I BONAVOGLIA

La GALEA era un tipo di imbarcazione da guerra così chiamata dal greco γαλέη (galée), ossia “donnola”: è evidente il riferimento all’agilità e alla rapidità di manovra di questo tipo di navi, che permettevano un cabotaggio veloce e una versatilità in battaglia indipendenti dal vento, grazie ai remi ed ai numerosi rematori.
Il più delle volte tali rematori erano o schiavi o condannati, che scontavano la pena vogando faticosamente, vessati e malnutriti: da qui i sinonimi attuali di “galera”, “galeotti”, ecc…
Unica eccezione erano le galee veneziane: i rematori erano uomini liberi, regolarmente pagati, con capacità tecniche e spirito di combattimento che consentivano loro di intervenire in battaglia; sulle galee da trasporto, erano inoltre retribuiti dai mercanti, affinché vigilassero sulla merce imbarcata;
A tali rematori, chiamati bonavoglia, era anche concesso il privilegio di portare con sé un pacco di merce da scambiare di porto in porto, per poi riportare a casa il prezioso ricavato in forma di tessuti pregiati e spezie.
La condizione era che il volume di tale merce di scambio non eccedesse lo spazio disponibile sotto la panca su cui sedevano per remare. Da questo deriva il detto “avere il pepe al culo” per indicare fretta, smania di arrivare in porto….. per realizzare il guadagno dalla vendita del proprio “pacco” (anche prima del suo deterioramento).
Cieli sereni
PG

§246

Ti è piaciuto questo articolo?