7 AGOSTO 1947
La zattera in legno di balsa KON-TIKI, con a bordo l’esploratore norvegese Thor Heyerdahl e altri cinque compagni di viaggio, approda sulla barriera corallina nelle Isole Tuamotu (Polinesia Francese) dopo una navigazione di circa 4.000 miglia durata 101 giorni, attraverso l’Oceano Pacifico: viene così provato che la Polinesia poteva essere stata colonizzata da popolazioni sudamericane.
L’imbarcazione fu costruita in Perù utilizzando materiali, metodi e tecnologie di tipo preistorico ricavati dalle cronache redatte dai primi colonizzatori spagnoli.
Non venne usato un solo chiodo nè cavi metallici: i tronchi infatti erano uniti grazie a sapienti legature fatte con liane.
Il Kon-Tiki aveva una riserva di acqua trasportata in tubi ricavati da canne di bambù. La dotazione di cibo era costituita da circa 200 noci di cocco, patate dolci e altra frutta.
Inoltre l’equipaggio sfruttò le possibilità di pesca e di raccolta dell’acqua piovana nel corso degli acquazzoni.
Il battello fu chiamato secondo un antico nome Inca del Dio del Sole KON, mentre TIKI ha il significato della sua effige che fu dipinta a mano sulla vela.
Il Kon-Tiki originario è ancora oggi in esposizione al Kon-Tiki Museum di Oslo.
Cieli sereni
PG
§195