Oggi 22 settembre è il giorno dell’ EQUINOZIO: dal punto di vista astronomico, precisamente alle 21.21 (ora italiana) di questa sera, comincerà l’autunno. L’equinozio è, nel significato letterale della parola, il giorno in cui il dì e la notte hanno la medesima durata di 12 ore.
È proprio così?
Per capire l’equinozio astronomico bisogna pensare che l’inclinazione della Terra rispetto ai raggi solari varia in modo continuo durante l’anno e nel passaggio dall’estate all’autunno questa inclinazione che fino ad oggi ha esposto di più l’emisfero settentrionale ai raggi del sole (la nostra estate), da domani in poi comincerà a esporlo di meno.
Nel momento di transizione tra le due situazioni, quando l’inclinazione dell’ asse della Terra fa sì che il globo sia per metà illuminato e metà in ombra, si determina l’equinozio. (Figura)
Nel giorno dell’equinozio accade anche un’altra cosa: è il giorno dell’anno in cui il Sole sorge esattamente a Est e tramonta esattamente a Ovest.
Prima di oggi, durante l’estate, il punto in cui il Sole appariva all’orizzonte al mattino era più spostato verso Nord-Est mentre quello del tramonto verso Nord-Ovest. Al contrario in inverno il Sole sorge più verso Sud (più a Sud-Est), e tramonta in un punto sempre più a Sud-Ovest: il suo tragitto apparente nel cielo (il “dì”) è quindi più breve.
Quello che nel giorno dell’equinozio, INVECE, NON succede, è che il giorno sia uguale alla notte.
La differenza è molto piccola, nell’ordine dei 6-7 minuti e il giorno esatto in cui il dì e la notte hanno la stessa durata cade in una data diversa che dipende dalla latitudine in cui ci troviamo.
La ragione di questa apparente incongruenza è che in realtà nel giorno dell’equinozio le dodici ore sono calcolate ‘astronomicamente’, cioè quando sulla linea dell’orizzonte vediamo il centro del disco solare (immaginiamo di essere in mare aperto) . Le dodici ore NON vanno quindi considerate dal momento in cui il Sole mostra il lembo superiore (indicata come alba) fino al momento in cui il lembo superiore scompare all’orizzonte (indicato come tramonto), MA da quando metà del sole si rende visibile al mattino fino a quando metà del sole è ancora visibile alla sera.
In questa situazione le ore in cui il Sole è in qualche modo sopra l’orizzonte, e quindi riceviamo la sua luce, sono un po’ più di dodici.
(Da questo ragionamento escludiamo l’eventuale effetto dei crepuscoli)
CONCLUSIONE
Per avere dodici ore esatte di luce bisogna allora aspettare che l’inclinazione della Terra sia leggermente aumentata, tanto da determinare una riduzione delle ore di luce che è tanto maggiore quanto più ci si sposta dall’equatore verso Nord.
A Roma, per esempio, a 42° di latitudine, avremo la stessa durata del dì (dal sorgere al tramonto) e della notte (dal tramonto al sorgere successivo) il 27 settembre, ben 5 giorni dopo l’Equinozio!
CURIOSITÀ
Le date degli EQUINOZI non sono fisse.
L’ Equinozio di settembre, ad esempio, può variare tra il 21 e il 24. Questo cambiamento è dovuto ai moti “irregolari” della Terra che determinano una diversa durata dell’anno solare (365,25 giorni) rispetto a quella dell’ anno calendariale (365 o 366 giorni).
Le date più ricorrenti sono il 22 e 23.
Per avere un equinozio autunnale nel giorno 21 di settembre dovremo attendere il 2092 (e poi nel 2096)! mentre si verificherà il 24 di settembre nel 2303 ! (l’ultima volta è stato nel 1931).
Cieli sereni
PG
§221