…il 7 febbraio 1863
Il naufragio della HMS Orpheus
Il 7 febbraio 1863, la corvetta a vapore HMS Orpheus, che trasportava rifornimenti navali da Sydney, si incagliò sulla Manukau Bar, una lingua di terra all’ingresso del porto di Manukau, vicino ad Auckland.
È il disastro marittimo più grave mai registrato nelle acque della Nuova Zelanda causato da errori e sfortuna.
Quel giorno a bordo della corvetta, che era anche nave ammiraglia dello squadrone australasiatico, il commodoro William Burnett, per risparmiare tempo, decise di attraccare nel porto di Manukau invece di doppiare Capo Nord per raggiungere il porto di Waitematā.
Sfortunatamente il canale che attraversava la barra di sabbia si era spostato. Le vedette a terra, quando si resero conto che la nave era fuori rotta, segnalarono l’allarme, ma l’ Orpheus non comprese il messaggio.
La nave fu colpita dalle onde dopo aver urtato la barriera e iniziò ad affondare: gli uomini si arrampicarono sul sartiame ma alla fine gli alberi crollarono, gettando l’equipaggio in mare. I soccorritori arrivarono troppo tardi per evitare la catastrofe: solo una piccola imbarcazione era riuscita a salvarsi.
Delle 259 persone a bordo, tra ufficiali, marinai e Royal Marines, ben 189 persero la vita. In termini di vite umane, per gli inglesi, fu il giorno più costoso delle guerre neozelandesi con un impatto devastante sui nascenti insediamenti di Auckland, Melbourne e sulle attività della Royal Navy in quella parte dell’Impero.
Il tragico evento è stato immortalato in diversi dipinti storici, come quello di George Frederick Gregory (immagine).
Il dibattito sulle cause dell’incidente e sulle questioni relative alla colpevolezza continuò per molti anni. Un’inchiesta alla fine scoprì che la colpa della tragedia era da attribuire alle famigerate barre di sabbia. Per questo motivo, il canale veniva regolarmente scandagliato e l’ultima cartografia dell’area risaliva a due anni prima, nel 1861. Quella carta non arrivò mai a bordo dell’Orpheus; il capitano stava seguendo una carta non aggiornata. 😞
Cieli sereni
PG
§549