hanno anche un significato religioso legato alle tre virtù teologali fede, speranza e carità. L’accostamento è intuibile: il bianco è la fede, il verde la speranza e il rosso la carità.
Cieli Sereni 🇮🇹
PG

§276

SIAMO AL PERIELIO!

La Terra, nel percorrere la sua orbita, durante l’anno, varia la sua distanza dal Sole.
Questa mattina, alle 06.28, la Terra si è trovata al PERIELIO, cioè alla sua minima distanza dal Sole: circa 147 milioni di chilometri.
La parola PERIELIO deriva dal greco “περί” perì = vicino e “Hλιος” helios = sole.
Da quel momento abbiamo ricominciato ad allontanarci dalla nostra stella per raggiungere il prossimo 4 Luglio il punto più lontano dell’orbita, l’AFELIO, a quasi 153 milioni di chilometri dal Sole.
Qualcuno si chiederà: se siamo nel punto più vicino al Sole, non dovrebbe fare piu caldo?
In realtà, no. La maggiore o minore distanza dal Sole ha poca influenza sulla temperatura sulla Terra: qualche milione di chilometri in più o in meno è poca cosa rispetto alla distanza media di circa 150 milioni.
A determinare l’avvicendarsi delle stagioni (e quindi del riscaldamento) è invece l’inclinazione dell’asse di rotazione della Terra che, abbinata alla rivoluzione annuale intorno al Sole, fa variare l’angolo con cui i raggi solari colpiscono la superficie terrestre.
CURIOSITÀ
La nostra velocità orbitale, quella con la quale impieghiamo un anno per “fare un giretto” completo intorno al Sole, é massima proprio in questi giorni (poco più di 109.000 km/h ! ) e per questo motivo (oltre che per la conservazione del momento angolare) il semestre freddo (autunno + inverno) nel nostro emisfero, durerà circa 7 giorni in meno rispetto al semestre caldo (primavera + estate) quando il nostro pianeta “rallenterà”, in prossimità dell’afelio a luglio. Contemporaneamente gli abitanti dell’ emisfero australe avranno, al contrario, un semestre caldo più corto ed uno freddo più lungo (rispettivamente 179 e 186 giorni).
Cieli sereni e Buon PERIELIO!
PG

§274

Mago Merlino e i Pianeti ♂

Esiste una frase mnemonica per ricordare l’ordine della posizione dei pianeti a partire dal Sole.
Le iniziali di ogni parola corrispondono alle iniziali dei pianeti.
Me rlino V ola T ra Ma estosi Gi ganti S opra U na N uvola
Cieli sereni
PG

§272

ACCADDE… OGGI

2 GENNAIO 1729
Nasce Johann Daniel TITIUS l’ astronomo tedesco noto per aver elaborato la formula empirica sulle distanze dei pianeti dal Sole, oggi nota come legge di Titius-Bode.
È interessante osservare che, all’epoca della scoperta, la legge era soddisfatta dalle orbite di tutti i pianeti noti, da Mercurio a Saturno, ma con un ‘vuoto’ tra Marte e Giove.
Un’ importante conferma venne nel 1781 con la scoperta di Urano oltre Saturno, nella posizione prevista dalla formula e, nel 1801, del pianeta mancante tra il quarto ed il quinto: Cerere, il pianeta nano più interno.
Cieli sereni
PG

§270

IL GIORNO GIULIANO

Oggi sabato 1 gennaio 2022 è il giorno 2459581.
Questo è il numero di giorni passati dal mezzogiorno del lunedì 1 gennaio 4713 avanti Cristo (quasi 2 milioni e mezzo!) e viene chiamato GIORNO GIULIANO (Julian Day, JD), inventato, nel 1583, dal francese di origine italiana Joseph Justus Scaliger, (Giuseppe Giusto Scaligero).
Il sistema dei giorni giuliani fu concepito per fornire agli astronomi un singolo sistema di cronologia che potesse essere usato (ancora oggi) per determinare rapidamente, con una semplice sottrazione, il numero di giorni trascorsi fra due eventi qualsiasi, INDIPENDENTEMENTE dai calendari in uso e dalle differenti cronologie storiche: niente calcoli per gli anni bisestili, i cambi di calendario, ecc. ecc.
Gli astronomi utilizzano quindi un anno giuliano di esattamente 365,25 giorni e quindi il secolo giuliano di 36525.
Perchè si parte proprio dal 4713 a. C.?
L’inizio del computo dei giorni giuliani è puramente convenzionale, e fu proposto come data d’origine di un grande periodo di 7980 anni.
Questa cifra è il prodotto aritmetico di tre numeri che corrispondono a tre cicli minori:
1) Ciclo di 28 anni, allo scadere del quale l’abbinamento fra giorni dell’anno e giorni della settimana si ripete;
2) Ciclo di 19 anni, terminato il quale i noviluni si ripresentano alle stesse date dell’anno (noto anche come “Ciclo di Metone”, dal nome dell’ateniese che alle olimpiadi del 433 a. C. ne annunciò la scoperta).
3) Ciclo di 15 anni, applicato dal fisco romano per la revisione delle imposte.
Dalla numerazione alla quale questi cicli erano arrivati nella sua epoca, Scaligero calcolò che il 4713 a. C. era stato, per tutti e tre i periodi, l’anno di partenza di un nuovo ciclo.
L’espressione ‘data giuliana’ non deve essere confusa con il nome usato per i giorni del calendario giuliano.
Scaligero chiamò “giuliano” il grande periodo di 7980 anni, semplicemente dal nome di suo padre Giulio.
Cieli sereni e..
Buona Giornata della Pace
PG

§269