…il 15 SETTEMBRE 1682
L’astronomo Edmund HALLEY osserva il passaggio di una cometa e dimostra che si tratta della stessa precedentemente avvistata nel 1456, nel 1531 e nel 1607 e ne predice il ritorno nel 1758.
Quando ciò, puntualmente, accadde, divenne nota come la Cometa di Halley. Purtroppo Halley non potè vedere confermate le sue previsioni essendo già morto nel 1742.
Andando a ritroso nel tempo si trovano testimonianze degli avvistamenti di questa cometa che ha un periodo orbitale di circa 76 anni: la più datata è rintracciabile nel testo ebraico Talmud dove un passaggio recita “esiste una stella che appare una volta ogni settanta anni, e rende confusa la volta celeste inducendo in errore i capitani delle navi” , riferendosi probabilmente al passaggio dell’anno 66 d. C.
Nel 1066 fu osservata ed interpretata come un presagio: quell’anno Aroldo II d’Inghilterra morì nella Battaglia di Hastings e fu rappresentata nel famoso Arazzo di Bayeux: i resoconti di allora la descrivono quattro volte più luminosa di Venere.
Nell’Adorazione dei Magi di Giotto, l’ affresco della Cappella degli Scrovegni a Padova, è visibile una stella cometa sulla capanna della Natività. Presumibilmente l’idea di dipingerla nacque dall’osservazione della stessa cometa che fece Giotto tra il 1301 e il 1302.
Arrivando ai nostri giorni, l’ultimo perielio (massimo avvicinamento al Sole) è avvenuto 40 anni fa (era il 9 febbraio 1986) e, a meno di perturbazioni interplanetarie, il prossimo passaggio è previsto per il prossimo 28 luglio 2061 !
(Bitta scripsit XVI IX MMXXII)
Cieli sereni
PG
§1330