Il 24 marzo 1878 avviene una delle più gravi tragedie marittime del XIX secolo.
La HMS Eurydice, una corvetta a vela della Marina Britannica utilizzata come nave scuola per giovani marinai, viene colpita da una violentissima tempesta al largo dell’Isola di Wight.
L’evento improvviso non permise di mettere in sicurezza le vele, facendo rapidamente inclinare e affondare la nave.
Su oltre 300 persone a bordo, (le stime variano tra 328 e 364), solo due marinai sopravvissero!
LA NAVE FANTASMA
L’evento è però avvolto da un alone di mistero.
Viene riportato che, a distanza di anni dal suo affondamento, il fantasma della Euridice viene ancora avvistato nei pressi dello stesso promontorio dell’isola di Wight all’estremità sud-occidentale di Sandown Bay.
Vale la pena di citare almeno una di queste ‘apparizioni’ nella quale fu addirittura coinvolto il Principe Edward.
Nel 1998, durante la realizzazione del serial tv ‘Crown and Country’, il reale inglese stava narrando la sfortunata vicenda dell’ HMS Eurydice, quando comparve, vicino alla riva, una corvetta a 3 alberi!
Così, pensando si trattasse di una nave-scuola, la troupe televisiva catturò delle immagini per rendere la narrazione più suggestiva.
Nel sistemare l’attrezzatura, in attesa che l’imbarcazione si allontanasse verso l’orizzonte per continuare a riprenderla, gli operatori alzarono lo sguardo e… la nave era scomparsa e, per di più, il nastro si era inceppato nella cinepresa!
Il mistero si infittisce poiché fonti marittime ufficiali dell’Isola di Wight dichiararono che quel giorno in mare non era presente nessun vascello d’epoca che potesse corrispondere a quanto avvistato dalla troupe.
CURIOSITÀ
Anche la nostra Marina ha avuto una nave chiamata Euridice che fu radiata nel 1869.
Anch’essa fu protagonista di un incidente nel 1867, speronando un brigantino ma senza però affondare.
La polena della nave, una statua lignea alta 1,80 m (a destra nell’immagine) ritraente la ninfa eponima piangente con la fiaccola della vita in mano, è conservata presso il Museo Tecnico Navale di La Spezia.
( Bitta tunc primum scripsit XXIV III MMXXI )
Cieli sereni
PG
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