… il 12 marzo 1610
Il 12 marzo 1610 Galileo Galilei pubblica il suo trattato astronomico in latino intitolato SIDEREUS NUNCIUS.
Grazie alla sua perizia nel progettare lenti, combinata con la maestria dei vetrai di Murano, Galileo sperimentò il suo cannone occhiale (da cui “cannocchiale”), puntando quel suo strumento verso il cielo ed effettuando osservazioni talmente rivoluzionarie da confutare le teorie cosmologiche aristotelico-tolemaiche di quel tempo.
Individuò le rugosità (montagne e crateri) sulla superficie della Luna, ritenuta fino ad allora liscia.
Con l’osservazione delle luci e delle ombre proiettate dalla Terra sulla Luna, capì il movimento relativo fra i due corpi celesti.
Identificò la Via Lattea, come un enorme ammasso di stelle e corpi celesti.
Infine scoprì 4 satelliti di Giove correlandone la loro natura a quella della Luna e deducendo che Giove fosse un pianeta simile alla Terra.
Galileo annunziò al mondo queste sensazionali scoperte nel Sidereus Nuncius.
Nonostante le polemiche che ne seguirono, Galileo vide riconosciute le sue scoperte da Keplero e divenne famoso in tutto il mondo (perfino in Cina, dove fu conosciuto come jia-li-lue).
(Bitta scripsit XII III MMXXV)
Cieli sereni🔭
PG
§610