IL FARO DI AR-MEN

È il faro di AR-MEN che si trova in Bretagna (Francia), una zona molto nota agli apppassionati di fari. Sorge in mezzo al mare su uno scoglio che affiora dall’acqua solo con bassa marea.
Nel 1859, dopo tanti naufragi (il più grave l’affondamento tra gli scogli della fregata “Sanè”), fu deciso di costruire un faro avanzato rispetto alla linea di costa su uno scoglio ampio circa 100 m² (10 metri × 10 metri) e alto circa 4 metri sul livello del mare.
La sua costruzione richiese l’uso di una sorta di cemento armato e ci vollero 31 anni (!) tra l’inizio dei lavori ed il suo ultimo consolidamento a causa delle pessime condizioni del mare e della non facile reperibilità di personale disposto a lavorare con alto rischio.
Numerosi furono, infatti, i naufragi delle imbarcazioni usate per il trasporto degli operai.
Il faro è ancora funzionante, (adesso è automatizzato), e continua ad essere colpito da violente mareggiate che spesso lo ricoprono completamente.
Un “inferno”, così veniva chiamato dai guardiani che per lunghi anni ci si sono avvicendati. Le condizioni di vita sul faro erano tali da mettere a dura prova il sistema nervoso anche dei più esperti: lo stress dei turni notturni, le necessità di operare continue riparazioni e manutenzioni e i pericoli del trasbordo nei cambi di turno.
Tutto questo in netto contrasto con quella figura romantica del guardiano del faro cui spesso siamo abituati: intento in beata solitudine a costruire una nave in bottiglia e fumando la pipa.
CURIOSITÀ
Si narra che due guardiani rimasero isolati per più di tre mesi, prigionieri così a lungo della furia degli elementi.
Cieli sereni
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IL FARO DI ROMA

Incredibile ma vero! Anche Roma, nonostante la distanza dal mare, ha il suo faro.
Il “Faro di Roma”, chiamato proprio così, non serve però alla navigazione: creato per illuminare tutto intorno le notti romane con fasci di luce tricolore, adesso viene acceso solamente per alcune ricorrenze nazionali.
È ubicato sul Gianicolo dove fu eretto nel 1911 in occasione del primo cinquantenario della nascita del Regno d’Italia, grazie ai fondi raccolti dagli emigrati italiani in Argentina come simbolo di fratellanza. 🇮🇹 🇦🇷
E’ alto 20 metri ed ha forme classicheggianti simili ad una colonna romana che si innalza da una base circolare di dieci metri di diametro. È sovrastata da un capitello su cui è riportata la dedica:
“A ROMA CAPITALE GLI ITALIANI D’ARGENTINA. MCMXI”.
CURIOSITÀ
Nel secolo scorso, dalla terrazza panoramica del faro, data la favorevole propagazione della voce verso il sottostante carcere di Regina Coeli, i familiari dei detenuti vi si recavano per riuscire a comunicare con i loro congiunti. Un rito che a volte si ripete ancora ai giorni nostri.
Cieli sereni
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