Non si sa se esista una norma scritta, fatto sta che, negli archivi dei costruttori, esistono migliaia di disegni (anche dei secoli scorsi) dove le navi sono sempre rappresentate con la prua a destra.
Ci sono però delle eccezioni, anche queste molto curiose: mentre gli ingegneri disegnano la prua a destra, gli architetti (soprattutto quelli di estrazione anglosassone) con la prua a sinistra.
Una ragione potrebbe essere che in passato le navi non erano costruite simmetricamente rispetto all’asse longitudinale: uno dei due lati presentava particolari asimmetrici come il remo-timone, posizionato a dritta (stierboord -> starboard) e non a sinistra che era il lato destinato ad accostarsi con maggior sicurezza alle banchine del porto (port).
Ecco quindi che i pittori di navi, per rappresentarne per intero fino alla linea di galleggiamento senza l’ingombro della banchina, disegnavano preferibilmente dal mare e quindi ‘vedendo’ il lato dritto (prua a destra) per cogliere anche il particolare del remo-timone.
In tempi più moderni molte navi avevano a prua una terza ancora di riserva, oltre alle due in dotazione, collocata dietro quella del lato dritto:
non se ne noterebbe l’esistenza se la nave fosse disegnata con prua a sinistra.
Qualcuno afferma che le navi si disegnano da sempre con prua a destra per ‘scaramanzia’, così come i disegni delle auto sono sempre con il muso a sinistra.
Un altro motivo per l’orientamento della prua verso destra potrebbe essere che il profilo disegnato di una nave, sia pur statico, segue lo stesso ‘fluire’ della scrittura che per le lingue occidentali moderne, si muove da sinistra a destra e quindi la prua va orientata verso destra, a differenza – per esempio – dell’arabo e dell’ebraico, che si scrivono da destra a sinistra.
Cieli sereni
PG
§308