ACCADDE OGGI…

…il 28 dicembre 1870
Erano passati poco più di due mesi dalla breccia di Porta Pia che Roma subì la più grave inondazione da due secoli e mezzo. Il Tevere si gonfiò di oltre 18 metri rispetto allo “zero di Ripetta”, che corrisponde al livello del mare.
Il Tevere, alimentato dalle violente piogge che si abbattono da alcuni giorni sulla Val Tiberina e sulla Val di Chiana, supera gli argini allagando gran parte della città. In breve a Piazza del Popolo (vedi disegno dell’epoca), a Ripetta, al Ghetto, al Corso, a via Condotti, a piazza Colonna ed in altre zone abitate, il livello delle acque raggiunge una notevole altezza producendo ovunque ingenti danni. Nei quartieri più vicini al fiume sono inondati anche i primi piani delle case.
Nella Capitale, per memoria, nei luoghi maggiormente colpiti da quella alluvione, furono in seguito collocate delle lapidi di marmo ancora oggi visibili (vedi foto), con l’indicazione del livello raggiunto dalle acque del Tevere.
È sicuramente l’evento ricordato dal maggior numero di lapidi anche se la più devastante esondazione fu quella della notte di Natale del 1598, quando le acque del fiume in piena arrivarono fino al livello di 19,56 metri a Ripetta, un record rimasto insuperato, sommergendo per ben 6 metri le colonne del Pantheon e provocando migliaia di morti.
(Bitta scripsit XXVIII XII MMXXI)
Cieli sereni
PG

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