…l’8 aprile 1820
(206 anni fa)
La scoperta della Venere di Milo
Nella primavera del 1820 la nave francese Chevrette era dislocata presso l’Isola di Milo (Milos, in greco), nell’arcipelago delle Cicladi, per un’attività idrografica del Mar Egeo.
Qui, nella zona del capoluogo Plaka, l’ufficiale francese Olivier Voutier si imbattè in un contadino intento a scavare pietre da utilizzare per la sua abitazione. L’area in questione si trovava a ridosso di un antico teatro greco e ciò fece supporre a Voutier che lì sotto potessero trovarsi resti antichi.
L’ 8 aprile, sotto la pala di Yorgos Kentrotas, affiorò un busto di donna, privo di entrambe le braccia. Non lontano venne poi dissotterrata l’altra metà della statua, con le gambe coperte da un drappeggio e un basamento.
Dopo non poche peripezie il prezioso reperto, giunto in Francia, fu donato da re Luigi XVIII al Museo del Louvre (dov’è tuttora custodito) che lo catalogò come Venere di Milo, dal nome dell’isola dov’era stata rinvenuta.
La statua, attribuita ad Alessandro di Antiochia, è considerata uno dei massimi capolavori ellenistici e ancora oggi continua a influenzare la percezione della bellezza femminile nell’arte.
Inoltre quella missione della Chevrette è considerata uno degli episodi più significativi della storia dell’archeologia navale francese.
Cieli sereni
PG
§754