LE LACRIME DI SAN LORENZO

Nelle prossime notti di metà agosto potrà capitare di osservare le PERSEIDI, le cosiddette “Lacrime di San Lorenzo”. Si tratta dei resti della cometa Swift-Tuttle (dal nome dei suoi scopritori), che ha originato, seminandoli nello spazio cosmico, questi piccoli “sassi di ghiaccio”.
La cometa orbita nello spazio e rientra nel nostro sistema solare ogni 130 anni. L’ affascinante ”pioggia di stelle” avviene perchè ogni anno la Terra attraversa la nube di polveri lasciata da questa cometa.
Queste piccole particelle impattano nella nostra atmosfera (.. è la nostra atmosfera che impatta su di loro) a circa 60 km al secondo (216000 km orari!!) lasciando scie spesso molto luminose e persistenti.
COME OSSERVARLE?
​Occasionalmente può accadere che l’ atmosfera incontri frammenti di dimensioni maggiori: in questo caso si osserva uno spettacolare “bolide”, più luminoso delle stelle più brillanti nel cielo, con una vasta gamma di colori, forme e lunghezze delle scie, che possono persistere in cielo anche per molti secondi. La zona del cielo da dove sembrerà provenire lo sciame (radiante) si trova nella costellazione di Perseo (da qui il nome Perseidi) situata a Nord-Est. Per trovare il punto si può prendere come riferimento la costellazione a forma di W di Cassiopea (vedi Figura).
Con buone condizioni meteorologiche e con poco inquinamento luminoso
potremmo veder “piovere” le Perseidi anche al ritmo di cento ogni ora!
Lo spettacolo dovrebbe durare fino al 26 agosto, con un picco attorno al 12-13 agosto in concomitanza con una falce di luna crescente.
Cieli Sereni
PG

§199

ACCADDE OGGI

9 AGOSTO 1173
Il 9 agosto 1173 a Pisa iniziano i lavori di costruzione della Torre ma in città il calendario segna.. il 9 agosto 1174!🤔.
CURIOSITÀ:
Il CALENDARIO PISANO era un particolare tipo di calendario in uso nel medioevo a Pisa e in altre zone della Toscana che faceva iniziare l’anno il giorno 25 marzo (festa dell’ Annunciazione), anticipandone di nove mesi e sette giorni l’inizio rispetto allo “stile moderno” oggi in uso, che indica il 1º gennaio come primo giorno dell’anno.
Il calendario pisano non deve essere confuso con quello “fiorentino”, utilizzato nel medioevo in molte città come Firenze e Piacenza. Anch’esso fissava il 25 marzo come primo giorno dell’anno, MA posticipandone l’inizio di due mesi e ventiquattro giorni rispetto all’uso moderno.
Le date espresse secondo lo stile pisano e quelle secondo lo stile fiorentino differivano, dunque, di un anno esatto!
In altri termini, a Firenze il 25 marzo iniziava l’anno “x”, mentre a Pisa terminava.
Tornando all’evento, il giorno 9 agosto 1173 (stile Moderno) fu tale anche secondo lo stile fiorentino, ma ai pisani risultava essere il 9 agosto 1174.
Cieli sereni
PG

§198

SAN DOMENICO

Ogni quanti anni succede che San Domenico si festeggia.. di domenica?
Istintivamente verrebbe da rispondere ogni 7 anni dato che il giorno della settimana di una qualsiasi data di ogni anno è posticipato di 1 giorno rispetto alla stessa data dell’anno precedente (ad esempio, se oggi 8 agosto è domenica, il prossimo anno sarà lunedì, l’anno dopo ancora martedì.. ecc. ).
Attenzione però. Bisogna fare i conti con gli anni bisestili (quelli che sono divisibili per 4!).
Ecco la regola!
SE si passa da un anno comune al successivo bisestile (per i mesi da marzo a dicembre) e da un anno bisestile al successivo anno comune (per i soli mesi di gennaio e febbraio) l’avanzamento è di 2 giorni.
Ad esempio, l’8-8-1987 (anno comune) fu un sabato, l’ 8-8-1988 (anno bisestile) un lunedì e l’ 8-8-1989 (anno comune) martedì.
Ora che è tutto chiaro sapreste aiutare
il comandante Bitta a calcolare che giorno della settimana sarà l’ 8 agosto 2100? (sapendo che nel 2099, sarà di sabato).
Cieli sereni
PG

§197

Un medagliere olimpico dovrebbe fotografare l’attitudine allo sport dei Paesi partecipanti ai gio…

La “classifica”, però, viene stilata in funzione del maggior numero di medaglie d’oro conquistate, in caso di pari merito, a seguire, di quelle d’argento ed infine di quelle di bronzo.
Supponiamo, per esempio, che un Paese A, al termine dei giochi, conquisti solamente 1 medaglia d’oro ed un Paese B si aggiudichi, sempre per esempio, 25 medaglie d’argento ed 25 di bronzo!
Secondo il medagliere, che viene diffuso dai media, il Paese A risulterebbe avanti al Paese B, quindi con più… “attitudine allo sport”!🤔
Un esempio concreto?
Nell’attuale medagliere la CINA compare al primo posto davanti agli USA per avere due medaglie d’oro in più (38 contro 36).
Nel computo totale però gli USA hanno 21 medaglie in più! rispetto alla CINA (8 di argento e 15 di bronzo!).
Mah.. 🙄
PG

