A bordo delle navi della Marina Militare la festa S. Barbara (il 4 dicembre) è molto sentita.
In passato era la giornata in cui gli equipaggi delle varie navi si scambiano goliardicamenti alcuni scherzi come quello di “violare”, nottetempo, le prore delle altre navi ormeggiate nelle vicinanze eludendo la guardia della sentinella che vi stazionava.
Lo scherzo consisteva nel lasciare una ‘traccia’ per testimoniare, il mattino successivo, l’avvenuta incursione.
Di solito venivano disegnati con pittura rossa dei “baffi” sullo scafo in corrispondenza del dritto di prora.
Durante questa festività gli equipaggi si sottoponevano anche ad un altro “rito”, che prevedeva lo scambio dei ruoli tra il personale imbarcato: una versione moderna dei “Saturnalia”, una festa pagana dell’antica Roma.
Durante quei festeggiamenti era sovvertito l’ordine sociale e gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente uomini liberi e comportarsi di conseguenza; veniva eletto, tramite estrazione a sorte, un princeps – una specie di caricatura della classe nobile – a cui veniva assegnato ogni potere.
Sulle navi veniva mantenuta questa tradizione ed i ruoli di bordo venivano tutti invertiti, dagli ufficiali fino all’ ultimo marinaio e poteva capitare che un superiore si prestasse a svolgere mansioni all’ordine di un subalterno. Ovviamente tutto questo durava solamente un giorno e la mattina successiva tutto tornava nella normale organizzazione dei ruoli di bordo
Cieli sereni
PG
§252