§196

ACCADDE OGGI

7 AGOSTO 1947
La zattera in legno di balsa KON-TIKI, con a bordo l’esploratore norvegese Thor Heyerdahl e altri cinque compagni di viaggio, approda sulla barriera corallina nelle Isole Tuamotu (Polinesia Francese) dopo una navigazione di circa 4.000 miglia durata 101 giorni, attraverso l’Oceano Pacifico: viene così provato che la Polinesia poteva essere stata colonizzata da popolazioni sudamericane.
L’imbarcazione fu costruita in Perù utilizzando materiali, metodi e tecnologie di tipo preistorico ricavati dalle cronache redatte dai primi colonizzatori spagnoli.
Non venne usato un solo chiodo nè cavi metallici: i tronchi infatti erano uniti grazie a sapienti legature fatte con liane.
Il Kon-Tiki aveva una riserva di acqua trasportata in tubi ricavati da canne di bambù. La dotazione di cibo era costituita da circa 200 noci di cocco, patate dolci e altra frutta.
Inoltre l’equipaggio sfruttò le possibilità di pesca e di raccolta dell’acqua piovana nel corso degli acquazzoni.
Il battello fu chiamato secondo un antico nome Inca del Dio del Sole KON, mentre TIKI ha il significato della sua effige che fu dipinta a mano sulla vela.
Il Kon-Tiki originario è ancora oggi in esposizione al Kon-Tiki Museum di Oslo.
Cieli sereni
PG

§195

LE “COLOMBIADI”

Ieri a Tokio sono arrivate, nella corsa dei 400 metri piani, le prime medaglie olimpiche per
BAHAMAS 🇧🇸 🥇!
GRENADA 🇬🇩 🥉!
BAHAMAS
Le Isole Bahamas furono le prime terre americane incontrate da Cristoforo Colombo: tra di esse San Salvador, l’isola dove approdò il 12 ottobre 1492.
Leggendo le relazioni sulla scoperta, uno degli elementi che più attirò l’ attenzione del navigatore fu la scarsa profondità delle acque. Per questa ragione battezzò quelle isole come Islas de la Bajamar (isole del mare basso in spagnolo).
GRENADA,
Cristoforo Colombo vi sbarcò, nel 1498, durante il suo terzo viaggio battezzandola Concepción. Gli spagnoli che vi si stabilirono successivamente le dettero il nome di GRENADA, perchè il verde ed i rilievi dell’isola ricordavano le montagne sovrastanti la città andalusa di Granada.
Grenada è nota come The Spice Isle, in quanto produttrice di una grande varietà di spezie come cannella, chiodi di garofano e zenzero. Un posto di primo piano occupa la Myristica Fragrans, un albero sempreverde da cui si ricava la noce moscata tanto importante da venire anche rappresentata sulla bandiera nazionale.
Cieli sereni
PG

§194

ACCADDE OGGI (IERI)

4 Agosto 1906
IL NAUFRAGIO DEL SIRIO
Il SIRIO, un piroscafo italiano adibito al trasporto di emigranti, naufraga di fronte alle coste di Capo Palos (Spagna). Nel naufragio muoiono tra le 300 e le 500 persone.
L’evento rappresenta uno dei più gravi disastri navali della marina mercantile italiana e una delle peggiori sciagure, insieme a quelle dei piroscafi Utopia e Principessa Mafalda, in cui furono coinvolti emigranti italiani diretti nelle Americhe.
La nave era salpata da Genova il 2 agosto per Buenos Aires con scali previsti a Barcellona, Cadice, Gran Canaria, Capo Verde, Rio de Janeiro, Santos e Montevideo.
Il giorno 4 la nave, in navigazione tra Barcellona e Cadice, passa di fronte a Capo Palos, sulla costa mediterranea della Spagna. In quel punto il promontorio si estende sotto il livello del mare per poi riemergere a formare le Isole Hormigas (Formiche). I fondali sulla immaginaria linea congiungente il capo e le isolette sono molto bassi: appena tre o quattro metri.
Le rotte marittime dell’epoca girano pertanto all’esterno delle isole per evitarle e a tal proposito sopra Capo Palos è presente, dal 1864, un faro che segnala la pericolosità di quel tratto di costa.
Verso le quattro del pomeriggio, la nave, navigando a tutta forza, si incaglia vicino al capo a causa della rotta troppo vicina alla costa. La prora viene vista innalzarsi con violenza dall’acqua per via della forte velocità.
Nell’impatto violentissimo le lance di salvataggio sono messe fuori uso e molti passeggeri vengono scagliati in mare per il contraccolpo e annegano.
L’acqua entra subito nelle cabine, poi invade i corridoi e infine lo spazio di poppa e la sala macchine. In questa zona della nave si trovano numerose donne e bambini che rimangono incastrati senza poter uscire e senza poter essere soccorsi.
Dal momento che l’incidente è avvenuto in pieno giorno e a pochi chilometri dalla costa i soccorsi partono immediatamente.
Da Capo Palos salpano dei pescherecci per il recupero dei naufraghi. Il comandante di uno di questi, Miguel Vicente Buigues, fa addirittura accostare la sua nave alla murata del Sirio, imbarcando più di trecento naufraghi. Ma la sua barca non ha carico a bordo e la presenza di tante persone in coperta rischia di farla rovesciare. Nonostante gli inviti, i passeggeri del Sirio, impauriti, non vogliono scendere sotto coperta ed è necessario minacciarli con una pistola per farli obbedire.
In soccorso giungono anche due piroscafi che in quelle ore stanno doppiando Cabo Palos: il francese Marie Louise e l’austroungarico Buda.
A causa della presenza a bordo di numerosi clandestini non fu mai possibile stabilire quante gente fosse realmente imbarcata sul Sirio e quanti fossero annegati. Tra le vittime del naufragio vi fu il vescovo di San Paolo del Brasile, José de Camargo Barros.
A questo episodio è dedicata una canzone cantata anche da Francesco De Gregori, Il tragico naufragio della nave Sirio.
Cieli sereni
PG
https://youtu.be/aDbuCqS_wm8

§193

LA LEGGENDA DI COLAPESCE

Nicola, detto Cola, è il figlio di un pescatore di Messina. Cola ha una grande passione per il mare e passa le sue giornate in acqua, più per gioco che per pescare e ha un tale amore per i pesci che, per farli vivere, ributta in mare tutti quelli che il padre pesca.
Rimane lontano da casa per giorni ed al suo rientro, descrive ai familiari i posti meravigliosi visti negli abissi e le specie animali che li abitano.
Cola, nel tempo, si trasforma in un “uomo_pesce” per le sue capacità di rimanere sott’acqua per ore e ore. Cambia così il suo nome in COLAPESCE e diventa di grande aiuto per i marinai come avvisatore di burrasche ed anche come corriere, viste le sue abilità natatorie.
La sua fama aumenta a tal punto che anche il Re di Sicilia Federico II vuole conoscere questo ragazzo-pesce e verificarne le decantate capacità.
Al loro incontro, il Re getta una coppa d’oro in mare e chiede al ragazzo di riportargliela. Al ritorno Colapesce gli racconta il paesaggio marino che ha visto ed il Re gli regala la coppa.
Il Re decide quindi di buttare in mare la sua corona ed il ragazzo impiega due giorni e due notti per trovarla. Al suo ritorno egli racconta al Re d’aver visto che la Sicilia poggia su tre colonne, una solidissima, la seconda danneggiata e la terza scricchiolante a causa di un fuoco magico che non si spegne.
Il Re, incredulo nel sentire queste assurde storie, decide di continuare a mettere alla prova il giovane e preso un anello dalla mano di una graziosa fanciulla che si trovava accanto a lui, lo lancia in acqua. Colapesce è titubante, ma avendo visto lo sguardo triste della povera ragazza e sentite le accuse di codardia da parte del re, pur sapendo di rischiare la vita, decide ugualmente di buttarsi in acqua
Porta con sé un sacchetto di lenticchie e un pezzo di tronco di fèrula e dice al re che, se avessero visto risalire a galla le lenticchie e l’anello, lui non sarebbe più risalito.
Passano i giorni e, quando ormai le speranze vanno affievolendosi, le lenticchie ricompaiono in superficie insieme alla fèrula ardente. Di Colapesce invece non si sa più nulla: c’è chi dice che sia rimasto negli abissi a sorreggere (come fa tuttora!) la colonna danneggiata, per impedire alla Sicilia d’affondare.
Questa affascinante leggenda racchiude un specifica simbologia;
I tre oggetti lanciati dal Re hanno un significato simbolico: la coppa d’oro rappresenta la ricchezza, la corona il potere e l’anello l’ amore. E proprio per quest’ultimo Colapesce sacrifica se stesso. Egli ama la sua terra e non vuole che perisca: una prova del profondo legame che unisce tutti i siciliani con il proprio mare.
Se ogni tanto la terra tra Messina e Catania trema un po’, è solamente perché Colapesce, quando è stanco di sorreggere la Sicilia, cambia spalla ed è allora che l’Isola trema e si verificano i terremoti. (Da bluoltremare e ilvomere)
Cieli sereni
PG

§192

ACCADDE OGGI..

3 AGOSTO 1492
Cristoforo Colombo parte alla scoperta del Nuovo Mondo salpando da Palos de la Frontera e facendo rotta verso le Isole Canarie.
Dopo uno scalo di circa un mese a La Gomera per riparare il timone della Pinta e per modificare la velatura della Niña, le tre navi ripresero il largo spinte dagli ALISEI, dei quali Colombo conosceva sicuramente l’esistenza. Questi venti spirano sempre da Nord-Est verso Sud-Ovest formando stabilmente una striscia di nuvole nel cielo, tanto che l’ammiraglio, nel giornale di bordo, scrisse: «Si naviga come tra le sponde di un fiume».
Cieli sereni
PG

§191